Chi è Onofrio “Ninni” Cutaia, nuovo Assessore alla Cultura in Campania
Dirigente del Ministero della Cultura, fautore della riforma dei teatri e manager culturale di lunga esperienza, Cutaia è catanese, ma a Napoli ha già vissuto gli anni da direttore del Mercadante. Il neogovernatore Roberto Fico lo sceglie per ricoprire l’incarico che l’ex governatore De Luca aveva tenuto per sé
Era l’inizio del 2021, quando Onofrio “Ninni” Cutaia prendeva servizio come Direttore Generale Creatività Contemporanea dell’allora Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, nominato da Dario Franceschini. Catanese, classe 1959, Cutaia assumeva l’incarico con il compito di promuovere l’arte e l’architettura contemporanee, valorizzando i talenti e le eccellenze italiane. “Mi impegnerò” dichiarava allora “affinché venga dato ampio spazio a tutte le attività connesse alla rigenerazione urbana, tema che per me ha un grande fascino e un grande interesse dal punto di vista sociale. Dobbiamo fare in modo che le istituzioni siano sempre più incisive nella vita quotidiana della popolazione”.
Un impegno condotto fino al marzo 2023, quando fu nominato dal ministro Gennaro Sangiuliano Commissario straordinario del Maggio Musicale Fiorentino, e ora evidentemente pronto a rinnovarsi nel nuovo ruolo istituzionale affidatogli dal neogovernatore della Campania, Roberto Fico, che ha scelto Cutaia per guidare l’Assessorato alla Cultura della Regione.
Chi è Onofrio Cutaia. L’impegno per il teatro
La decisione di puntare su Cutaia è stata ben accolta da chi auspicava – per rivestire un ruolo chiave nella gestione del ricco e variegato patrimonio culturale campano, in un territorio non sempre facile amministrare e bisognoso di attenzioni e investimenti mirati – la designazione di un profilo tecnico e di lunga esperienza nel sistema culturale nazionale.
Laureato in giurisprudenza all’Università di Catania, nel 1990 Onofrio Cutaia detto “Ninni”, a seguito di un concorso pubblico, diventa funzionario dell’ETI, Ente Teatrale Italiano. Dal 2002 al 2007 è direttore del Teatro Mercadante di Napoli che sotto la sua guida diventa Teatro Stabile a Iniziativa Pubblica. Nel 2007 torna all’ETI come Direttore Generale per la promozione del teatro e della danza in Italia e all’estero e ricopre la carica fino al 2010: sotto la sua direzione l’ETI comincia a occuparsi anche di danza; tra i tanti progetti portati avanti in quegli anni, diversi si collocano nell’alveo del patto Stato-Regioni.
Un manager della cultura per la Campania
Dal 2012 al 2014 è Dirigente del servizio attività teatrali della Direzione Generale dello spettacolo; nel marzo 2014 viene eletto nuovo Direttore dello Stabile romano, ma la nomina viene bloccata per conflitto di interessi (in quanto dirigente Mibact, seppur in aspettativa). Dunque, dal luglio 2014, rientrato al Ministero, Cutaia ricoprirà l’incarico di Direttore Generale per le politiche del Turismo; poi, dal 2015 fino al 2020 sarà Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo, prima di assumere l’incarico come DG della Creatività Contemporanea. Nel 2025, il ministro Alessandro Giuli l’ha nominato Commissario straordinario della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali (ma Cutaia è stato anche Commissario del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia nel 2022). In passato anche docente a Roma Tre e Sapienza (Modelli gestionali di Teatro; Produzione e Organizzazione dello Spettacolo teatrale e di Danza), Cutaia porta in dote alla Campania riconosciute capacità manageriali e amministrative, consolidate negli anni, accanto a una profonda passione per il teatro e per lo spettacolo dal vivo.
Cutaia nuovo Assessore alla Cultura in Campania
A Napoli, Cutaia ritorna dopo gli anni del Mercadante, su chiamata diretta di Roberto Fico. L’incarico che lo aspetta a Palazzo Santa Lucia era rimasto vacante per anni: o meglio, assorbito dal governatore uscente, Vincenzo De Luca, che il ruolo di Assessore alla Cultura l’aveva tenuto per sé. Cutaia assume, inoltre, anche le deleghe agli Eventi e al Personale. Appena insediatosi, rifugge polemiche su ciò che è stato finora, deciso, invece, a guardare avanti, con piglio fattivo, da manager culturale qual è. Dunque, spiega nella prima intervista rilasciata al Corriere della Sera, approfondirà subito “diversi dossier del territorio” (tra i più complessi, proprio a Napoli, il caso delle nomine al Teatro San Carlo): “Di sicuro la mia visione parte dalla considerazione che l’azione pubblica ha una grandissima responsabilità. Ecco, sento molto la responsabilità del ruolo, credo nel dovere di portare nei luoghi della cultura chi abitualmente non li frequenta, non li conosce, non li vive. Parlo di teatri, musei, archivi, siti archeologici”. Ci sarà tempo, nei prossimi mesi, per stilare un programma che attualizzi i buoni propositi.
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