Madrid, primo giorno per Arco 2017. Passeggiata tra gli stand: opere, artisti, gallerie

Grandi nomi dell’arte contemporanea, opere importanti, tanta pittura e scultura, maestri e giovanissimi. Il racconto della prima giornata ad Arco, nel segno dell’internazionalità

Madrid, Arco 2017 - ph. Instagram Arco
Madrid, Arco 2017 - ph. Instagram Arco

Arco 2017 ha aperto i battenti registrando una notevole affluenza di pubblico, nella prima delle due giornate riservate ai professionisti del settore. Si respira un’atmosfera positiva tra i 200 stand delle gallerie presenti in Ifema a Madrid.
La prima impressione è di un ritrovato entusiasmo: moltissimi nomi di livello internazionale, opere di medio e grande formato, progetti speciali per la fiera, ma soprattutto tante installazioni e tantissimo colore, tra pittura e tecniche miste, su qualsiasi materiale. Originale la scelta della parigina Crèvecoeur, che ha dipinto le pareti del suo stand di giallo, rosso e blu elettrico.

Madrid, Arco 2017

Madrid, Arco 2017

GALLERIE INTERNAZIONALI E SUPER BIG, FRA PASSATO E PRESENTE

Il ritorno a Madrid di alcune fra le più importanti gallerie d’Europa, come la londinese Lisson e la zurighese Hauser & Wirth, ha contribuito a mantenere alta la qualità delle proposte. Passeggiando tra gli stand abbiamo visto grandi tele di Baselitz, installazioni di Boltanski, quadri rosso sangue di Hermann Nistch, l’immancabile Ai Wei Wei, con due deliziose anfore di terracotta semidipinte, e un bellissimo neon di Alfredo Jaar. E ancora, il neopop più decorativo di Alex Katz e quello più raffinato di David Hockney, che da Lelong ha un’intera sala con olii di qualità e sorprendenti foto dipinte. Tra gli spagnoli, i più quotati (come sempre) sono lo scultore Juan Muñoz, il pittore Miguel Barceló e Angela de la Cruz, con i suoi monocromi tridimensionali.
Ancora in tema di colore, ad Arco non mancano mai Katharina Grösse, Franz Zimmerman e Julian Opie, mentre ci si imbatte in opere interessanti di Luise Bourgeoise, Anish Kapoor e Tony Cragg. Da non lasciarsi sfuggire il meraviglioso polittico di foto Cloud and cloud (Blue) di Roni Horn, accompagnato da una delle sue vasche di vetro acidato piene d’acqua, e le sette tele dipinte di acrilico rosso (e non solo) del portoghese Pedro Cabrita Reis: è la serie dal titolo The red October Suite, in omaggio al centenario della rivoluzione d’ottobre ma anche ai colori della Spagna.

Madrid, Arco 2017
Madrid, Arco 2017

DALL’OMAGGIO A KOUNELLIS ALLE SPERIMENTAZIONI DEI GIOVANI

Tra gli stand, alcuni importanti i lavori del grande Iannis Kounellis, scomparso pochi giorni fa: c`è chi, come la gallerista Barbara Huttrop, della berlinese Kewenig, ha deciso di non vendere il pezzo (un trittico di acciaio, carta e carboncino), ma di esibirlo in memoria dell’artista; e chi, invece, come il danese Bo Bjerggaard, vende a Madrid un’opera con cappello e cappotto, che Kounellis realizzò nel 2015 per la personale nella sua galleria di Copenhague.
Interessanti le proposte delle dodici gallerie argentine, che puntano su artisti perlopiù giovani, accomunati dal desiderio di esplorare nuovi linguaggi plastici. Divertenti e spesso irriverenti gli assemblaggi di Diego Bianchi, un artista che converte in opera d’arte qualsiasi oggetto di scarto. Ma anche le tele di Valentina Liernur, tagliate, agganciate con grandi spille da balia o con cerniere lampo, e decolorate con macchie di candeggina, così come le delicate sculture di cartapesta, con piccoli elementi naturali, di Sol Pipkin.
Notevoli anche le tele con corpi stilizzati e teste sovrapposte di ceramica dipinta di Juan Tessi o le 130 pagine  – scritte, dipinte, cancellate e strapazzate – del libro d’amore e morte di Alberto Greco, artista argentino morto suicida a 34 anni in Spagna nel 1965.
Tra gli italiani, interessante la scelta della Continua di San Gimignano, che ha dedicato l’intero stand a Jorge Macchi, poliedrico artista argentino dalla già affermata carriera internazionale. Tra i pezzi esposti, tre grandi tele dipinte e la splendida scultura in cemento che riproduce in scala il fiume Tevere, con le sue anse ed i suoi ponti.

– Federica Lonati

Arco, Madrid
22-26 febbraio 2017
http://www.ifema.es

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.