Artribune Podcast: Loris Cecchini parla nei nostri Monologhi al Telefono

Durante l’intervista, l’artista racconta il proprio metodo di lavoro tra scultura modulare, sperimentazione industriale e rapporto con l’architettura, riflettendo sul dialogo tra natura, tecnologia e memoria

Registrato telefonicamente dal suo studio di Milano, il nuovo episodio di Monologhi al Telefono ospita Loris Cecchini (Milano, 1969). L’artista ci accompagna dentro il proprio processo creativo, tra moduli in acciaio che si espandono come organismi e superfici monocrome trattate con fibre elettrostatiche. Un racconto che intreccia scultura e architettura, tecnologia e natura, restituendo l’idea di un’opera come sistema aperto, in equilibrio tra rigore progettuale e crescita organica.

Chi è Loris Cecchini

Artista tra i più coerenti e riconoscibili della sua generazione, Cecchini ha costruito negli ultimi vent’anni una ricerca che attraversa scultura, installazione e pittura. Il suo lavoro si sviluppa tra installazioni site-specific e sperimentazioni con materiali industriali. Le sue opere – spesso realizzate in acciaio, alluminio o materiali industriali – dialogano con l’architettura e con i processi naturali, fondendo tensione tecnologica e memoria organica. La sua ricerca è stata esposta in importanti musei e istituzioni internazionali, tra cui il Palais de Tokyo di Parigi, il MoMA PS1 di New York, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Nel corso della sua carriera ha consolidato una presenza costante nel panorama internazionale, affermandosi per un linguaggio riconoscibile che intreccia scultura, installazione e intervento ambientale. Ha partecipato più volte alla Biennale di Venezia, oltre che ad altre rassegne di rilievo come la Biennale di Shanghai e la Quadriennale di Roma.

Il monologo di Loris Cecchini

Il racconto parte dallo studio milanese, luogo dove lavora e abita, spazio di progettazione e confronto quotidiano con sua moglie Jade, collaboratori e artigiani. Accanto alla dimensione operativa emerge quella relazionale. Cecchini ricorda le esperienze collettive nate fuori dalle logiche di mercato, come Made in Finlandia nel 2010, una residenza autogestita da artisti per artisti, e l’associazione Peninsula fondata a Berlino negli anni della sua permanenza tedesca. In entrambi i casi il punto non era esporre se stessi, ma costruire piattaforme di scambio, creando ponti e occasioni di dialogo tra generazioni e provenienze diverse. Una reazione spontanea a un sistema dell’arte percepito come eccessivamente polarizzato e finanziarizzato.

Loris Cecchini e la ricerca dei materiali

Il cuore della sua ricerca è la scultura modulare, sviluppata da oltre qunidici anni. Aggregazioni di elementi in acciaio che si espandono come diagrammi tridimensionali, strutture adattive e non gerarchiche in cui ogni singolo modulo mantiene autonomia pur contribuendo alla forma complessiva. Questa visione affonda in una doppia formazione: da un lato l’esperienza della natura, vissuta a lungo negli anni giovanili, dall’altro l’interesse per la tecnologia e per le trasformazioni introdotte dal digitale negli Anni Novanta. Accanto alle strutture modulari si sviluppa il lavoro sui rilievi monocromi, superfici spesse alcuni centimetri, trattate con tecniche di floccatura elettrostatica, nota come vellutazione, che depositano fibre colorate creando un effetto vellutato. L’artista utilizza materiali di vario genere e ogni scelta implica considerazioni su durata, ossidazione, magnetismo, resistenza. La sperimentazione è continua, spesso lenta, perché test conservati per anni possono trovare applicazione molto tempo dopo.

Il monologo restituisce così un metodo che oscilla tra gioco e rigore, portando avanti un lavoro che invita a percepire la tensione tra ordine e casualità e a riscoprire il dialogo tra tecnologia, natura e memoria.

Donatella Giordano

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Donatella Giordano

Donatella Giordano

Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative…

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