Vendite e soddisfazioni per TEFAF Maastricht 2026, la migliore edizione di sempre della fiera

Alla grande fiera dell’arte e dell’antichità dei Paesi Bassi la risposta del collezionismo internazionale è arrivata forte, entusiasta, solida. E il mercato dell’arte resta resiliente anche in un momento di tensione internazionale

È ancora in piena attività l’edizione 2026 di TEFAF Maastricht, che ha aperto con le giornate di preview il 12 e 13 marzo, al pubblico il 14 marzo e andrà avanti fino al 19, e nonostante un contesto globale teso e complesso alla grande fiera dell’arte e dell’antichità dei Paesi Bassi la risposta del collezionismo internazionale è arrivata forte, entusiasta, solida. E i racconti dei galleristi, quest’anno 277, restituiscono la fotografia di un mercato dinamico e vivace sin dalle prime ore e giornate della manifestazione, con numerosissime vendite concluse e tanti bollini rossi a segnalarle nei corridoi del MECC di Maastricht. E altre ancora, di certo, arriveranno in futuro, perché gli acquisti, a TEFAF, possono richiedere riflessioni e tempo aggiuntivo. A guidare la selezione delle proposte e le acquisizioni realizzate restano intanto, come sempre a TEFAF, la qualità delle opere e il rigore scientifico. Oltre che una fiducia rinnovata nell’attrattività dei grandi maestri della storia dell’arte, il cui fascino sta conquistando anche i collezionisti in passato più interessati alla ricerca contemporanea, le nuove generazioni di appassionati, gli acquirenti in cerca di collezionabili più consolidati e rassicuranti e, spesso, con regimi di prezzo paradossalmente più accessibili rispetto ad alcune traiettorie del mercato dell’arte più recente.

Le prime vendite a TEFAF Maastricht 2026

Jörn Günther, un gigante del mercato dei libri rari, che partecipa a TEFAF da trent’anni, ha affermato con entusiasmo che questa 39° edizione della fiera è per lui la migliore in assoluto. La galleria di Basilea ha venduto diversi manoscritti nei primi due giorni di fiera, in un range di prezzi che va da $200.000 a $5 milioni. Tra le altre transazioni più rilevanti, concluse nei primi giorni di TEFAF Maastricht e riportate dai galleristi, si rincorrono poi, da Agnews, l’olio su tela del 1654 di Willem Drost, allievo di Rembrandt e contemporaneo di Vermeer, Man with a Plumed Red Beret, alla Leiden Collection, la principale collezione privata al mondo di opere di Rembrandt e della sua scuola (da cui di recente è arrivato il nuovo record d’asta per un disegno di Rembrandt). Colnaghi ha venduto, invece e tra le altre opere, Ritratto di gentiluomo di Tintoretto a una collezione privata americana e Ritratto di Isabella Runi con dama di compagnia di Lavinia Fontana a una collezione privata asiatica. Il Van Gogh Museum ha invece acquisito dall’americana Gallery 19C L’homme est en mer (1887-1889) dell’artista francese Virginie Demont-Breton, per un prezzo stimato tra €500.000 e €1.000.000. Sul fronte dell’antichità, Stuart Lochhead Sculpture ha venduto il Vaso di Nerone di I secolo d.C. a un museo statunitense per circa £1,8 milioni, e Study of a Boy in Profile di Massimo Stanzione a un collezionista privato europeo per circa €350.000, come diverse vendite ha realizzato David Aaron, tra cui la Stele of Medeia, con un prezzo richiesto di £450.000, a un’importante istituzione. Non c’è poi solo un mercato di alta o altissima fascia che trova spazio al MECC di Maastricht, e prova ne sia l’efficacia della sezione Showcase, riservata a nove gallerie internazionali giovani o emergenti, nella quale la messicana AGO Projects ha venduto più pezzi di Taller Los Tepalcates e Myungjin Kim, con prezzi tra €5.000 e €10.000.

