Wall Street Art

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA SPAZIA
Via Savena Superiore, 15, 40061 Minerbio BO, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
10/05/2026

ore 11

Generi
collettiva, arte moderna

Il titolo di questa mostra è sintomatico: ormai l’Arte è finanza a tutti gli effetti.

Comunicato stampa

Il titolo di questa mostra è sintomatico: ormai l’Arte è finanza a tutti gli effetti.

Perché allora ribadirlo, spesso in modo generico? Perché un conto è continuare a parlarne, un altro è mettere a confronto esempi concreti, dati reali, opere, artisti e case d’asta. I piccoli arazzi di Boetti, negli anni Ottanta, costavano tra le 500.000 lire e il milione e talvolta venivano persino regalati in occasione di acquisti più importanti; oggi raggiungono valori compresi tra gli 80.000 e i 90.000 euro. LeMappe, oggi valutate milioni di euro, si collocavano allora tra i 30 e i 40 milioni di lire. Il gruppo Forma 1, con Accardi, Perilli, Dorazio, Sanfilippo e Turcato, nei primi anni Ottanta aveva quotazioni minime. Tancredi si acquistava per 3 o 4 milioni per le grandi carte e poco più per le tele. Con 20 milioni di lire si poteva acquistare una tela di grandi dimensioni di Capogrossi; oggi non sono sufficienti per una piccola gouache, così come per un taglio di Fontana. Il collezionismo era ancora orientato verso il Novecento, De Chirico Morandi e verso gli anni Trenta e Quaranta, con artisti come Magnelli e Prampolini, mentre il fenomeno emergente era rappresentato dalla Transavanguardia, con Chia, Paladino, Cucchi, Clemente e De Maria. Quando, alla fine degli anni Ottanta, comparvero sul mercato i Cementi armati di Uncini, i collezionisti li accolsero con scetticismo; ciononostante la Galleria d’Arte Moderna, sotto la direzione del Prof. Castagnoli, ne acquistò uno. Con poche lire si potevano acquistare opere di Melotti, Leoncillo e le ceramiche di Fontana, oggi accessibili solo a cifre molto elevate. L’Arte Cinetica, con Alviani, Dadamaino, Toni Costa, Gianni Colombo ed altri, era considerata un’arte troppo dura e poco emozionale, eppure già nel 1965 era presente al Museum of Modern Art di New York nella grande mostra The Responsive Eye. Negli anni Novanta iniziarono a diffondersi l’Arte Povera e la Pittura Analitica, che al loro esordio negli anni Settanta erano state sostanzialmente ignorate. Con pochi milioni si acquistavano opere di Kounellis, Paolini, Calzolari e altri artisti del gruppo, mentre i figli dei grandi collezionisti del Novecento, come Morandi, Picasso, De Chirico e De Pisis, iniziarono a vendere i capolavori ereditati per acquistare Arte Povera. Oggi i loro figli rivendono quelle opere per acquistare opere di giovani artisti internazionali affermati nei principali centri del mercato come Londra, Miami e Basilea.

Perché Wall Street?

Perché l’arte oggi funziona come la borsa, con tutti i vantaggi e i rischi che ne derivano. Chi ha acquistato Bonalumi o Castellani dieci o quindici anni fa, pagandoli milioni di euro, oggi fatica a recuperarne la metà, mentre chi li ha comprati venticinque o trent’anni prima ha ottenuto guadagni straordinari. Un esempio recente è Salvo, a lungo sottovalutato, poi oggetto di forti rialzi e oggi in fase di evidente flessione. Al contrario, chi negli ultimi anni ha reinvestito nel Novecento oppure recentemente su Accardi, Dorazio, Sanfilippo ed altri degli anni ’50 e ‘60 ha fatto ottimi affari.

Questa riflessione vuole ricordare che il primo criterio deve rimanere il piacere dell’opera; che è opportuno acquistare in anticipo ed in controtendenza, non quando un artista è al massimo della quotazione, e soprattutto che bisogna comprare l’opera e non la firma.

Il Sistema dell’arte si articola in tre categorie: artisti un tempo accessibili e oggi molto costosi, artisti che hanno raggiunto quotazioni elevate e oggi risultano in ribasso, e artisti che si trovano in una fase di crescita, ancora accessibili e destinati a rivalutarsi.

Noi vogliamo “giocare in borsa” e optare per le ultime due: saranno, infatti, esposte importanti opere inedite di Griffa, Olivieri, Pinelli, Turcato, Agnetti, Gianni Colombo, Boriani, Dadamaino, Toni Costa, Cerone, Mondino, Melotti, Mainolfi, Mannucci, Ceroli e Nanni Valentini.