What about us | Alexis Puget – Just like heaven

Informazioni Evento

Luogo
PALAZZO RE REBAUDENGO
Piazza Del Municipio , Guarene, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

What about us. Arte italiana dallo Young Curators Residency Programme (chiude il 28 febbraio 2027)
Alexis Puget. Just like heaven (chiude l'8 novembre 2026)

Vernissage
26/09/2026

ore 17,30 inaugurazione mostre
H 18.30
Partenza da Palazzo Re Rebaudengo, accompagnati dalla Banda Musicale della Città di Alba Ars et Labor verso il Parco d’arte Sandretto Re Rebaudengo per lo svelamento dell’opera di Diana Policarpo, Anguane’s Fountain.

Artisti
Alexis Puget
Curatori
Michele Bertolino, Leonardo Pietropaolo
Generi
arte contemporanea, personale, collettiva

Due mostre. What about us, una mostra collettiva che riunisce opere di 23 artiste e artisti italiani protagonisti delle diverse edizioni del programma Young Curators Residency e la mostra Alexis Puget. Just like heaven, in collaborazione con l’ENSBA Lyon (École Nationale Supérieure des Beaux-Arts).

Comunicato stampa

Opening della mostra What about us. Arte italiana dallo Young Curators Residency Programme (chiude il 28 febbraio 2027)

Artisti e artiste: Vanessa Alessi, Alterazioni Video, Yuri Ancarani, Rosa Barba, Elisabetta Benassi, Benni Bosetto, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Manuele Cerutti, Giulia Crispiani, Tomaso De Luca, Binta Diaw, Sara Enrico, Alessandra Ferrini, Benedetta Fioravanti, Claire Fontaine, Valentina Furian, Lorenza Longhi, Diego Marcon, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Marinella Senatore, Alessandra Spranzi.
A cura di Michele Bertolino

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo celebra i vent’anni dello Young Curators Residency Programme (YCRP) con What about us, una mostra collettiva curata da Michele Bertolino e una giornata di studi.
Dal 2007 il programma ha ospitato quasi 60 curatrici e curatori internazionali, favorendo il confronto con la scena artistica italiana e creando occasioni di incontro per oltre 200 artiste e artisti, spesso alla loro prima esposizione istituzionale. Le diverse edizioni hanno costruito nel tempo un archivio di sguardi sulla contemporaneità italiana.
What about us riattiva questo archivio senza seguire un ordine cronologico, attraverso nuove associazioni tra opere già presentate durante le residenze. Al centro della mostra è il tempo, inteso non come semplice misura, ma come materia da interrogare, scomporre e reinterpretare: tempo storico e memoria collettiva, tempo personale, attesa, ripetizione e possibilità di immaginare futuri diversi.
Le opere di oltre venti artiste e artisti italiani esplorano così diverse forme della memoria, della rimozione, dell’attesa e della trasformazione del tempo. Tra le opere, materiali d’archivio, fotografie, cataloghi e documenti ripercorrono i primi vent’anni del YCRP, rendendo visibile la costruzione di un archivio collettivo e in continua evoluzione di sguardi sull’arte italiana.
Opening della mostra Alexis Puget. Just like heaven (chiude l'8 novembre 2026)
A cura di Leonardo Pietropaolo
In collaborazione l'ENSBA Lyon (École Nationale Supérieure des Beaux-Arts)
In occasione del tredicesimo anno di collaborazione con ENSBA Lyon – École nationale supérieure des beaux-arts de Lyon, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta a Palazzo Re Rebaudengo a Guarene Just like heaven, prima mostra personale in Italia di Alexis Puget (Parigi, 2000), artista partecipante al Post-diplôme 2026, programma di ricerca post-laurea coordinato dalla curatrice Julie Portier.
Cresciuto nell’epoca di internet e dei social media, Puget riflette sulla sovrapposizione di tempi, immagini e riferimenti culturali che caratterizza l’esperienza digitale. La nostalgia è al centro della sua ricerca, intesa non come desiderio di un passato perduto, ma come confronto costante con un tempo in cui ogni frammento del passato rimane accessibile, recuperabile e continuamente riproposto.
La sua pratica combina sculture, materiali audiovisivi e oggetti trovati online, nei negozi di seconda mano o nell’archivio familiare. Elementi appartenenti a epoche e contesti diversi vengono dislocati e ricomposti secondo una logica vicina al sampling musicale, dando vita a nuove associazioni.
In mostra, le opere formano un’installazione concepita come un paesaggio narrativo: il set di un film senza personaggi, disseminato di indizi che suggeriscono una storia possibile, ma volutamente aperta e indefinita.