Le Casa Italia di Milano e Cortina per le Olimpiadi Invernali 2026 si trovano in due spazi culturali: due musei diffusi

La scelta di declinare un unico tema in tre luoghi diversi consente di evitare l’effetto padiglione e di lavorare invece per relazioni: a Milano, alla Triennale, a Cortina presso uno spazio espositivo ricavato da un’infrastruttura dismessa di Farsettiarte e a Livigno in un hub culturale

In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Casa Italia si propone come un dispositivo museale diffuso, capace di intrecciare sport, arte contemporanea, architettura e racconto del Paese. Tre sedi – Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo – diventano così i capitoli di un’unica narrazione, che attraversa la città e la montagna all’insegna della cultura. Dopo Rio, PyeongChang, Tokyo, Pechino e Parigi, Casa Italia rientra nei confini nazionali portando con sé un progressivo spostamento del progetto dalla semplice hospitality a quello della piattaforma culturale. Il tema scelto per il 2026 è Musa: una chiave interpretativa per leggere l’Italia come luogo di stratificazioni, attrazioni e contraddizioni.

Le tre sedi di Casa Italia per i Giochi Invernali 2026

La scelta di declinare un unico tema in tre luoghi diversi consente di evitare l’effetto padiglione e di lavorare invece per relazioni: dal 6 al 22 febbraio 2026, a Milano, alla Triennale, a Cortina presso uno spazio espositivo ricavato da un’infrastruttura dismessa di Farsettiarte e a Livigno in un hub culturale con eventi tra musica e sport.

CASA ITALIA Cortina @Natura e Architettura per CONI
CASA ITALIA Cortina © Natura e Architettura per CONI

Casa Italia 2026 tra Milano, Cortina e Livigno

Alla Triennale Milano, nove sezioni, nove muse ispiratrici, nove ambiti che vanno dal linguaggio all’innovazione, dal paesaggio allo sport. Ogni sezione è messa in dialogo con un oggetto iconico della storia olimpica, a ricordare come l’idea stessa di Olimpiade nasca da una compenetrazione tra competizione fisica e produzione culturale. A Cortina d’Ampezzo, Casa Italia è accolta negli spazi della Galleria Farsettiarte, ex stazione di funivia riconvertita in luogo espositivo. Qui il progetto assume una dimensione più raccolta, quasi contemplativa, dove il dialogo tra opere storiche e contemporanee costruisce una riflessione sull’Italia e la sua identità. A Livigno, invece, Casa Italia diventa il parterre per eventi, musica, incontri e celebrazioni post-gara.

CASA ITALIA Milano @Marco Tripodi CONI
CASA ITALIA Milano ©Marco Tripodi CONI

Casa Italia tra architettura e design 

Inoltre, a tenere insieme le tre sedi è un progetto architettonico che guarda alla montagna come spazio abitabile. Bivacchi, infrastrutture di risalita, materiali tecnici e soluzioni leggere diventano riferimenti formali e concettuali: l’alluminio riflettente all’esterno e il legno all’interno costruiscono così un equilibrio tra resistenza e accoglienza. Il design italiano, con una selezione di arredi firmati da maestri storici e designer contemporanei, diventa poi parte integrante dell’esperienza abitativa, con oggetti pensati per il corpo, per la sosta e per la relazione.

Casa Italia e la proposta culinaria

Anche la cucina diventa uno degli elementi narrativi di Casa Italia, contribuendo a definirne l’identità culturale attraverso il valore simbolico e conviviale del cibo. A Milano, negli spazi di Casa Italia alla Triennale, Davide Oldani guiderà il lavoro degli chef coinvolti, accompagnando eventi e appuntamenti istituzionali con una proposta gastronomica pensata come esperienza di condivisione tra gusto, cultura e senso di appartenenza. A Cortina d’Ampezzo, invece, saranno Graziano Prest del Ristorante Tivoli e Fabio Pompanin del Ristorante Al Camin a dare voce alla tradizione alpina, con una cucina attenta alla qualità delle materie prime e all’arte dell’accoglienza. A Livigno, infine, un gruppo di chef del territorio accompagnerà atleti e ospiti alla scoperta delle specialità locali, mettendo al centro ricette e prodotti identitari. 

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Redazione

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