Why.te

Catania - 06/10/2012 : 13/10/2012

Ironicamente basato su un errore ortografico, Why.te pone l’attenzione sulla natura ibrida del lemma la cui radice rimanda all’avverbio interrogativo inglese “Why-Perchè” e il cui suono rinvia al termine anglosassone “White-Bianco”.

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Comunicato stampa

Ironicamente basato su un errore ortografico, Why.te pone l’attenzione sulla natura ibrida del lemma la cui radice rimanda all’avverbio interrogativo inglese “Why-Perchè” e il cui suono rinvia al termine anglosassone “White-Bianco”.
Why.te è una parola che così scritta non vuol dire nulla, ma che intende fornire l’input per una riflessione critica e non assolutista circa il senso dell’uso del “bianco” nell’età contemporanea e sul significato simbolico che esso ha assunto in culture ed epoche storiche lontane tra loro

Il “bianco”, oltre ad essere un colore acromatico, cioè un colore che contiene in se tutti i colori dello spettro elettromagnetico, è anche ciò che, in acustica, si definisce “suono bianco”, ovvero, quel suono che contiene in se tutte le frequenze udibili. Da questa duplice essenza del “bianco” di essere “non” colore e “non” suono nasce l’idea di giocare sulla scrittura e sulla pronuncia di Why.te.

Un tema - questo del Bianco-Why.te - apparentemente banale perché sottoposto/sovraesposto a numerose strumentalizzazioni, viene ora presentato non come materia ma come idea, non come spazio ma come progetto artistico. Ciascun artista, infatti, espone il proprio modo di intendere, interpretare, utilizzare il “Bianco” come elemento predominante sia della location che dei lavori presentati in questa mostra. Why.te, implicitamente, pone quesiti sull’apparente assenza di un quid pluris, sulla non tangibilità del messaggio perché non definito secondo paradigmi linguistici o visivo-mimetici ma realizzato con supporti e tecniche “altre”.

Il foglio bianco del poeta metafora dell’incipit, di ciò che ancora deve realizzarsi perché esiste solo nella mente dello scrittore, diventa allegoria del compiuto, del realizzato, della fine/conclusione.
Il “Bianco-Why.te” ci domanda (e in alcuni casi ci offre pure la risposta) perché il bianco sia, ad un tempo, vacuità e pienezza, purezza lucente e orgia di colori, ignoranza e conoscenza, trasparenza e opacità, piattezza e prospettiva .


Opening: 6 ottobre 2012 h.20.00

Artisti:
Brevidistanze (Andrea e Marco Mangione)
Irene Catania
Laura Cantale
Fabrizo Cosenza
Giuseppe Mendolia Calella
Nuovo Cinema Casalingo