Il mondo dell’educazione museale si è dato appuntamento a Napoli. Il bilancio 

Promosso dalla Fondazione Morra Greco l’appuntamento mette in rete le istituzioni internazionali sul tema dell’educazione museale. L’intervista alla project manager Francesca Cocco

Reduci dalla seconda edizione dell’Edi Global Forum promosso dalla Fondazione Morra Greco dal 24 al 27 ottobre 2023 a Napoli, abbiamo raggiunto Francesca Cocco, project manager, per alcune riflessioni ed anticipazioni sui prossimi passi di questo ambizioso quanto necessario progetto di rete internazionale che sta scuotendo il mondo dell’educazione museale… 

Come è andata l’edizione 2023 di Edi Global Forum? 
Siamo molto soddisfatti: rispetto allo scorso anno abbiamo deciso di concentrare i lavori nel centro storico di Napoli, trasformando la Fondazione Morra Greco in un vero e proprio quartiere generale della comunità di Edi, mettendo più tempo a disposizione dei gruppi di lavoro per approfondire esperienze e visioni, e creando più occasioni informali di conoscenza tra esperti di educazione e mediazione museale che vengono dai 5 continenti.  

L'artista Antonella Raio coinvolge alcuni partecipanti di EDI Global Forum nella performance 'Guardiani 21'. Documentazione fotografica a cura di Maurizio Esposito; Fotografie di Maurizio Esposito, Valeria Laureano, Amedeo Benestante, Alessandro Gattuso, Serena Schettino; Courtesy Fondazione Morra Greco
L’artista Antonella Raio coinvolge alcuni partecipanti di EDI Global Forum nella performance ‘Guardiani 21’. Documentazione fotografica a cura di Maurizio Esposito; Fotografie di Maurizio Esposito, Valeria Laureano, Amedeo Benestante, Alessandro Gattuso, Serena Schettino; Courtesy Fondazione Morra Greco

Con quali risultati? 
Sono proprio questi momenti che cementano le collaborazioni all’interno dei network internazionali, attivando quello che sarà il lavoro dell’intera rete per l’anno a venire. Allo stesso tempo, dai dati a nostra disposizione i partecipanti al Forum sono più che raddoppiati: si è ampliata la platea nazionale e campana, allargandosi sul territorio all’associazionismo e agli studenti in uscita dalle università partenopee che si affacciano al mondo del lavoro culturale. Sono risultati molto importanti anche per la Regione Campania, che da sempre sostiene con convinzione il progetto, e che ci spinge ogni anno a darci obiettivi più ambiziosi. 

Quali relatori o quali argomenti trattati sono stati particolarmente apprezzati?  
Le tematiche, del resto, erano di vastissimo interesse, oltre ad essere fruibili in sessioni pubbliche aperte anche ai non addetti ai lavori: basti pensare agli interventi ispirazionali di Peggy Brandon sulla creazione di un museo della schiavitù ad Amsterdam con un lungo e attento processo partecipativo; o di Brad Irwin che ha ricollocato la visione e l’impegno del Natural History Museum di Londra nel contesto dell’attuale emergenza ambientale planetaria; e ancora, di Jeffrey Schnapp direttore del MetaLab dell’Università di Harvard che ha lanciato la sfida di spostare la mission dei musei dalle collezioni alle connessioni, trasformandoli in piattaforme di attivazione di cultura e di pensiero. Un cambiamento di prospettiva che prevede una radicale rivoluzione degli approcci e delle metodologie di education dei musei. 
Questo per citare solo tre dei keynote speaker che hanno interpretato e lanciato i temi dell’edizione 2023 di Edi Global Forum: wellbeing&justice, digital transformation e responding to the climate crisis.  

La città di Napoli con i suoi infiniti “luoghi della cultura” è parte integrante della vostra formula. Come avete individuato le sedi di quest’anno? 
Abbiamo optato per quei luoghi che in questi anni nel contesto napoletano incarnano un ruolo di change maker. Il programma del Forum è stato animato da un intento diffuso di capire come i musei in tutto il mondo si stiano facendo interpreti e attivatori di un cambiamento che avviene prima di tutto nella società, mettendo in atto strategie partecipative che interpretano bisogni e cercano le forze propulsive delle comunità locali. Ci piace pensare che tutto quello che gli educatori museali fanno sia rivolto ad una comunità che si consolida attorno a un museo, prima ancora che a un generico pubblico. 

In quali luoghi? 
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, negli ultimi 10 anni propulsore di un’azione di riqualificazione urbana guidata dalla cultura; il Museo e Real Bosco di Capodimonte che ha restituito alla città un intero Bosco prima inagibile, oggi patrimonio comune animato da numerosissime iniziative culturali e di sviluppo; l’Università degli Studi di Napoli Federico II– 800 anni quest’anno – a cui abbiamo dedicato una “Giornata Federiciana” e l’Accademia di Belle Arti, che con il loro immenso capitale scientifico, formativo e umano possono incubare una visione sul futuro dei musei e della cultura. A questi si aggiungono la Fondazione Morra Greco, che sta facendo di questi temi la propria mission territoriale. 
E poi la novità di quest’anno: l’arte che entra nella città, dando il via a quello che potrebbe diventare un progetto di museo diffuso, toccando i temi del rapporto tra persone e natura, della convivenza nelle metropoli e del ruolo delle periferie. Per questo sono state fondamentali le location del Vivaio Calvanese, di Piazza Garibaldi e della Chiesa di San Paolo Apostolo a Caivano. 

Edi è già al lavoro per una terza edizione. Cosa può anticiparci? 
Siamo al lavoro per la prossima edizione dal giorno successivo alla chiusura di Edi. 
Il nostro team sta crescendo e ci stiamo ponendo degli obiettivi ambiziosi per Edi 2024, con un occhio al contesto internazionale e uno al capacity building nostrano. 
Vorremmo estendere la portata del Forum organizzando incontri di discussione sui temi di Edi in altre città, con la collaborazione dei musei partner di questa ultima edizione; e creare un programma di formazione con format on-line e in presenza per gli educatori museali. 
Con le istituzioni museali napoletane abbiamo ormai una partnership solida che ci accompagnerà anche nella definizione del programma; ma il nostro desiderio è quello di far crescere l’area d’azione del Forum coinvolgendo realtà della provincia e di tutta la regione Campania con azioni co-progettate da artisti, curatori e associazioni del Terzo settore. 

Annalisa Trasatti 

www.ediglobalforum.com 

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Annalisa Trasatti

Annalisa Trasatti

Sono laureata in Beni culturali con indirizzo storico artistico presso l'Università di Macerata con una tesi sul Panorama della didattica museale marchigiana. Scrivo di educazione museale e didattica dell'arte dal 2002. Dopo numerose esperienze di tirocinio presso i principali dipartimenti…

Scopri di più