È morta a 30 anni Jenni Crain, scrittrice, artista e direttrice di Kaufmann Repetto New York

Stroncata dalle complicazioni del Covid, la giovane newyorkese era pronta per una brillante carriera artistica. Il suo lavoro sarà omaggiato in due mostre che si volgeranno nel 2022 alla Kerry Schuss Gallery e da Gordon Robichaux.

Jenni Crain. Ph. Barbara Probst
Jenni Crain. Ph. Barbara Probst

È accaduto il 16 dicembre 2021, ma la notizia è stata data solo negli ultimi giorni. L’artista, scrittrice e curatrice di base a New York Jenni Crain, nata nel 1991, è morta a soli 30 anni a seguito delle complicazioni da Covid-19. Forte lo sgomento nel mondo dell’arte internazionale, che sui social ha commentato la sua scomparsa. “Con grande tristezza, ci addolora la scomparsa della nostra amata Jenni Crain”, riporta un messaggio diramato dalla galleria Kaufmann Repetto. “Jenni è stata direttrice di Kaufmann Repetto New York dal 2016 al 2019, ed è stata una curatrice eccezionale, artista, scrittrice e una cara amica. Apprezzeremo per sempre l’incredibile rispetto e dedizione di Jenni nei confronti dell’arte, la sua sete contagiosa di conoscenza, la sua intelligenza scintillante e il suo cuore generoso. Jenni ha toccato così tante persone, e il suo impatto su tutto il team della galleria, artisti e colleghi è la testimonianza del suo molteplice talento”.

MORTA JENNI CRAIN, ARTISTA, CURATRICE E SCRITTRICE

Divisa tra percorso artistico e curatoriale, Jenni Crain aveva collaborato con numerose istituzioni di New York e non solo, ed era sulla rampa di lancio per una brillante carriera. Nel 2020 era stata curatorial fellow presso il CCA Wattis Institute for Contemporary Arts di San Francisco e quest’anno aveva conseguito un Master in curatorial studies presso il CCS Bard di Annandale-on-Hudson di New York, laureandosi con una tesi sulla scrittrice femminista, educatrice, artista e attivista Kate Millett. La sua produzione artistica è stata caratterizzata da sculture di oggetti che assomigliano a mobili disfunzionali dalle forme minimali ed eleganti, finalizzate a orientare la percezione del pubblico nei confronti dello spazio. Le sue opere sono state esposte in varie mostre ospitate alla 321 Gallery, da Baba Yaga e da Gordon Robichaux. Quest’ultimo ha così commentato: “la passione e l’amore di Jenni per l’arte, la musica, l’architettura, il cinema, il design e la vita hanno ispirato tutti intorno a lei. Ha sostenuto e sostenuto innumerevoli artisti attraverso la sua amicizia, le mostre che ha concepito e organizzato, e la sensibilità e l’intelligenza profonda con cui considerava il mondo”.

L’EREDITÀ INTELLETTUALE DI JENNI CRAIN

Come curatrice, Jenni Crain ha sostenuto il lavoro di varie artiste, insistendo sui temi del femminismo e della lotta al patriarcato. “Fin dalla fondazione di Gordon Robichaux, Jenni è stato un pilastro della nostra comunità”, prosegue il gallerista. “Nelle sue ambiziose attività curatoriali, ha difeso le donne, in particolare quelle che hanno fornito importanti contributi allo sviluppo e all’eredità del femminismo. Più recentemente ha presentato mostre, ricerche e scritti dedicati al lavoro di Tee A. Corrine, March Avery, e la sua amica Ann Gillen. L’impegno e l’interesse di Jenni per i colleghi artisti hanno abbracciato tutta la loro esperienza umana. Ha stretto immensi legami per tutta la vita con coloro con cui lavorava e collaborava, e ha colpito tutti coloro che l’hanno conosciuta con la sua gioia radiante, la sua generosità, la sua gentilezza, la sua intelligenza, il suo spirito premuroso e la sua energia sconfinata. Mancherà a tutti coloro che l’hanno conosciuta. La sua visione rigorosa come curatrice e artista sopravvivrà attraverso il suo lavoro”. L’operato della giovane artista e curatrice sarà infatti omaggiato con l’apertura di due mostre, previste a New York per il 2022: Moments Spared, un’installazione site-specific pensata per la Kerry Schuss Gallery (dal 29 gennaio al 6 febbraio), e Fleeting, una mostra personale che si terrà da Gordon Robichaux il prossimo maggio.

-Giulia Ronchi

http://www.jennicrain.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.