I risultati delle gallerie italiane di TEFAF Maastricht

“In un momento storico segnato da tensioni geopolitiche, incertezze economiche e trasformazioni tecnologiche, l’arte sta assumendo sempre più il ruolo di bene rifugio. A TEFAF questo è evidente”, segnala Alessandra Di Castro, che sottolinea anche, per la filiera italiana, la centralità della revisione fiscale portata a compimento e la riforma “Italia in Scena” che va verso una fase nuova“Le misure introdotte – tempistiche e procedure di esportazione più chiare, una soglia di valore più alta, regole certe per le opere di artisti stranieri attivi in Italia”, continua la gallerista italiana, “rappresentano un cambio di passo concreto, il segnale tangibile di un cambiamento da tempo invocato, che potrà finalmente rendere l’Italia più attrattiva nel mercato europeo”. Nella pattuglia italiana di gallerie in fiera a Maastricht, Caretto & Occhinegro ha venduto il suo pezzo forte, The Pentecost di Jean Cousin I, a una collezione privata, così come The Capture of Christ di Pieter Coecke van Aelst con un prezzo richiesto intorno a €250.000.

Antonacci Lapiccirella Fine Art ha riportato vendite consistenti, tra cui due dipinti di Gustaf Fjaestad, parte del focus Swedish Lights, acquisiti da una grande collezione europea e da una fondazione canadese, entrambi per cifre a sei zeri. Altre acquisizioni importanti includono uno schizzo a olio dell’artista svizzero J.J. Frey a un museo USA e Glacier del 1896 di Morbelli venduto a un collezionista europeo. Da Fondantico di Tiziana Sassoli, ha attirato l’attenzione di un museo americano la Maddalena di Artemisia Gentileschi, mentre alcune fondazioni hanno manifestato interesse per Gaetano Gandolfi, tra gli altri, e la galleria, che segnala un’edizione di TEFAF Maastricht di ancora maggiore qualità rispetto all’anno scorso oltre che un pubblico composto anche da giovani appassionati, ha ancora davanti qualche giorno per condurre in porto le conversazioni aperte. Conferma la qualità della fiera, in termini di offerta, che “sembra superare le edizioni passate”, anche Matteo Salamon, con molte opere vendute e trattative in corso, da Jacobello del Fiore a Depero. Da Altomani & Sons ci confermano andamenti positivi della fiera, che è andata popolandosi di bollini rossi assai rapidamente, in particolare con l’interesse di musei americani ed efficaci nuovi posizionamenti per le maioliche del Rinascimento e i bronzi proposti, in un range di prezzo dai 100mila al milione di euro. Segnala la centralità di clienti americani anche la galleria Robilant+Voena, che ci racconta TEFAF come un “museo in vendita, con la differenza che puoi toccare le opere d’arte come al supermercato!”, e che ha lavorato bene sulla parte antica della sua proposta, ma anche con Lucio Fontana, con vendite tra i 200mila e i 500mila euro. Berardi Galleria d’Arte ha venduto 10 opere e, lunedì 16 marzo, aveva ulteriori trattative in corso.

L’impatto economico, culturale e sociale della fiera TEFAF

Nei giorni di fiera poi, trova tempo e spazio anche un public program destinato ad approfondire temi e riflessioni sullo stato del mercato, ma anche il ruolo della diplomazia culturale per il benessere della società e delle persone. Al TEFAF Summit 2026, il 16 marzo 2026, due poli hanno orientato il dibattito: il valore economico della fiera e il valore sociale e culturale dell’arte e della cultura. Sul primo fronte è arrivato in aiuto The Economic Impact of TEFAF on Maastricht – 2026 Report, un nuovo studio commissionato da TEFAF e realizzato da Deloitte per analizzare l’impatto generato dalla fiera sull’economia della città di Maastricht e più ampiamente sulla regione e sui Paesi Bassi. Mentre l’edizione 2026 del Summit, organizzata in collaborazione con la Netherlands Commission for UNESCO, è andata avanti per trasformarsi in una piattaforma di approfondimento e incentivo sulle sfide che riguardano arte e cultura nelle politiche pubbliche. Analizzando il potere trasformativo della cultura non solo sull’economia, ma anche sullo sviluppo sociale e sul benessere delle persone.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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