Artisti e mercato. Yasumasa Morimura

La parabola artistica e commerciale di Yasumasa Morimura, autore che ha fatto dell’appropriazione in chiave postmoderna il suo marchio di riconoscimento.

Yasumasa Morimura, A Requiem. Laugh at the Dictator, 2007. Still da video © l’artista. Courtesy Fondazione Fotografia, Modena
Yasumasa Morimura, A Requiem. Laugh at the Dictator, 2007. Still da video © l’artista. Courtesy Fondazione Fotografia, Modena

È nato nel 1951 a Osaka, Yasumasa Morimura, uno degli artisti più famosi della scena artistica contemporanea giapponese. Con le sue “appropriazioni” postmoderne fa del travestimento la chiave di volta della propria ricerca, vestendo di volta in volta i panni di Chaplin che veste quelli di Hitler o diventando opera d’arte, impersonando i personaggi di Leonardo, Frida Kahlo o Cindy Sherman. I suoi video e scatti (che sono innanzitutto performance) presentano una componente marcatamente pop e allo stesso tempo tragicomica. “Fotografare è generalmente l’atto del ‘guardare l’oggetto’, mentre essere visti o mostrare rappresentano ciò che è di maggior interesse per chi fa un autoritratto. Gli autoritratti negano non solo la fotografia in sé, ma anche il XX secolo come un’era”, ha spiegato l’artista, interrogato sulla propria poetica.

LE MOSTRE

Il suo lavoro è molto apprezzato negli Stati Uniti, dove ha esposto in svariati musei, dal Whitney Museum of American Art di New York al SFMOMA di San Francisco, ma anche al Museum of Fine Arts di Boston, al MOCA di Los Angeles e così via. I riconoscimenti non sono mancati neppure in patria, dove ha esposto presso lo Yokohama Museum of Art e al National Museum della natia Osaka. In Italia lo abbiamo visto parecchie volte allo Studio Guenzani di Milano; diverse sue opere sono inoltre nella collezione internazionale della Fondazione Fotografia di Modena. Una sua mostra intitolata Ego Obscura ha aperto il 12 ottobre da Japan Society a New York.

LE ASTE

E le aste? Non è un artista con aggiudicazioni da capogiro, e ciò non rappresenta per forza uno svantaggio, anzi è un plusvalore. La più alta è stata nel 2006 da Phillips a New York. Il suo Inner dialogue with Frida Kahlo, una fotografia, è stato battuto per 42.917 euro contro una stima iniziale di 11-15mila euro. Sempre negli States, ma da Sotheby’s, lo scatto Portrait of Family, Wife viene battuto nel 2002 a 35mila euro. My little sister for Cindy Sherman nel 2002 viene venduta, ancora negli Usa, a 28mila euro. L’ultima presenza importante in asta è stata in America da Phillips nel 2016.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #45

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.