ZOOMaginario 2015

Cumiana - 12/06/2015 : 31/10/2015

In collaborazione con Paratissima, il bioparco ZOOM Torino presenta “Bestiario fantastico: uno zoo parallelo e impossibile”.

Informazioni

Comunicato stampa

ZOOMaginario
Fino al 31 ottobre l’arte contemporanea incontra la natura
nel primo bioparco immersivo d’Italia


ZOOMaginario è un bestiario fantastico: uno zoo parallelo e impossibile. Realizzato dal bioparco Zoom Torino e curato da Francesca Canfora e Daniele Ratti, ZOOMaginario è un’esposizione di sculture avveniristiche, simboliche o mitologiche, che prendono vita accanto a pinguini, giraffe e rinoceronti, gli abitanti naturali di ZOOM, il primo bioparco immersivo d’Italia, a Cumiana (Torino)



12 le opere di 12 artisti emergenti, italiani e internazionali, selezionate tramite concorso dalla direzione artistica di Paratissima e da Zoom Torino, che saranno esposte fino al 31 ottobre 2015 all’interno degli habitat del bioparco.

Da giugno a ottobre, gli animali fantastici, tutti realizzati con materiali di scarto e di recupero, accompagneranno il visitatore in un mondo colmo di simbologie e apparizioni invitandolo ad andare oltre la realtà tangibile, in un paesaggio da sogno, nella dimensione dell’immaginazione. A fine ottobre l’opera che più avrà saputo interpretare il tema del contest e più si sarà integrata all’interno del parco e tra gli animali ospiti sarà scelta per rimanere stabilmente a ZOOM e l’autore riceverà un compenso di 3.000 euro.

Nato nel 2013 con lo scopo di promuovere l’arte contemporanea giovanile, ZOOMaginario è una mostra, ma è soprattutto un progetto che trova la sua continuità e il suo scopo nel creare un percorso dedicato all’arte contemporanea all’interno del parco, a fianco e in simbiosi con la natura.

Per la terza edizione di ZOOMaginario, dodici artisti - tra cui tre stranieri, provenienti da Cuba, Giappone e Albania – e uno scrittore, hanno rappresentato e raccontato la biodiversità. Lo scrittore è Gianluigi Ricuperati (scrittore e direttore di Domus Academy, scrive saggi, reportage, romanzi e collabora con riviste italiane e internazionali) che ha contribuito alla realizzazione del catalogo narrando le 12 storie sugli animali immaginari protagonisti della mostra.

