Le aste di primavera 2026 a Hong Kong certificano la ripresa del mercato asiatico
Nonostante le incertezze globali e gli scenari geopolitici frammentati da guerre e oscillazioni commerciali, le aste di marzo di Christie’s, Sotheby’s e Phillips ad Hong Kong hanno mostrato un mercato robusto e in salute.
Le spring sales asiatiche di Christie’s, Sotheby’s e Phillips si sono svolte ad Hong Kong dal 27 al 29 marzo 2026, mentre era in corso anche l’ultima edizione di Art Basel Hong Kong. Se dai padiglioni della fiera al Convention and Exhibition Centre si percepiva energia e vitalità, la stessa sensazione è rimbalzata anche sulle scene del mercato secondario, con vendite toniche e un netto rinvigorimento rispetto all’anno scorso.
In ripresa il mercato dell’arte di Hong Kong
Il mercato dell’arte di Hong Kong, ad oggi ed in base ai dati offerti dalle recenti sessioni d’asta, pare essere sorprendentemente immune rispetto a quanto sta accadendo a livello geopolitico. Del resto, quello dell’ex colonia britannica, tra Art Basel e vendite di primavera, era un banco di prova cruciale per saggiare la solidità delle offerte e della domanda d’arte, a un mese dall’inizio dell’ennesimo conflitto che sta interessando la regione del Golfo Persico. La risposta dei bidder non si è fatta attendere ed è stata molto decisa.

Da Richter a Salvo, le vendite di Christie’s a Hong Kong
Il 27 marzo 2026 Christie’s ha svelato nella sede di The Henderson a Hong Kong il catalogo di 37 lotti selezionato per la 20th/21st Century Evening Sale, che le ha fruttato un risultato netto: tutto venduto. Un traguardo significativo, che si traduce in celebrazione trionfale del 40° anno di presenza della maison britannica nella regione asiatica. Dunque asta white gloves, con tutte le opere che hanno trovato un nuovo proprietario e totale di vendita di circa €74 milioni (HK$655,7 milioni), che segna un incremento del 17% rispetto alla sessione analoga del 2025.
A guidare le vendite da Christie’s è stato Abstraktes Bild (1992) dai toni rossi di Gerhard Richter, che ha trovato una nuova casa per HK$92,1 milioni (circa €10 milioni), seguito da un established modern dell’arte asiatica come Sanyu, che con la sua Cheval agenouillé sur un tapis (anni ’50/’60) ha raggiunto quota HK$63,9 milioni (€7 milioni circa), mentre sul terzo gradino del podio si è posizionato Walter Spies con il suo panorama balinese Blick Von Der Höhe (1934), che è passato di mano per HK$59 milioni (poco sopra €6 milioni), aggiornando il record d’asta per l’artista tedesco.

Tutto sold out all’asta di Christie’s a Hong Kong
Per la prima volta in catalogo a Hong Kong appariva poi anche un’opera old master, una natura morta del Seicento dell’artista olandese Johannes Goedaert, passato di mano alla cifra da record di HK$10,2 milioni, confermando la possibilità di espandere le categorie da offrire nella regione.
Dal fronte contemporaneo, nel range di aggiudicazione tra i 30 e i 40 milioni di valuta locale (3-5 milioni di euro), sono state venduti i lotti di David Hockney, Yayoi Kusama e Zao Wou-Ki, mentre sotto i 10 milioni (poco più di €1 milione) si sono attestati i lavori di Huang Yuxing, Hilary Pecis, Lalan e anche dell’italianissimo Salvo, molto amato sui meridiani asiatici e che con la sua La fine del giorno (2014) ha superato ampiamente la stima alta, trovando una nuova casa per HK$4,8 milioni (circa €500.000). Nuovo record d’asta anche per Lenz Geerk, a quota HK$2,2 milioni.
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Da Sotheby’s Joan Mitchell aggiorna il record d’asta per le artiste donne in Asia
Con 54 lotti passati di mano in due ore e mezza ed un’asta che ha fruttato il 100% di venduto e un risultato totale di circa €61 milioni (HK$548,4 milioni), in crescita del 50% rispetto alla sessione del 2025, anche da Sotheby’s il 29 marzo si è messa a segno un’asta guanti bianchi, con quasi la metà dei lotti a superare le stime massime.
Protagonista della Modern & Contemporary Evening Auction nella sede Sotheby’s Maison è stata La Grande Vallée VII (1983) di Joan Mitchell, un monumentale dittico appartenente alla serie di opere tarde più apprezzata. Presentato per la prima volta all’asta, il dipinto è stato venduto per HK$137,4 milioni (circa €15 milioni), stabilendo un nuovo record come opera di maggior valore di un’artista donna venduta all’asta in Asia.
A seguire, sempre dal fronte statunitense, uno splendido No.10 (1949) di Mark Rothko ha trovato un nuovo proprietario per HK$66,8 milioni (€7,5 milioni circa), mentre diversi record d’asta per l’Asia sono stati aggiornati, come quelli per Ugo Rondinone, Eugène Carrière e Huma Bhaba. Tra le opere passate di mano anche una Natura Morta (1942-43) di Giorgio Morandi che ha doppiato la stima alta assestandosi a HK$8,3 milioni (intorno a €900mila).

Il nuovo record del maestro cinese dell’inchiostro Liu Dan da Phillips a Hong Kong
L’onda del successo delle aste orientali è arrivata a toccare anche le sponde di Phillips che nel corso della sua Modern & Contemporary Evening Sale del 29 marzo ha ottenuto un risultato totale di HK$49,5 milioni (oltre €5 milioni), con il 98% di vendite per valore e il 93% per lotto.
Il nucleo compatto di 16 lotti è stato tutto venduto, eccezion fatta per l’opera Full Moon di Huang Yuxing che non ha trovato offerte sufficienti. Il maestro contemporaneo cinese dell’inchiostro Liu Dan è stato il protagonista della sessione, con la sua opera Dictionary (2011) che è stata venduta per HK$11,5 milioni (€1 milione circa) segnando un nuovo record d’asta per l’artista. Solidi risultati anche per opere di Tracey Emin, Zhang Xiaogang e Adam Pendleton.
Antonio Mirabelli
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