Vidà – L’arte del colore

Gaiole in Chianti - 06/07/2013 : 31/08/2013

La mostra vuole essere un invito all’arte, un momento dedicato all’incontro e al confronto tra differenti percorsi creativi a cui Vidà si è dedicato nel corso degli anni. Passione, ricerca e creatività sono gli elementi base che ispirano l’artista toscano, testimone dell’apertura allo studio di nuovi linguaggi espressivi nell’arte.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato 6 luglio 2013 inaugura presso i suggestivi spazi del Castello di Meleto a Gaiole in Chianti (Siena) L’arte del colore, mostra personale di Vidà, a cura di Giorgia Loda. La mostra nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico la produzione di Davide Vinattieri (in arte Vidà) attraverso l’esposizione di una serie di opere che ne raccontino il percorso artistico. Con questa mostra Vidà, reduce dal grande successo dell’esposizione al Castello dell’Acciaiolo, patrocinata dal Comune di Scandicci (Firenze), desidera sensibilizzare e avvicinare il pubblico alla creatività e all’eccellenza toscana

I prestigiosi spazi del Castello di Meleto ospiteranno una serie di creazioni che rappresentano un omaggio all’irrefrenabile potere dei colori che emana attraverso le opere di Vidà.

Vidà, artista toscano, intuitivo, autodidatta. Il suo percorso è iniziato dalla passione per il legno. A lungo ha prodotto artigianalmente oggetti di arredo ispirati alle vecchie forme della tradizione, che ha cominciato poi ad arricchire con decorazioni varie mettendo su tela le immagini che la sua fantasia gli suggeriva. Dal 2005 a oggi l’artista ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero. L’arte di Vidà si fonda su un’attenta ricerca del colore. Ogni elemento presente in natura è per l’artista fonte di ispirazione e materia prima da cui estrarre sempre colori nuovi, sfumature inesplorate da liberare sulle tele. Oltre 130 sono i colori ricavati da Vidà dai pigmenti presenti in natura.

“Tutto è partito dalla ricerca del colore. Da bambino ho sempre cercato di scovare pietre o fiori particolari, mi affascinavano i colori e le forme, capire come potevo fare a ricrearli con la stessa lucentezza. Il seme va bollito, il fiore va essiccato, la pietra schiacciata e la terra macinata. Alcune materie prime le raccolgo durante i viaggi all’estero, ma anche nei ns. boschi ci sono tanti colori che attendono solo di essere scoperti. E’ un’emozione unica veder spuntare una nuova tonalità dopo mesi di ricerca. A lungo ho prodotto artigianalmente oggetti d’arredo ispirati alle vecchie forme della nostra tradizione. Poi ho iniziato ad arricchire il legno con decorazioni varie e ho preso amore per i colori e le forme del disegno, da questa esperienza ho iniziato a mettere su tela le immagini che la mia fantasia mi suggeriva”.
Vidà

La mostra vuole essere un invito all’arte, un momento dedicato all’incontro e al confronto tra differenti percorsi creativi a cui Vidà si è dedicato nel corso degli anni. Passione, ricerca e creatività sono gli elementi base che ispirano l’artista toscano, testimone dell’apertura allo studio di nuovi linguaggi espressivi nell’arte. La pittura di Vidà si sviluppa attraverso una personale ed elaborata ricerca incentrata su un attento studio del colore. È proprio il colore l’elemento predominante non solo nelle opere di Vidà, ma in tutto il suo percorso creativo. Partendo da un’antica tecnica pittorica l’artista è riuscito, nel corso degli anni, a ottenere una vastissima gamma di colori realizzati macinando terre colorate, pigmenti e minerali, tutti elementi reperiti in natura. La sviscerata passione per la natura e un’incessante studio e osservazione hanno portato Vidà alla scoperta di una particolare (e segretissima) sostanza organica che, miscelata alla polvere di minerali (come la malachite, l’azzurrite, il cinabro e altri ancora) è in grado di estrapolare il colore così come lo vediamo in natura. Grazie a questa complessa tecnica e all’amore per il paesaggio toscano, l’artista è riuscito a far emergere dai colori una luminosità straordinaria, una luce fino ad ora sconosciuta.

Il vernissage sarà caratterizzato da una sorta di percorso emozionale tra arte e vino, un’occasione unica per chi desidera immergersi profondamente nella cultura del Chianti attraverso le opere e i colori di Vidà.

La mostra, i testi critici e l’ufficio stampa sono a cura di Giorgia Loda. L’organizzazione generale è affidata a Studio Sant’Agnese, realtà milanese che da diversi anni pone al centro del proprio lavoro la promozione di selezionati artisti emergenti e la divulgazione dell’arte contemporanea, anche in luoghi non convenzionali. Pubbliche relazioni a cura di Cristina Resciniti.

Informazioni sullo Spazio Espositivo
Il Castello di Meleto si erge maestoso nell'incantevole paesaggio chiantigiano al termine di un piacevole viale fiancheggiato da cipressi e ginepri. La struttura sorge in mezzo ai campi ed alle vigne baciate dal sole, poco lontano dalla linea di confine tra le antiche Repubbliche di Siena e di Firenze, a circa 1 Km da Gaiole in Chianti. Meleto è una magnifica testimonianza della storia e della presenza dell'uomo, ed oggi più che mai invita ad immergersi nella quiete della campagna per assaporarne i gusti ed i profumi (il vino, l'odore delle cantine e dei frantoi, il legno dei mobili, il grano, le mille essenze dei prati e dei campi), dimenticando il tempo che scorre oltre le colline nei suoi ritmi frenetici. Il Castello apparteneva ai Monaci Benedettini della Badia a Coltibuono e il nome "Meleto in Chianti" è citato, per la prima volta nel 1269, nel "Libro degli Estimi" dei Guelfi fiorentini, come proprietà della famiglia di Rainerii de Ricasolis. La famiglia Ricasoli, nel corso dei secoli, ne ha ampliato ed abbellito la struttura: oggi il Castello conserva da un lato le massicce fortificazioni quattrocentesche, con l'imponente torre cilindrica costruita per sfuggire alle artiglierie, dall'altro la grazia signorile della villa nobile, con le sue stanze arredate e decorate ed un impareggiabile teatrino settecentesco. Meleto accoglie il visitatore, il turista e l'amante della natura come in una dimensione parallela da vivere nei suoi ritmi scanditi da abitudini e usi dai quali ancora oggi nasce la ricca gamma dei suoi prodotti, tutti di altissima qualità e frutto di una ricerca che coniuga le moderne tecnologie con le antiche tradizioni. La rivista statunitense di economia e finanza Forbes ha recentemente pubblicato un articolo sui luoghi più idilliaci in Europa nei quali vivere. Gli esperti, che hanno redatto l'articolo, hanno eletto Gaiole in Chianti come la migliore scelta in Italia. Gay Gillen – consulente di viaggio - ha affermato che: "Il Chianti è tutto, sia per quanto riguarda le colline, i vigneti, le cantine, le osterie, le passeggiate. Vi sono centri equestri e opportunità di fare piacevoli camminate o giocare a tennis, oltre ad un cibo stupefacente".