La ripresa del mercato dell’arte, i trend del collezionismo e altre analisi nel nuovo report appena pubblicato

Il focus sul collezionismo contemporaneo e sulle dinamiche del mercato dell'arte del 2025 nella nuova edizione del report “Collezionisti e valore dell’arte in Italia 2026” realizzato da Intesa Sanpaolo Private Banking

Nel corso del 2025 e in particolare nella seconda metà dell’anno, il fatturato globale dell’arte è tornato a crescere, dopo un periodo di contrazione, segnando un +4% rispetto al 2024. Tra tensioni geopolitiche e incertezze finanziarie, tra conflitti aperti e mai chiusi, dazi, inflazione, i collezionisti internazionali hanno cercato la sicurezza in opere e collezionabili consolidati e storicizzati, in una sfera d’azione che ha preso le distanze dalla speculazione e ha puntato sulla qualità indiscussa dei beni.

Alle analisi già prodotte e pubblicate sugli andamenti globali dell’arte, si aggiunge ora la quarta edizione di Collezionisti e valore dell’arte in Italia 2026, il report sul collezionismo italiano e sulle dinamiche del mercato dell’arte realizzato da Intesa Sanpaolo Private Banking, in collaborazione con la Direzione Arte, Cultura e Beni Storici e con il Research Department di Intesa Sanpaolo rilasciato il 15 aprile 2026. 

Il report “Collezionisti e valore dell’arte in Italia 2026” di Intesa Sanpaolo Private Banking
Il report “Collezionisti e valore dell’arte in Italia 2026” di Intesa Sanpaolo Private Banking

Il nuovo report Intesa sul collezionismo e sul mercato dell’arte 

Il volume, che costituisce un osservatorio ormai consolidato sul collezionismo italiano e sugli andamenti e i trend principali del mercato dell’arte, analizza le evoluzioni del comparto artistico e collezionistico nell’ultimo biennio, facendo un punto su ciò che è stato e provando a disegnare le prospettive per il 2026. Oltre a un analisi di scenario generale, la ricerca approfondisce il profilo dei collezionisti italiani, le loro strategie di acquisto, la composizione delle collezioni, la loro identità e i piani di trasmissione del patrimonio alle generazioni future. Con un resoconto dedicato anche, naturalmente, alle collezioni di Intesa Sanpaolo e alle Gallerie d’Italia, come modello in cui cultura, impresa e responsabilità sociale si integrano, in un ecosistema strutturato orientato alla valorizzazione del patrimonio e alla condivisione di quello con il pubblico. 

Il mercato dell’arte nello studio Intesa Sanpaolo

Lo studio Collezionisti e valore dell’arte in Italia 2026, pubblicato da Allemandi, fornisce così chiavi di lettura per un settore ad alto grado di complessità, quello del mercato dell’arte, dove viaggiano (o dovrebbero viaggiare) insieme valore economico, culturale e patrimoniale.

Se le transazioni dell’arte hanno mostrato segno positivo rispetto agli ultimi anni, la ripresa ha interessato alcuni segmenti e non altri. Se, a livello internazionale, sono calati l’ultracontemporaneo (-39%), il contemporaneo (-12,3%) e l’arte del Dopoguerra (-17,7%), per non parlare dell’arte NFT (-90% negli ultimi cinque anni), sono invece cresciuti i volumi dell’arte moderna (+19,4%) e impressionista (+80,4%) e degli Old Masters (+68,7% sul 2024). A conferma in particolare di una domanda d’arte che si è orientata prevalentemente su comparti solidi o percepiti come tali, lontani da dinamiche più speculative. E l’interesse va concentrandosi su opere di qualità e rare, sul valore culturale dei collezionabili, ancora prima di valutazioni prettamente economiche. 

Chi sono e cosa comprano i collezionisti italiani?

Una parte del report è costituita poi da una survey sui collezionisti italiani di arte moderna e contemporanea, realizzata in collaborazione con Artissima e basata su un campione di 303 collezionisti. Cosa emerge da questa sezione? L’immagine di un collezionismo maturo, consapevole e con una forte attenzione alla costruzione delle raccolte nel lungo periodo. La maggior parte degli intervistati concentra i propri interessi sull’arte contemporanea, con una presenza significativa di artisti nati dopo il 1945 (su questo influisce forse che il campione di analisi sia strutturato con la fiera italiana di arte contemporanea per eccellenza), ma non mancano aperture verso l’arte moderna e il post-war.

Le collezioni risultano mediamente strutturate e composte da un numero rilevante di opere (50 opere è il valore mediano, 99 quello medio), raccolte nel tempo attraverso selezione, studio e continuità secondo una precisa visione culturale e patrimoniale, che tende inoltre a sostenere in modo particolare la produzione domestica, con una decisa preponderanza di artisti italiani.

Sul piano economico, il report evidenzia una capacità di spesa medio-alta. Una parte significativa del campione dichiara di aver raggiunto, almeno una volta, valori molto elevati nell’acquisto di una singola opera. In particolare, il 30% dei collezionisti ha superato almeno una volta la soglia dei 500.000 euro per un’opera, mentre il 18% ha oltrepassato il milione di euro. In quanto a valore complessivo, il 55% delle collezioni si colloca tra i 100.000 e 1.000.000 di euro, mentre il 18% supera il milione. 

Il collezionismo alla prova col passaggio generazionale

Accanto alle opere d’arte, cresce poi l’interesse per altre categorie di collezionabili, come design, libri, gioielli, preziosi e orologi e antiquariato, ma anche per segmenti meno tradizionali come vino e distillati, auto e moto d’epoca, sport memorabilia o fashion e accessori. Mentre ci si apre, pian piano, a questioni di diversità di genere e di provenienza geografica degli artisti. 

Una sezione della ricerca è poi dedicata al patrimonio culturale privato e al ruolo delle dimore storiche, in cui le collezioni sono interpretate come strumenti di trasmissione del valore, ma anche come presìdi identitari e territoriali. E il contesto domestico e familiare emerge come elemento decisivo nella definizione del significato della raccolta. Imprescindibile, infine, un passaggio sul segmento generazionale, uno snodo in cui la tutela del patrimonio si accompagna a scelte complesse di continuità, conservazione o dismissione, in un delicato equilibrio tra passato, presente e futuro. 

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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