Venti d’Oriente

Napoli - 08/05/2013 : 08/06/2013

La rassegna propone uno sguardo alla cultura di appartenenza degli artisti che nella loro ricerca mantengono sempre ben presenti i loro riferimenti sebbene alcuni di essi siano cresciuti e tutt’ora vivono in Europa o America ed altri risiedano o sono tornati nei loro paesi d’origine.

Informazioni

  • Luogo: AL BLU DI PRUSSIA
  • Indirizzo: Via Gaetano Filangieri 42 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 08/05/2013 - al 08/06/2013
  • Vernissage: 08/05/2013 ore 18
  • Curatori: Claudio Composti, Maria Savarese
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, collettiva
  • Orari: mar-ven 16.30-20; sab. 10.30-13 e 16.30-20.
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Prosegue con la collettiva di artisti orientali “Venti d’Oriente”, la stagione espositiva di Al Blu di Prussia, lo spazio multidisciplinare di Giuseppe Mannajuolo diretto da Mario Pellegrino, in collaborazione con mc2gallery di Milano, presenta 9 fotografie di grande formato di Chan Hyo Bae, Tiffany Chung, Loan Nguyen, Yang Yongliang


A cura di Maria Savarese e Claudio Composti, la rassegna propone uno sguardo alla cultura di appartenenza degli artisti che nella loro ricerca mantengono sempre ben presenti i loro riferimenti sebbene alcuni di essi siano cresciuti e tutt’ora vivono in Europa o America (come Loan Nguyen e Chan Hyo Bae) ed altri risiedano o sono tornati nei loro paesi d’origine (come Tiffany Chung, in Vietnam e fresca di premio alla Biennale di Sharjah- Emirati Arabi, e Yang Yongliang, in Cina).
Tema centrale delle ricerche proposte, sono quei temi storico-politici che li hanno segnati sia come figli di esuli, cresciuti in Paesi occidentali (pensiamo ai vietnamiti fuggiti in America dopo la caduta di Saigon del ’75), sia come cittadini di Paesi dominati da una forte ideologia politica e una pressante censura, come la Cina dove spesso il fare arte è diventata dissidenza politica. Diverso, rispetto al passato, è l’approccio che, alla luce del fallimento dei grandi sistemi ideologici (comunismo e capitalismo), li pone in un’ottica volta a superare il gap tecnologico/culturale grazie alle loro nuove economie di mercato ma che conferma il fascino e l’energia di queste terre lontane.