Volere Volare Arte Contemporanea Africana

Treviso - 18/05/2019 : 28/06/2019

La mostra presenta le opere di tre artisti dall'Africa sul tema attuale del fenomeno migratorio.

Informazioni

  • Luogo: MUNICIPIO DI TREVISO PALAZZO CA' SUGANA
  • Indirizzo: Via Municipio 16 - Treviso - Veneto
  • Quando: dal 18/05/2019 - al 28/06/2019
  • Vernissage: 18/05/2019
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

Studioo Onlus e Simona Carniato presentano:
VOLERE VOLARE. Arte Contemporanea Africana a Treviso
La mostra presenta le opere di tre artisti dall'Africa sul tema attuale del fenomeno migratorio: Jelili Atiku, Abdulrazaq Awofeso e Gonçalo Mabunda.
L'inaugurazione avrà luogo il 18 Maggio 2019 alle ore 10:30 a Ca’ Sugana, Municipio di Treviso, Via Municipio 16, Treviso.

COME NASCE QUESTA MOSTRA?
Simona ha partecipato cinque mesi fa al progetto di Cooperazione Internazionale sulla Prevenzione della migrazione irregolare attraverso i Media con CinemArena e Overland in Benin City, Nigeria sull’attuale rotta della tratta di esseri umani

E nelle interviste, la sensazione forte di trovarsi di fronte al DESIDERIO di VOLARE condiviso dall’umanità intera, ovvero “andare oltre“, vivere una vita migliore, raccogliere nuove possibilità.

GLI ARTISTI

Gonçalo Mabunda (Mozambico)

Gonçalo Mabunda, nato nel 1975 a Maputo (Mozambico) è un artista mozambicano, ha fatto della sua arte il principale veicolo di messaggi importanti, un impegno che si serve del paradosso e della provocazione. Decine le partecipazioni nei più importanti musei internazionali, dove si possono ammirare le sue sculture e in particolare i suoi troni, installazioni che riutilizzano le armi usate nella sanguinosa guerra civile della repubblica mozambicana, durata 16 anni. Le sue creazioni prendono forme antropomorfiche nell’assemblaggio di mine e pistole scariche, elmetti bucati e fucili. Sculture che racchiudono la memoria collettiva del suo popolo, il dramma di questi strumenti di morte e l'auspicio di una vera affermazione della pace. Gonçalo rappresentato a New York da varie gallerie, ha esposto a Dusseldorf al Kunstpalast, alla Hayward Gallery di Londra, al Pompidou di Parigi, il Mori Art di Tokyo, alla Biennale di Gangwon e alla Biennale di Venezia del 2015 e parteciperà anche a questa Biennale del 2019.

Abdulrazaq Awofeso (Nigeria)

Abdulrazaq Awofeso è uno scultore Nigeriano il cui metodo si basa sulla nozione del costruttivismo; aggiungere alla forma invece di sottrarre alla forma. L'opera di Awofeso è work in progress “in corso di realizzazione” ed è ispirata al tema della migrazione e ai rischi della migrazione irregolare, ispirata al mito classico di Icaro, e vuole stimolare una multidisciplinare riflessione sulle aspettative e i rischi della migrazione irregolare, e in particolare la tratta di migranti verso l’Europa attraverso la Libia. L’opera nasce dalla collaborazione tra l’artista e la psicologa Simona Carniato. L’artista nigeriano si occupa di temi antropologici e sociali, la sua prima mostra personale è stata al Goethe Institute di Johannesburg nel 2003 e nel 2012 alla Fred Gallery a Londra. Ha partecipato a varie collettive negli USA e nel 2014 alla Dakar Biennale in Senegal. Ha esposto nel 2018 al MAXXI di Roma in occasione della mostra African Metropolis e attualmente sta collaborando al progetto Imago Mundi di Benetton.

Jelili Atiku (Nigeria)

Jelili Atiku è pioniere delle performance di arte contemporanea in Nigeria. Attraverso il disegno, la scultura, la fotografia, i video e le esibizioni dal vivo, l’artista innesca il dibattito su questioni internazionali come i diritti umani, la violenza, la povertà, la corruzione e i cambiamenti climatici. Atiku ha partecipato alla 57° edizione della Biennale di Venezia 2017, a Manifesta 12 Palermo con la performance Festino della Terra per promuovere la Sostenibilità. Le sue opere sono al SAVVY Contemporary di Berlino, alla Biennale di Marrakech, al Parc de la Villette di Parigi.

L’importanza del dialogo. Tre artisti africani a Treviso

Ca’ Sugana, Treviso – fino al 28 giugno 2019. Lontana dal palcoscenico della Biennale di Venezia, ma vicina, sul fronte tematico, alla kermesse lagunare, la mostra allestita a Treviso punta i riflettori su tre artisti africani. E sulla necessità del dialogo come strumento per creare comunità.