La grande fiera TEFAF si tiene a New York da 10 anni. Come sarà l’edizione 2026?

Dall'arte antica, moderna e contemporanea al design e all'alta gioielleria, torna nel decennale della sua fondazione la prestigiosa fiera TEFAF New York, che sostiene anche la ricerca e il restauro del patrimonio culturale pubblico con un fondo che quest'anno porterà a nuova vita un arazzo mediceo

Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Venezia e sull’apertura della Biennale Arte 2026 in Italia, un’altra grande concentrazione di eventi, aspettative e programmazioni si prepara a New York, dove dal 15 al 19 maggio 2026 (preview per i collezionisti il 14 maggio) si terrà una nuova edizione della fiera TEFAF New York e dove, nelle sale room delle major delle aste, sfileranno alcuni dei più munifici cataloghi di arte moderna e contemporanea. Mentre si torna alla grande tradizione italiana, con un arazzo mediceo rinascimentale di proprietà americana, che sarà restaurato grazie ai fondi stanziati proprio da TEFAF. 

Come sarà TEFAF New York 2026

Torna al Park Avenue Armory la prestigiosa fiera TEFAF New York, fondata nel 2016, che quest’anno accoglierà 88 tra i migliori mercanti d’arte e gallerie al mondo, provenienti da 15 Paesi distribuiti su quattro continenti, pronti a mostrare e offrire in vendita selezioni di qualità museale di opere d’arte moderna e contemporanea, gioielleria, antichità e design.
Oltre alle esposizioni curate nella Drill Hall dell’Armory, TEFAF New York 2026 si allungherà con focus installativi anche attraverso le 16 storiche sale d’epoca della sede, aprendo dialoghi e accostamenti tra le opere e l’architettura newyorkese del Novecento.

I primi highlight dalle gallerie di TEFAF New York 2026

Variegata, come sempre quando si tratta delle fiere TEFAF, che siano a Maastricht o a New York, è l’offerta delle gallerie e dei mercanti in fiera in questo maggio 2026, che spazia tra diversi ambiti e periodi dell’arte. Sul versante dell’arte Post-War, la galleria italiana ML Fine Art ha in stand un Mao di Andy Warhol del 1973, realizzato dopo la visita di Nixon in Cina del 1972, che trasforma l’immagine del dittatore politico in un’icona pop. 

Berggruen Gallery, invece, presenta la fantasmagoria pittorica di Cecily Brown, con Functor Hideaway del 2008, mentre da Massimo De Carlo l’acrilico su tela di Ludovic Nkoth, System Black V del 2024, richiama l’attenzione sull’esperienza nera, sulla vita diasporica e la storia della sua eredità. Esposta da Voena (la galleria che ha appena interrotto la sua lunga partnership con Robilant), è datata 2026 l’opera Story dell’artista coreana Minjung Kim, che cita Lucio Fontana (anche lui in mostra nello stand di Voena per TEFAF New York) come una delle principali influenze occidentali, insieme ad artisti come Alberto Burri e Franz Kline, nella sua esplorazione dello spazio e della percezione e delle dicotomie artistiche di materia/vuoto, presenza/assenza e ordine/caso, e in una pratica artistica che fonde riferimenti occidentali e tecniche tradizionali orientali. 

Il design d’autore va in mostra a TEFAF New York 2026

Dal mondo del grande progetto d’autore, la galleria Gomide & Co. propone un carrello da tè di Lina Bo Bardi degli Anni ’50, Carrinho de chá em pau-marfim. Concepito per la Casa Bittencourt, il carrello da tè fa parte dell’arredo sviluppato da Bo Bardi nel contesto dello Studio d’Arte Palma, un’iniziativa fondamentale nella definizione di un linguaggio moderno in Brasile, radicato nei saperi e nei materiali locali, ed è tra i pochi oggetti sopravvissuti alla breve esistenza dello studio (1948-1950). Mentre Modernity Stockholm scommette su uno dei capolavori assoluti di Finn Juhl e apice della sua carriera come designer di mobili, la Chieftain Chair, che, alla sua presentazione nel 1949, segnò un rinnovamento radicale e storico della tradizione del design danese e oggi è considerata uno degli esempi più importanti del movimento Danish Modern degli Anni ’50.

L’unico arazzo mediceo in un museo non italiano restaurato dai fondi TEFAF 

È l’unico arazzo appartenuto alla famiglia dei Medici e oggi in una collezione pubblica fuori dall’Italia quello che, di proprietà del Minneapolis Institute of Art e considerato l’arazzo rinascimentale italiano più importante negli Stati Uniti, riceverà il TEFAF Museum Restoration Fund 2026, che, con la cifra di €25.000, consentirà al prezioso tessuto rinascimentale italiano del XVI Secolo di essere restaurato e tornare in perfetta forma alla fruizione del pubblico il prossimo 11 luglio. 

A produrlo fu l’officina fiorentina fondata nel 1545 dal duca Cosimo I de’ Medici, che mirava a competere con i celebri centri di tessitura di Bruxelles e chiamò per questo a supervisionarla il maestro belga Jan Rost. Il disegno e i cartoni dell’arazzo, che illustra, in lana e seta, L’incontro di Dante e Virgilio, furono realizzati dal pittore Francesco Salviati (1510-1563) tra il 1546 e il 1548, e l’opera fu tessuta tra il 1547 e il 1549 ed è oggi di proprietà del Minneapolis Institute of Art, che custodisce, con 41 opere, una delle più importanti collezioni di arazzi degli Stati Uniti. Istituito nel 2012, il TEFAF Museum Restoration Fund sostiene, in collaborazione con Bank of America, la conservazione, e la ricerca scientifica correlata, di opere significative conservate in collezioni pubbliche. È la prima volta che per questo importante contributo viene scelto un arazzo.

Cristina Masturzo

TEFAF New York // Dal 15 al 19 maggio 2026
Park Avenue Armory
643 Park Avenue, New York
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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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