Settore culturale in crisi? Sì ma non per le aste. Vola Wannenes a marzo con un +66%

Un record impressionante realizzato attraverso pietre dure, arredi e antichità. Ancora incertezza per le aste di maggio, ma la casa si dice pronta per impiegare ogni modalità: dalle aste web only alle closed doors

Orazio Di Jacopo - dettaglio
Orazio Di Jacopo - dettaglio

Saranno i tempi incerti, sarà il piacere intramontabile di accaparrarsi un pezzo raro oppure sarà semplicemente che il collezionismo è una vocazione dura a morire. Tutto ciò gioca a favore delle case d’asta: tra queste la genovese Wannenes che con gli ultimi eventi di marzo ha registrato una serie di record. Una notizia che infonde un po’ di speranza al sistema dell’arte, affossato dal social distancing ma non tradito dai suoi più affezionati frequentatori. Wannenes chiude questa tornata di marzo con un fatturato di oltre 3.600.000 euro, una crescita del 66,6 % rispetto allo stesso periodo del 2019 e due World Record Price per Christoph Daniel Scheck e Orazio di Jacopo. Alta è stata la partecipazione di collezionisti, dealers, investitori e appassionati da tutto il mondo.

WANNENES: I RISULTATI DELLE ASTE DI MARZO 2020

Tra i primi appuntamenti l’asta delle Collezioni di una Gentildonna del Principato di Monaco: svoltasi il 3 e il 4 marzo 2020 a Genova, ha realizzato il 100% di venduto sui primi 67 lotti dedicati interamente alle pietre dure, con un fatturato totale di 469.760 euro per questa sola sessione. ‘Il grande successo della collezione è dovuto al gusto internazionale che contraddistingue ogni opera”, ha commentato Mauro Tajocchi, responsabile del Dipartimento Arredi e Oggetti d’Arte, “oltre alle pietre dure abbiamo infatti ottenuto ottimi risultati su tutta la vendita”. Le opere più contese sono state infatti il Giudizio di Paride, da un modello di Filippo Tagliolini aggiudicato a 7.600 euro e i top price di ebanisteria: una coppia di tavoli da gioco modenesi del XVIII secolo aggiudicata a 75.100 euro e una coppia di cassettoni bombati del XVIII secolo, sempre modenesi, aggiudicati a 43.850 euro. Il World Record Price è andato anche alla placca in avorio di Christoph Daniel Schenck aggiudicata a 350.100 euro, raddoppiando così il precedente top price di un’opera battuta a Stoccarda nel 2006. Nelle stesse date, l’asta di Dipinti Antichi e del XIX Secolo ha decretato un altro World Record Price, per una tempera su tavola di Orazio di Jacopo aggiudicata a 162.600 euro, seguita da una Natura morta di Giovanni Battista Recco(112.600 euro) e da una tela Apollo e Marsia  alla maniera di Matthias Stomer(62.600 euro). Secondo Antonio Gesino, responsabile dei Dipinti Antichi, “è stata premiata la qualità di opere di valore museale che incontrano l’interesse dei collezionisti italiani e internazionali”.

GIOIELLI E ASTE WEB ONLY DI WANNENES

Le altre due aste sono state Gioielli (dal 3 all’11 febbraio 2020) e Orologi(dal 10 al 18 marzo 2020): oltre ad aver incassato un fatturato complessivo di 160.000 euro, hanno confermato la crescita del segmento web only, che potrebbe diventare una delle modalità cardine dell’acquisto d’arte, da ora fino a un tempo indefinito. Il top price di queste due vendite è stato un cronografo da polso in oro Vacheron Costantin del 1965 circa battuto a 13.500 euro.

 LE ASTE FUTURE DI WANNENES

Le aste di maggio di Design, Ceramiche Europee e Tappeti sono pronte e diversi sono gli highlights”, afferma Guido Wannenes, CEO dell’omonima casa d’aste. “Il calendario proseguirà poi a giugno e luglio con Argenti & Arte Russa, Arredi & Sculture, Dipinti Antichi e del XIX Secolo, Arte Moderna & Contemporanea, Design di nuovo e infine Gioielli & Orologi nella nostra sede di Monte Carlo”. Ma l’incertezza domina la scena. Sarà possibile nei prossimi mesi tornare ad aggregarsi in un luogo fisico per il rituale dell’asta? “Per quanto riguarda le modalità di vendita ci auguriamo che si possa tornare a quella tradizionale, ma in caso contrario siamo pronti e strutturati per gestire tutte le aste, sia in modalità web only – e cioè esclusivamente tramite la nostra piattaforma – sia in modalità closed doors, ossia senza clienti in sala ma con banditore, telefoni e piattaforme tutti posizionati a distanza di almeno un metro. Collegati da remoto per garantire la massima sicurezza di tutto il personale e permettere però agli acquirenti la stessa partecipazione coinvolgente di un’asta tradizionale”.

-Giulia Ronchi

https://wannenesgroup.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.