Vania Elettra Tam – Kanon regole ferree

Portopiccolo - 04/03/2016 : 03/04/2016

L'esposizione, curata da Franca Marri, presenta gli ultimi lavori dell'artista che rispecchiano la sua poetica incentrata sulla figura della donna e sulle nevrosi femminili.

Informazioni

  • Luogo: WOLAND ART CLUB
  • Indirizzo: Sistiana 231 / N4 - Portopiccolo - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 04/03/2016 - al 03/04/2016
  • Vernissage: 04/03/2016 ore 18
  • Autori: Vania Elettra Tam
  • Curatori: Franca Marri
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: ven. 16-20 – sab. e dom. 10-13, 16-20 (o su appuntamento)
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Woland Art Club
presenta:

Kanon - regole ferree

opere di Vania Elettra Tam
a cura di Franca Marri

4 marzo - 3 aprile 2016
inaugurazione venerdì 4 marzo ore 18

Nei nuovi spazi di Woland Art Club di Portopiccolo a Sistiana (Trieste) si inaugura venerdì 4 marzo alle ore 18 la mostra Kanon. Regole ferree di Vania Elettra Tam. L'esposizione, curata da Franca Marri, presenta gli ultimi lavori dell'artista che rispecchiano la sua poetica incentrata sulla figura della donna e sulle nevrosi femminili



Non senza un velo di ironia costantemente e sottilmente presente, la Tam focalizza l’attenzione sugli stati d’ansia provocati dalla frustrazione, che causa la necessità di creare sempre nuovi bisogni (spesso assolutamente superflui) e che spinge gli individui a cercare soluzioni rocambolesche per risolvere problemi non essenziali.
A partire da Fame Daria, primo dipinto di questo ciclo pittorico, creato in occasione dell'evento artistico “Cibi Condimentum Esse Famem” realizzato dal magazine Frattura Scomposta per EXPO 2015, passando attraverso Ella Viola, opera in cui viene rappresentata una donna in una camera insonorizzata intenta a suonare con un archetto le sottili trecce dei propri capelli, l'artista giunge a rivisitare antichi capolavori del passato ritraenti figure femminili, nobildonne e donne di diversa estrazione sociale.
Sui loro volti aggiunge alcuni marchingegni grotteschi, maschere di tortura o strumenti forse non troppo dolorosi che dovrebbero avere la funzione di rimodellare i tratti somatici: castigo a cui le gentildonne si sottopongono con consapevole rassegnazione per poter rientrare in quei canoni di bellezza che, da sempre, la società impone, pena l’emarginazione.
Da qui il titolo: “Kanon” ovvero canone (dal greco kanon = regola) sta infatti ad indicare l'insieme di norme rigorose che hanno lo scopo di ottenere un equilibrio compositivo in modo da giungere a forme che appaiano perfette e armoniosamente proporzionate.
Rientrare nei canoni equivale a diventare un modello a cui tutti (tutte) sono chiamati ad uniformarsi.
Ogni dipinto è accompagnato da un disegno realizzato in sanguigna su carta da spolvero: accanto all'utilizzo delle nuove tecnologie alle quali l'artista ricorre in fase progettuale, permane il fascino dell'antico mestiere dell'arte.