Viaggio nella pittura. Dipinti e disegni dal XV al XIX secolo

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA FONDANTICO - PALAZZO PEPOLI BENTIVOGLIO
Via de’ Pepoli, 6/E , Bologna, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Lunedì - sabato: 10.00 - 13.00/16.00 - 19.00

Vernissage
07/11/2026

ore 16

Uffici stampa
ARTEMIDE PR - STEFANIA BERTELLI
Generi
arte antica, arte moderna

Intitolata Viaggio nella pittura, la mostra presenta circa quaranta opere, tra dipinti e disegni, dai primi decenni del Quattrocento alla fine dell’Ottocento.

Comunicato stampa

Sabato 7 novembre inaugura nei prestigiosi spazi di Casa Pepoli Bentivoglio, nel cuore di Bologna (via de’ Pepoli 6/E), il trentatreesimo “Incontro con la pittura” organizzato dalla Galleria d’Arte Fondantico. Intitolata Viaggio nella pittura, la mostra presenta circa quaranta opere, tra dipinti e disegni, dai primi decenni del Quattrocento alla fine dell’Ottocento.

Il percorso espositivo si apre con la tavola con San Sebastiano riferita al maestro di cultura tardogotica che decorò nei primi decenni del XV secolo il palazzo della famiglia Pendaglia a Ferrara, seguita da quella con San Francesco d’Assisi e san Sebastiano del veneziano Bartolomeo Vivarini, autore, assieme al fratello maggiore Antonio, del celebre polittico commissionato da papa Nicolò V per l’altare della chiesa della Certosa di Bologna (1450), oggi conservato nella Pinacoteca Nazionale. Fedeli al classicismo del padre Francesco Francia, uno dei “traghettatori” della pittura italiana verso la Maniera moderna, si mostrano i figli Giacomo e Giulio nella tavola con l’Annunciazione, mentre Bartolomeo Passerotti, nel Ritratto di condottiero eseguito attorno al 1575, esibisce un’originale sintesi di osservazione naturalistica e animazione retorica, evidenziando così il suo contributo al rinnovamento della pittura bolognese del secondo Cinquecento.

Addentrandosi nel secolo successivo s’incontrano un luminoso dipinto su rame con la Vergine in meditazione di Carlo Cignani, campione del classicismo felsineo e principe a vita dell’Accademia Clementina; l’ovale con Cerere e Bacco, interpretabile anche come Allegoria della Terra, eseguito nel 1685 per la famiglia Monti da Marcantonio Franceschini, l’allievo più dotato di Cignani; e una grande tela, probabilmente destinata a un salone di un palazzo veneziano, raffigurante una domestica che, impegnata a spennare polli e a comporre ceste di fiori, sembra volgersi allo spettatore chiedendogli cosa desideri: un’immagine che evoca dunque l’accoglienza in villa. Sul fronte della ritrattistica d’inizio Settecento Donato Creti ci consegna un’opera di grande fascino che porta con sé una storia sfuggente, forse quella di due promessi sposi, mentre i dipinti di tema sacro di Ubaldo e Gaetano Gandolfi, di Domenico Pedrini e di Jacopo Alessandro Calvi – autore di un’intatta serie di Misteri del Rosario – testimoniano il gusto della cultura dell’Accademia Clementina nel passaggio tra rococò e neoclassicismo. Straordinario interprete di quest’ultima stagione fu Felice Giani, del quale si presentano otto fogli disegnati su entrambi i lati, già contenuti in un taccuino portatile, che rivelano i suoi interessi per Francesco Francia, Amico Aspertini, Ludovico e Annibale Carracci: esercizi privati che documentano il metodo di lavoro dell’artista, proiettandoci nella sua viva quotidianità. Una dimensione altrettanto intima emerge nei dipinti con gli interni della chiesa del Calvario in Santo Stefano realizzati in punta di pennello da Antonio Basoli, autore di spicco nella Bologna della prima metà dell’Ottocento. Sua riconosciuta specialità, praticata soprattutto a partire dalla metà degli anni Venti, furono le vedute della sua amata città, che, in larga parte, vennero tradotte a stampa dai suoi fratelli e pubblicate nel volume intitolato Vedute Pittoresche della città di Bologna (1833).

Ampio spazio è dedicato infine alla pittura bolognese della seconda metà del XIX secolo. Col paesaggio si misurano Luigi Bertelli, che immortala le cascate di Staubbach in Svizzera durante il viaggio che nel 1867 lo portò in Francia a studiare i maestri di Barbizon, e Augusto Sezanne, autore di un raro dipinto del 1883, Armonie primaverili, eseguito lungo il corso del Reno. Esempio della pittura di genere promossa dal celebre mercante francese Adolphe Goupil è la tavola con L’amatore d’arte di Giovanni Paolo Bedini, che dialoga con un raffinato Interno boemien di Fabio Fabbi, mentre Mario de Maria, con la sua Salomè, già in collezione Chierichetti, offre una significativa testimonianza del Simbolismo decadente fin de siècle.

Artisti in mostra: Maestro di Casa Pendaglia, Bartolomeo Vivarini, Giacomo e Giulio Raibolini, Bartolomeo Passerotti, Carlo Cignani, Marcantonio Franceschini, Donato Creti, Ubaldo Gandolfi, Gaetano Gandolfi, Domenico Pedrini, Jacopo Alessandro Calvi, Felice Giani, Antonio Basoli, Luigi Busi, Luigi Folli, Giovanni Paolo Bedini, Luigi Bertelli, Fausto Muzzi, Mario De Maria, Augusto Sezanne, Fabio Fabbi, Alberto Fabbi.