L’edizione 2021 del Convegno Stelline dedicato alle biblioteche italiane

“Le biblioteche siano hub sociale”: presentata l’edizione 2021 del Convegno Stelline tra Milano, Torino, Napoli e Firenze

Biblioteca Braidense
Biblioteca Braidense

Rifondare la biblioteca come hub sociale e luogo di preservazione della democrazia: è questo l’ambizioso progetto della XXVI edizione del Convegno Stelline. Il principale evento nazionale dedicato alle biblioteche, storico appuntamento che ne ha accompagnato e orientato lo sviluppo negli anni, per il 2021 diventa ibrido – con eventi in presenza trasmessi in streaming – ma soprattutto diffuso: sono infatti quattro le città che parteciperanno alla discussione proponendo le proprie eccellenze e presentando le proprie sfide, cioè Torino, Napoli, Firenze e Milano. 

CONVEGNO STELLINE: IL PROGRAMMA

Il Convegno inizierà il 25 e il 26 febbraio a Torino, per proseguire a Napoli (22 aprile), Firenze (giugno) e concludersi a Milano, con il tradizionale appuntamento al Palazzo delle Stelline previsto per la fine di settembre. “La nuova formula del convegno ibrido vuole ampliare il pubblico di riferimento, dimostrando un approccio più attento alle realtà territoriali”, ha dichiarato il direttore dell’Area Biblioteche del Comune di Milano Stefano Parise, coordinatore della conferenza stampa del Convegno tenutasi il 3 febbraio, ricordando come la biblioteca sia “un dispositivo sociale e culturale, relazionale che offre opportunità e promuove sviluppo, producendo il patto sociale”. Il Convegno Stelline sarà quindi ancora una volta l’occasione per fare il punto sul ruolo delle biblioteche e definirne le strategie future, con l’intervento di specialisti del settore, workshop, iniziative collaterali e lo studio della percezione della biblioteca da parte dei cittadini. 

UNA PIATTAFORMA NAZIONALE CON IDENTITÀ TERRITORIALE

“Questo Convegno dimostra un forte dialogo tra città, un bel modo di riflettere insieme sul mondo delle biblioteche pubbliche: una riflessione di cui c’è grande necessità”. Così ha dichiarato Francesca Leon, assessora alla Cultura di Torino. “Durante il periodo di chiusura imposto per la pandemia, c’è stata una immediata attenzione e reazione delle biblioteche civiche, che hanno dimostrato capacità di ascolto e velocità nella risposta, dei veri strumenti aperti e democratici. Il Convegno cade in un momento di passaggio importante: dobbiamo rafforzare il lavoro della rete nazionale, con la consapevolezza che insieme lavoriamo meglio”, ha concluso l’assessora, ricordando come Torino abbia creato un ecosistema culturale fortemente legato con il territorio metropolitano. Le ha fatto eco l’assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno, spiegando che le biblioteche sono “al centro dell’accessibilità della conoscenza, destinata a diventare sempre più di carattere inclusivo e democratico. La scelta di rendere il convegno itinerante tra città molto attente a queste istanze e in sintonia su spirito e obiettivi è significativa perché introduce la partecipazione culturale come tema comune. Vogliamo proiettare la visione urbana in ottica nazionale”, ha sottolineato, “facendo diventare il tema di primo piano, farlo arrivare al governo e rendere i provvedimenti irreversibili”. Del Corno ha inoltre enfatizzato come Milano sia venuta incontro alle persone in difficoltà durante la pandemia con un servizio di prestito attraverso consegne a domicilio e sviluppando accordi con le edicole dimostrando una “porosità territoriale”, e ha auspicato che i risultati milanesi (anche per quanto riguarda il Patto territoriale per la lettura) diventino materia comune di sviluppo. 

L’AGORÀ DELLE BIBLIOTECHE ITALIANE

“La biblioteca non è un tempio della conoscenza ma uno spazio dove si creano relazioni che permettono alle persone di accedere a un gruppo e avere le motivazioni per farlo”. Così ha commentato Pier Luigi Sacco, professore dell’Università IULM di Economia della Cultura nel suo intervento “Piattaforme della conoscenza: l’impatto sociale delle biblioteche”. Questo tema di cooperazione e dialogo è molto caro agli organizzatori Rosa Maiello, presidente della Nazionale Associazione Italiana Biblioteche e responsabile dell’organizzazione della tappa napoletana, e Massimo Belotti, direttore di Biblioteche oggi nonché ideatore del tema, che hanno spiegato come questo passo sia imprescindibile per rafforzare la vita culturale e sociale dell’Italia intera. “È essenziale che i bibliotecari si incontrino e si scambino idee e proposte. In ogni tappa si cercherà di approfondire temi diversi confrontandosi con la realtà locale facendone emergere le eccellenze, a cui si uniranno contributi nazionali e internazionali. Vogliamo intendere la “piattaforma” come un hub di comunità”, ha dichiarato Belotti. “I primi ad aver parlato di biblioteche come conversazione sono stati gli stessi bibliotecari italiani nel 2005, con un manifesto bellissimo, e ora il tema torna nell’agenda Unesco 2030”, ha evidenziato Maiello, facendo presente come questo spirito si fondi sulla professionalità degli operatori e la cooperazione tra specialità. “Dobbiamo ampliare l’accesso dalla giovane età, lavorando strettamente con le politiche per la cittadinanza attiva e digitale: le sedi vanno riconfigurate per essere più accessibili e accoglienti e va migliorata l’offerta digitale”, ha precisato infine. Una considerazione a cui lo stesso Sacco ha dato spazio nella propria presentazione, soprattutto in un momento di grande tensione sociale: “Siamo uno dei Paesi con i più bassi tassi di partecipazione culturale in Europa. Eppure, questa partecipazione (soprattutto la lettura) alza l’aspettativa di vita, rende disponibili al dialogo e porta una migliore elaborazione emotiva: temi di strettissima attualità soprattutto in visione pandemica. Per far funzionare bene la democrazia serve un alto livello di capacità di elaborazione: serve un fenomeno di fioritura culturale educativa di massa che salvi le nostre conquiste sociali ed economiche e demolisca le diseguaglianze sociali”.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.