Gli artisti e gli animali fantastici
Gianni Lopez, Troncodrillo Volante
Troncodrillo Volante ha le forme e le dimensioni di un coccodrillo reale e dotato di ali molto simili a quelle di una libellula che gli conferiscono l’aspetto un po’ ibrido di un insettone gigante. La creatura immaginaria nasce dal recupero di un tronco di abete rosso abbandonato in strada, infestato da termiti del legno che, grazie al loro lavoro di corrosione, hanno fornito all’artista ispirazione per la realizzazione della scultura.
Mia Castro, Dragonfly
Dragonfly nasce dalla mescolanza di diversi animali – la carpa, l’aquila e la libellula – ricorrenti nel mondo del Tattoo, una tra le tante passioni coltivate dall’artista. Lo stesso nome, Dragonfly, deriva da una nota marca di macchine per eseguire tatuaggi. Per la sua realizzazione l’artista ha utilizzato materiali di recupero, ovvero delle posate, il cui colore metallico restituisce alla scultura il colore proprio delle squame, di cui l’animale è ricoperto.
Andrea Famà e Gabriele Nicola, Gragno
Il Gragno ha otto zampe, due chele e un carapace robusto costituito interamente di legno. È alto tre metri e lungo cinque metri e nasce da ricerche legate al concetto di natura e ambiente, motivo fondamentale per la scelta del materiale (cassette e pallet).
Gaudiofasto, Agaro Argenteo
Argenteo per il riverbero metallico del suo manto, l’Agaro avanza pesantemente, senza mai arrestarsi un istante, con un’aria mista tra solennità e affaticamento come se stesse fuggendo da tempo. Il suo nome deriva dall’ebraico “hagar” che significa fuga, emigrazione. La scultura è quasi interamente costituita da materiale riciclato: legno da vecchi bancali, lattine consumate per alimenti, camere d’aria dismesse di auto.
Hanako Kumazawa, Anima
Anima è un cervo fatto di terracotta dalle corna di renna e muso di gatto. Il cervo, venerato fin dall’antichità come messaggero in Giappone, è un animale sacro e nobile dalle corna-albero che donano frutti dell’abbondanza a coloro che comprendono l’armonia della natura.
Kreshnik Sulejmani, Serpente Tricefalo
Il Serpente Tricefalo è una scultura creata assemblando sezioni di rami di diversa provenienza uniti con l’ausilio di graffette metalliche. Tutti i legni usati per la costruzione dell’opera provengono dalle potature stagionali.
Sherman Camillini, Coleottero Giraffa
Il bizzarro Coleottero Giraffa, costruito con tubi di ferro recuperati, ingranaggi meccanici dismessi e scarti di ferro, si ispira a una specie caratteristica del Madagascar. L’interpretazione fantasiosa, data dall’ingrandimento surreale e fantasmagorico di questa miniatura della natura, è un omaggio alla bellezza di un microcosmo che spesso ignoriamo.
Astral, Cthulhu
Cthulhu è un’opera dedicata all’immaginaria e mostruosa semi-divinità omonima, inventata dallo scrittore statunitense Howard P. Lovecraft. Nonostante l’evidente richiamo alle forme di antichi idoli religiosi, associati a civiltà primitive, il più abominevole e potente tra i Grandi Antichi di lovecraftiana ideazione viene fumettizzato e cartoonizzato prendendo come riferimento diretto la cultura pop, geek e kawaii e il pantheon immaginifico dei videogiochi.
Federica Mancinelli, Daphina Auratus
Daphina Auratus è una creatura “improbabile” che si ispira per la coda al mito di Dafne e Apollo (Daphina) mentre per la testa alla fiaba del “Pesciolino d’oro” (Auratus deriva da Carassius Auratus Auratus, il comune pesce rosso) e prende vita da elementi di risulta. Per la sua realizzazione sono stati impiegati vari materiali di recupero come scarti di ferro provenienti da un cantiere edile, bottiglie di plastica, vetri rotti, un albero secco e cartapesta.
Michele Welke, Chrysopeia
Nell’antica Grecia Chrysopeia o “Tocco d’oro” era il nome dato a un essere mutageno di origine tutt’ora sconosciuta. Invisibile e simile a un virus, contagia materiali di scarto tramutandoli nella propria pelle: il suo corpo dorato attacca gli esseri viventi, li immobilizza e ne compromette le funzioni vitali.
Miscia Traman, Radiolaria
Radiolaria trae diretta ispirazione dalle forme organiche del plancton. Gli organismi radiolari presentano forme geometriche complesse che, per la loro bellezza, vengono spesso prese come riferimento sia nel design che nell’architettura. Come le forme della natura sono in continua evoluzione, anche l’opera presentata, grazie alla sua struttura modulare lignea, racchiude in sé infinite combinazioni possibili.
Valeria Finazzi, Golem
Il Golem è una figura antropomorfa della mitologia ebraica e del folklore medievale. Secondo la leggenda chi viene a conoscenza della kabbalah può fabbricare un golem, cioè un gigante di argilla forte e ubbidiente.
Alice Gueli, Pato Crochio
Pato Crochio nasce da un disegno di Alice Gueli (6 anni e mezzo) per ZOOMaginario For Kids, la versione baby del contest ZOOMaginario. Durante Paratissima 2014, nello scorso mese di novembre, è stato chiesto ad oltre 100 bambini dai 3 ai 12 anni di disegnare il loro animale fantastico e immaginario per poi avere l’occasione di vederlo realizzato in un’opera d’arte reale e di grandi dimensioni. Tra questi è stato selezionato come miglior disegno “Pato Crochio”: un animale fantastico, nato dall’unione tra una capra, un’oca, un lemure, un’aquila e un millepiedi, che è stato reso “reale” grazie all’aiuto di Nicolò Borgese, vincitore dell’edizione 2014 di ZOOMaginario. L’artista ha ospitato la piccola Alice nel suo laboratorio e insieme hanno realizzato l’opera, alta 1,5 metri, in gesso, ferro e acrilici.

Novità dell’edizione di quest’anno è ZOOMaginario in Tour, il primo spin off della manifestazione. Una nuova location espositiva, inusuale e non convenzionale, consente e ZOOMaginario di diventare un progetto artistico itinerante esponendo alcune delle creature fantastiche delle precedenti edizioni.
Partner dell’iniziativa l’Aeroporto di Torino dove sono esposte, nell’area imbarchi, sei delle opere più rappresentative realizzate per ZOOMaginario nei due anni passati e selezionate da Francesca Canfora e Daniele Ratti, direzione artistica di Paratissima: Cheope di Osvaldo Moi, Quake Crab di Neropece, Strizza di Giovanna Basile, Formantide di Matteo Ceccarelli, Farfagiraffante di Valeria Vaccaro, Hippotragus di Alice Zanin.