Morto Paolo Gatti. Aveva progettato la mitica poltrona Sacco resa celebre da Fracchia

A 77 anni ci lascia l’architetto che con Cesare Paolini e Franco Teodoro progettò la poltrona Sacco, nel 1968. Prodotta da Zanotta, questa icona del design italiano del Novecento, con innumerevoli tentativi di riproduzione, venne premiata con il Compasso d’oro nel 1970.

La poltrona Sacco di Paolo Gatti
La poltrona Sacco di Paolo Gatti

Si sono svolti il 14 aprile, i funerali di Paolo Gatti, architetto e designer il cui nome resta legato ai progetti concepiti con i colleghi Paolini e Teodoro: tra questi, a imporsi con forza nell’immaginario collettivo è certamente la seduta Sacco. Le cronache raccontano che i tre progettisti la presentarono ad Aurelio Zanotta, con la speranza di individuare in lui un interlocutore lungimirante, capace di coglierne l’aspetto di radicale rottura. Sacco azzera le “categorie” canoniche: la seduta e la spalliera fisse vengono annullate, i braccioli sono assenti così come i supporti verticali. Il nuovo prodotto si configura come un volume trasportabile, adattabile alla posizione dell’utente e riconfigurabile.

LA TOSCANA LA SUA SECONDA PATRIA

Una versatilità figlia dello slancio creativo degli anni Sessanta, assicurata dalla presenza, all’interno di un involucro disponibile in un’ampia gamma cromatica, di palline di polistirolo espanso ad alta resistenza. Il successo venne consacrato dal conseguimento del Compasso d’Oro, nel 1970, e da un’incursione nel cinema destinata a divenire anch’essa cult. In molti,  infatti, ricorderanno Paolo Villaggio nella pellicola Fracchia la belva umana alle prese con il tentativo di “posizionarsi” proprio su un esemplare di Sacco. Torinese di origine, dopo alcuni anni a Milano Gatti aveva scelto la Maremma grossetana come “seconda patria”. Nel corso della sua carriera, si è dedicato alla progettazione architettonica, alla fotografia e anche alla grafica. Sempre con Paolini e Teodori, con i quali aveva costituito uno studio, si era occupato anche di sviluppo del prodotto e di art direction per il Gruppo Abet Laminati.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.