Le nuove tecnologie giocano un ruolo chiave nella valorizzazione dei beni culturali. A partire dalla gamification.

La valorizzazione del patrimonio culturale viene attuata – stando a quanto prevede il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004) – anche tramite attività dirette a promuovere la conoscenza dei beni culturali. In linea generale, i beni culturali sono i beni immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente e istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Sono altresì beni culturali quelli per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale.
Oggi la valorizzazione del patrimonio culturale non può non passare dalle nuove tecnologie che consentono lo sfruttamento di beni materiali in ambiente digitale o la creazione di nuove opere che incorporano al loro interno beni culturali. Si pensi, ad esempio, alla digitalizzazione di opere presenti in musei e archivi, alla creazione di app museali o alla realizzazione di videogiochi ambientati in contesti culturali e paesaggistici tutelati.
In questo quadro si colloca l’esperienza del Comune di Bologna, che nel 2018 ha avviato una procedura di gara per la realizzazione di un videogioco finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale bolognese, partendo da spunti narrativi proposti dal Museo Civico Medievale e dal Sistema Museale di Ateneo di Bologna (Bologna si mette in gioco – Playable Bologna).

Oggi la valorizzazione del patrimonio culturale non può non passare dalle nuove tecnologie”.

Il bando di gara è stato cofinanziato dal Comune di Bologna e dal progetto ROCK –Regeneration and Optimization of Cultural heritage in creative and Knowledge cities nell’ambito del programma Horizon 2020. Il progetto ROCK, attraverso un partenariato europeo (32 partner) promosso dal Comune e dall’Università di Bologna, si prefigge l’obiettivo di supportare la rigenerazione dei centri storici attraverso il patrimonio culturale quale motore di sviluppo sostenibile e crescita economica.
Vincitrice del bando è stata la società Melazeta, una digital agency nata nel 1998, specializzata nella realizzazione e ideazione di giochi e app, e nell’uso della gamification con fini educational e di marketing. Il videogame sviluppato da Melazeta si chiama WunderBo ed è stato presentato il 30 maggio a Bologna nell’ambito dell’evento Prove tecniche di trasmissione! Partecipazione attiva, Patrimonio culturale, Potenzialità digitali, ove è stata data la possibilità ai partecipanti di provare il gioco in versione demo.
Sempre in tema di nuove forme di valorizzazione del patrimonio culturale, nel corso dell’evento è stata presentata la app Cultural Gems per la valorizzazione dei patrimoni nascosti delle città e il Cultural and Creative Cities Monitor del Joint Research Centre della Commissione Europea (già attivo da qualche anno).

Raffaella Pellegrino

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #50

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Raffaella Pellegrino
Raffaella Pellegrino è iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bologna dal 2003; è esperta in diritto d’autore e proprietà intellettuale e svolge attività di consulenza e assistenza legale, stragiudiziale e giudiziale. Svolge attività di formazione e divulgativa in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale, ed è autrice di articoli in tali materie. Collabora con la redazione del portale di informazione sulla proprietà industriale e intellettuale Marchi e Brevetti Web (Giappichelli Editore). Collabora con la cattedra di Diritto Industriale (Facoltà di Giurisprudenza) e con la cattedra di Diritto e Proprietà Intellettuale (corso di laurea in Cinema Televisione e Produzione Multimediale), presso l’Università degli Studi di Bologna.