Consolidare una rassegna richiede anni di impegno, per fidelizzare il pubblico locale e attrarre partecipanti da fuori. Il Madrid Design Festival, diretto da Álvaro Matías e organizzato da La Fabrica – impresa culturale madrilena, nota anche per l’ormai ventennale PhotoEspaña – nasce nove anni fa in una città storicamente poco interessata all’architettura contemporanea rispetto a Barcellona (che non a caso nel 2026 è Capitale mondiale dell’architettura) e meno implicata nel settore del design e della creatività industriale di quanto lo sia Valencia, dove l’arredamento è da anni un punto di forza dell’economia locale.
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La mappatura dell’ecosistema creativo di Madrid
In otto edizioni, il Madrid Design Festival ha contribuito ad alimentare l’interesse per il settore anche nella capitale spagnola, soprattutto nel pubblico più giovane. Tra febbraio e marzo, la manifestazione offre, infatti, un calendario a dir poco ricco di eventi – forse anche troppi, sparsi ovunque per la città e senza apparente filo conduttore – rivolti soprattutto a dare visibilità alle realtà emergenti locali e alle marche nazionali, con qualche nome storico e la presenza limitata, ma ricorrente di figure del made in Spain consolidate in ambito internazionale. Il festival ha il merito di aver saputo coinvolgere in questi anni molti marchi e piccole imprese, sia in ambito urbano che nazionale, oltre a studi professionali, atelier, associazioni e scuole di design presenti in città. Attraverso il programma OFF e il cosiddetto Madrid Diseña ha, infatti, gradualmente contribuito a rafforzare la visibilità di un ecosistema, che si è alimentato proprio grazie agli stimoli offerti dalla manifestazione stessa. La mappatura di oltre 300 luoghi del design in città e la partecipazione al festival di creativi di ogni genere e settore – concentrati soprattutto tra i quartieri periferici di Carabanchel, Tetuán e Prosperidad, ma in crescita anche in altre zone più centriche come Chamberi – è una delle iniziative più valide e interessanti promosse dalla direzione del festival.

Forma, la nuova fiera del design d’autore
L’edizione 2026 del Madrid Design Festival – in programma dal 5 febbraio all’8 marzo in vari luoghi della città – non cambia né formula né densità di calendario, ma presenta qualche novità. Come la nascita di FORMA, fiera del design d’autore allestita negli spazi del Centro culturale Matadero tra il 4 e l’8 di marzo. “Nell’eterogenea programmazione del MDF – fra mostre e premi, fiestas, workshop, incontri per professionisti e proposte off – mancava una vetrina “commerciale” dedicata al design da collezione”, spiegano Emerio Arena e Antonio Luna, curatori della prima edizione di Forma e molto noti nel settore, non solo in Spagna, come editori della raffinata rivista Room Diseño, alla quale è legato anche l’omonimo premio. “Negli spazi della Central de Diseño e della Nave Una di Matadero saranno allestiti una quarantina di stand, la maggior parte nazionali ma con qualche presenza significativa dall’estero, dalla Francia, Turchia e dagli Stati Uniti. Si tratta sia di gallerie che di singoli designer, collettivi e associazioni che presentano a Madrid le loro creazioni d’autore, pezzi unici o in edizione limitata: opere fatte a mano in ceramica, tessuto, legno, o con le più moderne tecnologie in 3D, oltre qualche pezzo vintage che piace mondo al mercato secondario”. Il collectable design è la moda degli ultimi anni e sta riscuotendo un crescente interesse, imitando l’andamento del mercato dell’arte e attraendo collezionisti d’ogni tipo. Non è un caso, infatti, che FORMA si svolga proprio durante la settimana di ArcoMadrid, manifestazione internazionale dedicata all’arte contemporanea. Nella stessa epoca, nella grande piazza di Matadero da qualche anno si svolge anche la fiera parallela dedicata all’arte urbana: una coincidenza che sarà di beneficio per entrambe le manifestazioni.

Guatemala e recupero dei valori dell’artigianalità
La maggior parte degli eventi del Madrid Design Festival si svolge nel mese di febbraio e ha come spazi principali il Centro espositivo comunale Fernan Gómez e all’Ile, Institución de Libre Enseñanza, un ibrido architettonico (tra antico e moderno) con tanto di bel giardino interno. Al Fernan Gómez sono allestite tra il 5 febbraio e il 3 maggio tre mostre tematiche: una retrospettiva dedicata al designer e architetto catalano André Ricard (Barcellona, 1929); Manifesto mediterraneo è invece il titolo della collettiva di una trentina di designer che recuperano i valori della manualità e del lavoro artigianale, in dialogo con i linguaggi contemporanei, il riciclo e le nuove tecnologie. Interessante, infine, la rassegna dedicata all’arte tessile del Guatemala, paese invitato della rassegna.
Fiesta Design, un appuntamento per Madrid
Come sempre, invece, l’Ile sarà la sede ufficiale del programma PRO, riservato a professionisti paganti (con esperti internazionali, tra i quali il veneziano Luca Nichetto), ma soprattutto di Fiesta design: uno spazio vivo e partecipativo con installazioni, piccole esposizioni tematiche, workshop, premi e incontri aperto al pubblico generale (dal 12 al 22 febbraio), a ingresso libero, pensato per promuovere a 360 gradi l’idea di design come strumento di trasformazione sociale. In tale contesto, sembra particolarmente interessante la presenza a Madrid della creativa indiana Kavita Parmar, che rivendica la circolarità tessile e promuove il millenario lavoro degli artigiani indù traducendolo in codici QR. E il programma di approfondimento dedicato alla lana, come materiale di creazione di oggetti.
Gli MDF Awards, infine, saranno dati quest’anno al tedesco Konstantin Grcic, al catalano Juli Capella e all’italiana Rossana Orlandi (1943), gallerista e curator celebre a Milano e fuori Milano.
Federica Lonati
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