A Milano apre una nuova galleria dove il design modernista si affianca alle opere su carta e alla ceramica contemporanea
Il 15 ottobre 2026 Michele Marocchino e Stefanie Hebel inaugurano in centro a Milano un nuovo spazio dedicato al design storico e contemporaneo. A fare da ispirazione la Casa di Fantasia, l'appartamento milanese progettato da Gio Ponti nel 1952. Ecco perché
Sarà in pieno centro a Milano, in Via Santa Marta 14, nella storica zona delle Cinque Vie, la nuova Marocchino:Hebel Gallery, progetto di Michele Marocchino e Stefanie Hebel che riunisce design modernista, opere su carta e ceramica contemporanea. A renderlo (ancor più) interessante è un dettaglio prezioso: Marocchino, collezionista con una particolare passione per gli interni del Novecento, ha acquistato nel 2019 la Casa di Fantasia, l’appartamento milanese progettato da Gio Ponti nel 1952 per la famiglia di collezionisti Lucano e successivamente reinterpretato dagli interior designer David/Nicolas. Un’esperienza che ha contribuito a definire il suo approccio agli oggetti e agli ambienti storici, diventando il punto di partenza di una riflessione sul rapporto tra architettura modernista e gusto contemporaneo.
Chi sono i proprietari di Marocchino:Hebel Gallery a Milano
Stefanie Hebel, tedesca d’origine e da oltre trent’anni legata all’Italia, proviene dal settore della moda, dove ha maturato una lunga esperienza come Retail Manager. Marocchino, un po’ torinese e un po’ napoletano, lavora invece nella finanza milanese e coltiva parallelamente una passione per il collezionismo d’arte. I due si sono incontrati attraverso una rete di amicizie comuni e le loro competenze si sono ritrovate a dar vita a uno spazio per architetti, interior designer e collezionisti di ogni generazione, con una selezione che privilegia la qualità del progetto, la fattura e la ricercatezza dei materiali.

Il design oltre il mercato da Marocchino:Hebel Gallery
Il design del Novecento è oggi al centro di un mercato internazionale consolidato, nel quale la rarità e la riconoscibilità di un autore possono incidere profondamente sul valore economico di un oggetto. Tuttavia, Marocchino:Hebel Gallery sceglie di affiancarvi una lettura più legata alla cultura del progetto. La ricerca si concentra soprattutto sul Mid Century Modern italiano e internazionale, con un arco cronologico che dagli Anni Venti arriva ai Settanta e attraversa Italia, Danimarca, Francia e Brasile. Tra i designer italiani presenti nella selezione figurano Franco Albini, Gio Ponti, Aldo Tura, Gigi Radice, Willy Rizzo, Massimo Vignelli, Pier Luigi Colli, Vico Magistretti e Venini. Sul versante internazionale compaiono invece nomi come Marcel Breuer, Finn Juhl, Hans Wegner, Martin Grierson, Isamu Noguchi, Jean Prouvé, Sergio Rodrigues e Jorge Zalszupin. Accanto alla notorietà degli autori, la galleria guarda alla particolarità dei singoli esemplari: pezzi unici o versioni speciali, caratterizzati da essenze lignee, lavorazioni e dettagli che li distinguono dalle produzioni più comuni. Così, un sofà brasiliano modernista può trovarsi di fronte a un disegno di Picasso del 1913, mentre due sedie disegnate da Gio Ponti per una casa privata milanese possono essere rivestite con un tessuto contemporaneo. È proprio in questa libertà compositiva che emergono gli obiettivi della galleria, interessata a recuperare lo sguardo dei grandi interior designer d’avanguardia, per i quali l’arredamento era parte di un progetto culturale più ampio.

Le opere su carta e le ceramiche
Accanto agli arredi storici, Marocchino:Hebel Gallery proporrà opere su carta di artisti moderni internazionali, tra disegni, stampe e studi che introducono nel percorso espositivo il linguaggio del segno e della ricerca grafica. La ceramica contemporanea amplierà ulteriormente la proposta, con un gruppo selezionato di artisti che utilizzano il materiale in chiave scultorea e concettuale. Il programma comprenderà inoltre il dialogo con il design contemporaneo e con opere d’arte storicizzate, selezionate per le affinità formali e culturali con gli oggetti in galleria. L’obiettivo, come raccontano Marocchino e Hebel, è rivolgersi anche a chi, attraverso l’arredamento, cerca di ricostruire l’atmosfera di interni celebri, dalle dimore dell’Upper East Side newyorkese alle case di Hubert de Givenchy e di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé.
L’importanza del restauro da Marocchino:Hebel Gallery
Un ruolo importante è riservato al recupero degli arredi storici. Prima di entrare in galleria, ogni pezzo viene esaminato per valutarne le condizioni conservative e gli interventi necessari sono affidati a restauratori e tappezzieri specializzati, con l’obiettivo di preservarne l’originalità. In un settore in cui la provenienza e lo stato di conservazione sono determinanti per fissare il valore di un oggetto, il restauro rappresenta anche uno strumento di conoscenza. Permette di distinguere gli interventi indispensabili dalle trasformazioni superflue e di restituire leggibilità a materiali e tecniche spesso poco visibili. L’analisi preventiva consente di documentare la storia dell’oggetto, tutelarne l’autenticità e valorizzarne le caratteristiche costruttive. Il restauro diventa così un passaggio fondamentale per garantire che un arredo storico possa essere conservato e tramandato senza perdere gli elementi che ne definiscono l’identità.
Marocchino:Hebel Gallery
Via Santa Marta 14, Milano
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