L’espansione del Guggenheim di Bilbao non si farà. Vincono gli ambientalisti baschi

Dal 2008, il museo basco progettava la realizzazione di due nuove sedi nell’unica riserva naturale della regione. Un’operazione già finanziata dal governo centrale con 40 milioni di euro, ma da subito avversata da ambientalisti, abitanti del territorio e opinione pubblica. Ora la decisione di rinunciare

Di progetto ambizioso, si era parlato, in merito alla programmata espansione del Guggenheim di Bilbao con l’apertura di due nuove sedi a circa 40 chilometri di distanza dalla città basca. Ma dopo anni di polemiche e tensioni, l’istituzione museale nordamericana (con partecipazione pubblico-privata anche spagnola) ha rinunciato al progetto. L’idea di insediarsi nella Riserva naturale di Urdaibai, unica dei Paesi Baschi e tra le principali in Spagna, risale al 2008; solo nel 2023, però, l’operazione aveva preso slancio, concretizzando la possibilità di costruire una succursale del polo prossimo a compiere 30 anni – che tanto merito ha avuto nella trasformazione di Bilbao da centro industriale e operaio e città d’arte – immersa nella natura.

L’espansione del Guggenheim di Bilbao nella riserva di Urdaibai

Allora si individuavano le due strutture da riqualificare – l’edificio dismesso dell’ex fabbrica Dalia, azienda di posate alla periferia di Gernika, e il Cantiere navale Murueta situato all’interno della riserva naturale – destinate a essere collegate da un sentiero di circa sette chilometri, percorribile solo a piedi o in bicicletta per amplificare la connessione tra arte e natura.
Ma il progetto, sostenuto dalla Diputación di Bizkaia e dal PNV, il Partito nazionale basco, non ha mai convinto l’opinione pubblica, nonostante i 40 milioni di euro stanziati nel 2022 dal Ministero della Transizione Ecologica e della Sfida demografica per finanziare la bonifica delle due aree, unite da un passato industriale.

La tutela della riserva di Urdaibai. Gli ambientalisti contro il Guggenheim

La Riserva di Urdaibai, protetta dall’Unesco dal 1984, è infatti un’area naturale unica per diversità paesaggistica e varietà faunistica, che si sviluppa intorno all’estuario del rio Oka e giunge fino alle coste del Mar Cantabrico. E se da un lato attira migliaia di turisti ogni anno, dall’altro – pur armoniosamente antropizzata – adempie al fondamentale compito di proteggere un ecosistema prezioso, fatto di montagne boscose e pascoli, spiagge e paesaggi costieri di grande fascino (si pensi al visitatissimo monastero sull’Atlantico di San Juan de Gaztelugaxte), che offrono un rifugio sicuro a diversi specie di uccelli migratori.
In difesa di questo equilibrio, minacciato secondo i detrattori dell’operazione dai cantieri necessari alla realizzazione dei nuovi edifici e più a lungo termine dall’affluenza incontrollata di visitatori del museo, si erano dunque costituite le piattaforme Guggenheim Urdaibai Stop e Zain Dezaguin Urdaibai. Secondo gli ecologisti, il progetto culturale e turistico avrebbe causato danni permanenti e irreversibili al tesoro biologico della riserva, nonostante il Guggenheim – non in grado di fornire dati sull’impatto ambientale del progetto – avesse garantito un’apertura delle due sedi limitata alla stagione estiva. Ulteriore criticità, la realizzazione di bar, ristoranti e parcheggi previsti in un masterplan ritenuto incompatibile con la tutela del contesto.

Il Guggenheim rinuncia al progetto nella riserva di Urdaibai

Anche per queste tensioni (e per scongiurare ricadute sul consenso politico verso il partito al governo dei Paesi Baschi) il progetto era rimasto finora vincolato a uno studio di fattibilità da concludersi entro il 2026.
E alla fine di dicembre scorso è stata ufficializzata la volontà di non procedere: il consiglio direttivo del museo ha giustificato la rinuncia evidenziando gli ostacoli legali (inerenti in particolar modo al cantiere navale di Murieta, ancora attivo nonostante la concessione scaduta) e burocratici sopraggiunti, e sottolineando di aver fatto “la scelta più responsabile”. Ma sulla decisione potrebbe aver pesato anche il recente sondaggio che ha coinvolto gli abitanti del territorio, compatti nell’esprimere parere contrario sulla realizzazione dei due musei.
Già al vaglio, però, sarebbero nuovi piani di sviluppo, più legati ai contenuti che a un’espansione fisica. Mentre i 40 milioni di euro stanziati potrebbero essere reindirizzati dalla provincia in interventi di manutenzione e tutela a beneficio della riserva di Urdaibai. E, a buona ragione, gli attivisti di Guggenheim Urdaibai Stop possono gridare: “Ce l’abbiamo fatta!”.

Livia Montagnoli

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