Quanto vale la super fiera TEFAF? Impatto economico, culturale e sociale di una rassegna emblematica
Il nuovo studio realizzato da Deloitte analizza quanto vale una fiera di alto profilo come TEFAF per l'economia del territorio, mentre il TEFAF Summit 2026 ne evidenzia la rilevanza per la cultura e la salute delle persone
É stato appena pubblicato un nuovo studio commissionato da TEFAF e realizzato da Deloitte per analizzare l’impatto generato dalla fiera sull’economia della città di Maastricht e più ampiamente sulla regione e sui Paesi Bassi. E la 39° edizione della rassegna più importante per l’arte e l’antichità è stata anche l’occasione, nelle ore del TEFAF Summit, per fare il punto sul valore economico, culturale e sociale dell’arte.
L’impatto economico di TEFAF Maastricht
The Economic Impact of TEFAF on Maastricht – 2026 Report misura da un punto di vista quantitativo il valore economico generato dalla fiera lungo l’intera filiera produttiva, per ancorare alla realtà oggettiva e numerica dei dati la rilevanza della manifestazione – il cui prestigio culturale è fuor di discussione – anche come driver di competitività internazionale per tutta l’area geografica che la ospita. E, al di là di un racconto di sé stessa, fiera enciclopedica per eccellenza, con la sua offerta che spazia dall’archeologia ai Maestri Antichi, fino all’arte moderna, contemporanea, al design e all’alta gioielleria, TEFAF intende più ampiamente mettere in luce, attraverso il rigore della reportistica, la capacità degli investimenti nel settore artistico di trasformarsi in volano di crescita sociale e resilienza economica per il territorio.
Il caso TEFAF per misurare l’impatto del mercato dell’arte sull’economia
Per oltre tre decenni dalla sua nascita nel 1988, la fiera TEFAF ha offerto alla regione di Maastricht una piattaforma eccezionale per l’eccellenza artistica, lo scambio culturale e la visibilità internazionale, riunendo ogni anno, all’incrocio perfetto tra expertise e commercio, galleristi, collezionisti, istituzioni e professionisti museali e appassionati d’arte da tutto il mondo. In quanto fondazione, TEFAF – il cui acronimo indica appunto The European Fine Art Foundation – si impegna a mantenere i più alti standard del mercato dell’arte e, al contempo, contribuisce a promuovere l’importanza sociale della cultura, evidenziando come arti e cultura non siano periferiche rispetto alla vita economica, ma sua parte integrante. Con impatti variegati ma significativi su occupazione e lavoro, turismo, investimenti, competitività territoriale. I grandi eventi culturali giocano da sempre e sempre di più un ruolo strategico nel rafforzamento delle economie urbane, della visibilità internazionale, dell’attrattività delle città. Con la convergenza di visitori di alto profilo culturale, sociale, economico e l’incentivo ad attività intersettoriali, con ricadute dunque che esondano ben oltre la sfera puramente culturale. Allora vediamolo questo focus sull’impatto economico e strategico di una rassegna come è stata TEFAF Maastricht nel 2025, per capire cosa possiamo imparare e rubare al modello dei Paesi Bassi magari per i nostri grandi eventi.
Tutti i numeri dell’economia di TEFAF Maastricht
L’edizione 2025 di TEFAF Maastricht ha generato, secondo il report Deloitte, un impatto totale di €86,4 milioni per l’economia olandese. Con €52,4 milioni di impatto diretto (e dunque la spesa effettiva di espositori, visitatori e organizzatori) e €34 milioni di impatto indiretto, attraverso le catene di approvvigionamento nazionali. La città e l’area regionale di Maastricht, cuore dell’evento, cattura una quota significativa di questo valore, pari a €37,9 milioni, confermando fuor di ogni dubbio il ruolo di catalizzatore economico della fiera. Se l’organizzazione dell’evento cuba per circa €17 milioni di spesa, le 275 gallerie internazionali partecipanti del 2025 hanno generato un valore economico diretto di circa €10 milioni, coprendo costi che vanno dall’allestimento degli stand (€6 milioni) alla logistica e all’assicurazione delle opere, ma anche alle spese di viaggio e varie (altri €4 milioni). Il mercato dell’arte e i suoi eventi hanno poi come caratteristica quella di attirare, sull’indotto turistico, un pubblico internazionale e ad alta capacità di spesa. Nel 2025 sono stati oltre 41mila i visitatori di TEFAF Maastricht, con una quota di non residenti del 79% e provenienti da 75 Paesi. Nella permanenza a Maastricht, il pubblico di TEFAF ha generato in aggregato circa €15 milioni, tra spese per la fiera, ospitalità e ristorazione, shopping e tempo libero.
