A Bergamo esiste l’unico Politecnico che mette insieme Conservatorio e Accademia di Belle Arti. Da scoprire in occasione di TONO Festival

Nato nel 2023 dalla fusione di due storiche istituzioni bergamasche, il Politecnico delle Arti è un modello unico in Italia. Dal 3 al 15 febbraio 2026, gli studenti sono protagonisti del festival che trasforma il paesaggio attraverso arti visive e musica. Con eventi diffusi in città, ad accesso gratuito

Il dialogo tra musica e arti visive è al centro della programmazione di TONO, festival giunto alla terza edizione che nel 2026 si terrà dal 3 al 15 febbraio, a Bergamo. Non un caso, considerando che la rassegna nasce nell’alveo del Politecnico delle Arti della città lombarda, prima istituzione italiana che integra in modo strutturale Conservatorio e Accademia di Belle Arti. 

Il Politecnico delle Arti di Bergamo e la fusione tra Conservatorio e Accademia di Belle Arti

Nato nel 2023 dall’unione del Conservatorio Gaetano Donizetti (fondato nel 1806) con l’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara – che inizia la sua storia nel 1794, quando il conte e collezionista Giacomo Carrara fonda la Scuola di pittura e la Pinacoteca – il Politecnico della Arti si è posto sin dall’inizio l’obiettivo di favorire l’interdisciplinarietà, la sperimentazione e il confronto internazionale con altre istituzioni affini. E TONO è una ricorrenza annuale utile a convalidare la bontà di un progetto formativo tanto peculiare, offrendo al contempo un’occasione per condividere con la comunità i contenuti che ogni giorno vengono prodotti e veicolati all’interno del Politecnico. “Gestire il Politecnico della Arti” spiega il Presidente Giorgio Bertasignifica lavorare ogni giorno su un modello unico in Italia. Il lavoro di rete con le istituzioni del territorio rafforza il progetto. Quanto è stato costruito qui non ha precedenti”. E il 13 febbraio, nell’ambito del Festival, Bergamo ospiterà pressa la Biblioteca Civica Tiraboschi il convegno internazionale Politecnici delle Arti – Modelli a confronto, riunendo partner internazionali e nazionali per riflettere sui modelli istituzionali e didattici capaci di favorire l’incontro interdisciplinare nell’Alta Formazione Artistica. Obiettivo: discutere il ruolo dei Politecnici e delle Università delle Arti in un contesto culturale sempre più complesso e interconnesso.

Un modello formativo unico in Italia

A Bergamo, l’idea di fondere Conservatorio e Accademia risale al 2015. Allora, fu il Comune a evidenziare la necessità di contenere le spese di mantenimento delle due storiche realtà bergamasche. Ma il progetto, inizialmente legato solo alla riduzione di alcuni capitoli di spesa, assunse presto altri contorni, puntando a migliorare la qualità, l’efficienza, l’efficacia dell’attività didattica e gestionale, accanto all’ottimizzazione dell’utilizzo delle strutture e delle risorse. Il costituirsi di un unico soggetto giuridico ha inoltre posto le basi per il perseguimento di unamaggiore efficienza ed efficacia economica del sistema, sostenibile anche nel lungo periodo. E a beneficiarne è stata anche l’offerta didattica, fondata su una collaborazione costante tra l’Istituto Superiore di Studi Musicali e l’Accademia di Belle Arti, nel quadro di un percorso formativo di alto profilo professionale. 

Oggi la programmazione del Politecnico – che entro la fine del 2028 potrebbe finalmente disporre di una nuova sede, da destinare principalmente al Conservatorio, presso l’ex Convento dei Celestini, acquistato di recente grazie a un mutuo con Cassa Depositi e Presiti – prevede approfondimenti artistici in tutti i settori della musica applicata e realtà tecnologico-multimediale della contemporaneità (Coreografie per teatro, cinema, audiovisivi, etc.). E, tra le altre cose, il rafforzamento della capacità nell’uso dei principali mezzi musicali e pittorici informatici. Ma anche la realizzazione dal vivo di eventi artistici pittorico/musicali con eventuali interventi multimediali.

Tono Festival, Bergamo
Tono Festival, Bergamo

TONO Festival: la terza edizione sul tema del paesaggio

E TONO Festival dà voce a queste dinamiche sin dal primo anno accademico del Politecnico delle Arti. L’edizione 2026, intitolata INTERSCAPE, mette al centro il paesaggio come spazio di ricerca condivisa tra suono, arti visive e città, e rappresenta la restituzione pubblica del progetto INPA – International Network of the Polytechnics of the Arts, finanziato dal PNRR e coordinato da Bergamo come capofila di un network europeo (5 città italiane e 5 città europee in collaborazione). Il progetto internazionale, avviato nella primavera del 2025 e proseguito fino all’autunno scorso, coinvolge sessanta studenti provenienti da istituzioni artistiche e musicali di diversi Paesi che in città saranno protagonisti di concerti, installazioni, performance e mostre diffuse in luoghi simbolici come il Teatro Donizetti, GAMeC, Accademia Carrara, Palazzo della Libertà e Daste Arena. Tutti gli eventi sono ad accesso libero.

Dopo il concerto inaugurale dell’Orchestra del Conservatorio al Teatro Donizetti, il calendario del Festival prevede collettive di arte contemporanea, serate di musica elettronica, proiezioni. La mostra INTERSCAPE, curata da Bianca Trevisan e Daniele Maffeis, sarà ospitata presso l’Accademia di Belle Arti, Palazzo della Libertà e GAMeC, a partire dal 12 febbraio. La chiusura allo Spazio Daste è demandata all’organizzazione del Dipartimento Pop Rock del Conservatorio, e vedrà la consegna del premio alla carriera a Mauro Pagani. “I ragazzi” spiega la direttrice del Politecnico Daniela Giordanohanno analizzato il paesaggio per tradurlo in forme artistiche aperte e interdisciplinari”. “TONO è un esempio lodevole di come un’istituzione culturale di tipo formativo sia capace di aprirsi alla comunità in cui vive” sottolinea il vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandicon un festival che è espressione delle sue attività e del suo metodo e, al contempo, una interessante rassegna che arricchisce ulteriormente l’offerta culturale della città. Un festival multidisciplinare, che incrocia musica e arti visive, e multigenerazionale, perché avvicina studenti e docenti, figli e genitori, giovani e adulti”.

Livia Montagnoli

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