Whitelist & Blacklist

Roma - 10/10/2013 : 25/10/2013

La doppia personale, a cura di Lori Adragna e Maria Arcidiacono, è il 24° appuntamento del ciclo Ginnosofisti - Denudati fino all’essenza, organizzato da Bibliothé Bhaktivedanta in collaborazione con la Commissione Cultura di Roma Capitale.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 10 ottobre 2013 alle h 19:00 Bibliothé Contemporary Art Gallery in via Celsa 4/5 - Roma, presenta: Whitelist & Blacklist, Emanuela Lena | Franco Ottavianelli. La doppia personale, a cura di Lori Adragna e Maria Arcidiacono, è il 24° appuntamento del ciclo Ginnosofisti - Denudati fino all’essenza, organizzato da Bibliothé Bhaktivedanta in collaborazione con la Commissione Cultura di Roma Capitale. Il progetto è coordinato da Lori Adragna con Enzo Barchi



“In informatica la whitelist identifica la lista di utenti cui è concesso di accedere ad una determinata risorsa o programma o sito web, mentre la blacklist ne impedisce l’accesso. Così, attraverso le loro opere, gli artisti abilitano a varcare le soglie dell’ultrasensibile, registrando nello stesso tempo le pieghe oscure che rendono difficile individuarne la via.
Emanuela Lena, con un lavoro di torsione e aggancio, traccia e scolpisce la sua ricerca spasmodica, fa propri i nodi dell'inconscio, s'impadronisce dello spazio per poi tornare a ritrarsi in attesa. Lascia immerso nel bianco, che riassume tutti i cromatismi, il risultato di una ricerca appassionata e incessante.
Dagli elenchi di Franco Ottavianelli, affiora la vertigine dell’illimitato, l’aspirazione ad abbracciare tutto l’universo in un continuo dialogo tra finito e infinito. Energia evolutiva e personificazione dell’Ombra: Angeli e Demoni, bene e male, materia e spirito: come integrazione degli opposti che origina il mutamento”. (Dal testo di Lori Adragna e Maria Arcidiacono).

Il progetto Ginnosofisti. Denudati fino all’essenza è incentrato sulla figura del ginnosofista - il sapiente nudo - come i greci antichi definivano i sapienti indiani che vivevano spogliati di tutto. Comprende una serie di appuntamenti che si svolgeranno nella spazio espositivo di Bibliothé Bhaktivedanta per sfociare in un convegno sul tema ed in una mostra collettiva presso l’IISF - Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e, contestualmente, in alcune Sedi espositive istituzionali della Capitale.

Il ciclo di mostre-incontri è frutto della sinergia dei curatori (Lori Adragna, Maria Arcidiacono, Manuela De Leonardis, Francesco Gallo, Guglielmo Gigliotti, Iacopo Nuti) e di artisti: Enzo Barchi, Claudio Bianchi, Vito Bongiorno, Trina Boyer, Filippo Carli, Rupa Chordia, Dionisio Cimarelli, Claudia Chianese, Teresa Coratella, Giancarlino Benedetti Corcos, Bruno Ceccobelli, Luigi Athos De Blasio, Michele De Luca, Gianfranco De Micheli, Francesca Di Chiara, Baldo Diodato, Stefania Fabrizi, Uemon Ikeda, Susan Doyle, Tony Esposito, Ugo Ferrero, Uttam Karmaker, Susanne Kessler, Julia Klemm, Mark Kostabi, Paul Indrek Kostabi, Dam Choi Lama, Emanuela Lena, Emilio Leofreddi, Massimo Livadiotti, Tiziano Lucci, Giulia Lusikova, Federica Luzzi, Ria Lussi, Fernanda Mancini, Adriano Maraldi, Patrizia Molinari, Andrea Moroni, Simona Morgantini, Chiara Mu, Gianluca Murasecchi, Franco Ottavianelli, Luca Padroni, Anna Paparatti, Paola Parlato, Alberto Parres, Veronica Piraccini, Michele Principato, Paola Princivalli, Salvatore Pupillo, Claudia Quintieri, Ramanuja, Navid Azimi Sajadi, Samagra (Anna Maria Colucci), Jack Sal, Silvia Serenari, Fra Sidival, Naoya Takahara, Tarshito, Fiorenzo Zaffina.


Il ginnosofista squarcia il velo delle apparenze, si libera dal superfluo e trascende le influenze del mondo materiale - come la totale identificazione con il corpo, la nazionalità e il credo. Allo stesso modo l’artista contemporaneo chiede di ritornare alla propria essenza. Rivendica la libertà di muoversi in un’ottica integralmente artistica come ‘soggetto’ e non più come ‘oggetto di mercato’; spogliandosi dai condizionamenti delle fabbriche d'immagine e degli interessi economici.
Per ritrovare una spiritualità originaria, l’artista tende a riappropriarsi della ‘creatività teurgica’ orientandola alla conoscenza di sé, travalicando ogni confine geografico, religioso, culturale (Lori Adragna).