L’impatto fiscale e la visibilità internazionale di TEFAF Maastricht 2025
Per quanto TEFAF sia diventato negli anni il centro della qualità storico-artistica e della ricerca e dell’expertise, con il rigorosissimo Vetting a selezionare il meglio in oltre 7.000 anni di storia dell’arte, quella di Maastricht resta certamente un marketplace e una fiera, tra le più rilevanti al mondo, insieme ad Art Basel e Frieze. E l’attività commerciale che si svolge durante la fiera va poi pertanto a tradursi in entrate economiche per lo Stato. Nel 2025 il gettito fiscale prodotto dai visitatori ospiti e dalle vendite di opere d’arte e oggetti collezionabili concluse durante l’evento è stato stimato, in modo conservativo, in circa €9 milioni a livello nazionale, che vanno ad aggiungersi a quel valore totale da cui siamo partiti di circa €52 milioni di impatto diretto. A questo va poi aggiunto anche il valore promozionale della fiera per la sua area geografica di riferimento, l’impatto mediatico che essa ha avuto, con un EAV, un valore equivalente pubblicitario di altri €5,6 milioni (ovvero, quanto sarebbe costato ottenere la stessa visibilità e un analogo posizionamento), con una copertura che ha raggiunto un’audience potenziale di 1,3 miliardi di persone. Andando a rinnovare, anche in periodi di tensioni e incertezze globali, la resilienza e solidità del mercato dell’arte di fascia alta come piattaforma essenziale di scambio commerciale e culturale e come alleato strategico per uno sviluppo territoriale contemporaneo.
Oltre l’economia, il valore della cultura al centro di TEFAF Summit 2026
L’edizione 2026 di TEFAF Summit, organizzata in collaborazione con la Netherlands Commission for UNESCO, si è offerta poi anche e di più come piattaforma di approfondimento e incentivo, confronto e cooperazione sulle sfide che riguardano arte e cultura nelle politiche pubbliche, ampliando dunque la prospettiva degli indicatori puramente economici. E dal cuore storico e istituzionale dell’Europa, la fiera si è interrogata, attraverso le riflessioni di relatori e ospiti e il racconto di casi studio e best practice, sul senso e sull’impatto della cultura oltre il valore economico, sul valore sociale dell’arte. Il tema di quest’anno, “Oltre l’impatto economico: ripensare la cultura nelle politiche pubbliche”, ha analizzato, infatti, il potere trasformativo della cultura non solo sull’economia, ma anche sullo sviluppo sociale e sul benessere delle persone. Con l’obiettivo di promuovere una più forte integrazione delle arti nelle politiche pubbliche nei Paesi Bassi e a livello internazionale, il Summit ha messo in luce il ruolo della cultura nello sviluppo sociale, la sua capacità di creare relazioni e ripensare anche le strutture di potere, modellando la società, rafforzando la coesione e favorendo uno sviluppo inclusivo e sostenibile.
Il ruolo della cultura per la salute e il benessere delle persone
Concentrandosi poi sul contributo fondamentale delle arti e della cultura alla salute e al benessere delle persone, il TEFAF Summit ha reso conto e ribadito la capacità, ormai più che nota e dimostrata, delle pratiche creative nel sostenere la salute fisica e mentale, nel favorire percorsi terapeutici e nel supportare processi di recupero e riabilitazione. Invitando a riconoscere il valore culturale in una prospettiva più ampia, che tenga conto delle profonde dimensioni umane e sociali delle arti. E di quanto il coinvolgimento delle persone in attività culturali abbia benefici diretti e misurabili nella prevenzione quanto nella cura. Una cultura che non vive di isolamento, ma di collegamento e scambio tra persone, istituzioni, politiche; che più che un lusso andrebbe considerato dunque un diritto, oltre che il tessuto connettivo della società. In grado di promuovere resilienza e cura, ben oltre, anche, le tradizionali misurazioni economiche. Il passo reale da compiere è allora quello di raggiungere in modo efficace i decisori politici, riuscendo nella missione di orientare verso un ecosistema che è culturale e sociale insieme gli investimenti e i finanziamenti, integrando in modo organico e solido la cultura negli obiettivi di politica pubblica.
Dal passato al futuro, la cultura indica la strada
“Entra con curiosità e vieni fuori trasformato”. Dice all’incirca così un annuncio all’ingresso di TEFAF. E il suo think tank, il TEFAF Summit, mette a valore queste giornate di Maastricht e suggerisce esempi, obiettivi, ambizioni da perseguire come singoli e come società, come nazioni e come unione di nazioni. Provando, dalla fiera che celebra il passato e il presente dell’arte, a incentivare nuove andature per il futuro. E mentre fuori il mondo va destabilizzandosi e saltano gli equilibri durati decenni, qui la cultura si assume una responsabilità, la società si spinge più avanti della politica e le indica la strada, “infettando il sistema con idee di cambiamento”, si è detto durante uno dei panel della giornata. E avendo il coraggio di averle, idee nuove, e di immaginare posture e strade inedite.
Cristina Masturzo
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