Valerio Tedeschi – L’insostenibile leggerezza della materia

Torino - 23/09/2011 : 27/10/2011

Punto di partenza delle sculture in mostra e' il concetto di leggerezza. L'artista proietta il suo mondo interiore usando le idee come modello e la materia come strumento.

Informazioni

  • Luogo: CLAUDIOBOTTELLO - CONTEMPORARY
  • Indirizzo: Via Conte Giambattista Bogino 17/h - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 23/09/2011 - al 27/10/2011
  • Vernissage: 23/09/2011 ore 18
  • Autori: Valerio Tedeschi
  • Curatori: Marisa Vescovo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lun. -­‐ ven. 10,30 -­‐ 12,30 / 15,00 -­‐ 19,00
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

“L’insostenibile leggerezza della materia” è il titolo della personale dello scultore Valerio Tedeschi che inaugura da Claudio Bottello Contemporary venerdì 23 Settembre fino al 27 ottobre 2011. Il titolo è un esplicito richiamo a “L’irresistibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, ma anche un rimando alle più belle definizioni di “leggerezza” che sono presenti nell’opera di Italo Calvino: “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio” in cui lo scrittore esprime un messaggio fortissimo di libertà umana, un messaggio non privo di ribellione contro il peso di una costrizione che non è mai solo estetica, ma è sempre anche sociale

La “leggerezza” è il fil rouge tra il lavoro di Tedeschi, la leggerezza di Calvino, come sinonimo di libertà e quella di Kundera per cui “Il peso del vivere sta in ogni forma di costrizione: la fitta rete di costrizioni pubbliche e private che finisce per avvolgere ogni esistenza con nodi sempre più stretti.” Il lavoro di Tedeschi però non si ferma soltanto al paradosso più evidente, cioè quello tra il peso del marmo (il materiale che lui lavora) e l’effetto leggerezza che trapela da ogni sua opera, ma propende a far scaturire nuovi ed ulteriori paradossi. “L’autore si pone nei confronti del materiale come un demiurgo che proietta il suo mondo interiore, usando le idee come modello e la materia come strumento, dando così vita ad un nuovo ordine”, come sottolinea la curatrice Marisa Vescovo. Il marmo che Tedeschi utilizza è bianco e il bianco indica l’assenza di colore, il suo grado zero e quindi i fantasmi, le apparizioni, la morte, l’inquietudine a cui Tedeschi accosta materiali effimeri come cotone, filo chirurgico da sutura, resine, piume, paraffina, caucciù, vetri, oggetti di cristallo come bicchieri, tazze e barattoli, palline da ping-­‐ pong, mettendo ricerca sui concetti di materiale/ immateriale, sull’idea di leggerezza, sull’erotismo della superficie in mutazione. Non a caso, una delle opere più affascinanti e presenti in mostra è “Things that happen, 2010”, che consiste in un parallelepipedo il cui angolo si alza verso l’alto a cercare l’idea del volo sorretto “insostenibilmente” da una piuma — un’idea che ci riporta ad un mondo come costituito d’atomi senza peso che aleggiano nello spazio.

Un altro tema e un altro paradosso contenuto nel lavoro di Tedeschi è il concetto di “pelle” e infatti, come osserva ancora la Vescovo: “Guardando con attenzione tutte le opere di questo scultore non possiamo non constatare che in fondo tutto il lavoro di Tedeschi è legato al concetto di “pelle”: è un lungo racconto su questo organo, nello stesso tempo permeabile e impermeabile, superficiale e profondo, veritiero e ingannatore, generatore e dispensatore di virus e di malattie”. Ed infine il concetto di “oggetti” e di “cose” sono gli altri due elementi che appartengono alla poetica dell’autore, in particolare in opere quali: “Things that happen”, 2009 (con pallina da pin -­‐pong ), oppure “Clienti”, 2009 (paraffina, vetro, alluminio), in cui l’artista cerca di dare una risposta al desiderio di offrire alle cose una responsabilità culturale, creando con esse un rapporto sensuale piuttosto che razionale, corporeo piuttosto che spirituale, emotivo piuttosto che logico.

Valerio Tedeschi è nato nel 1958 a Verbania, risiede e lavora a Mergozzo sul Lago Maggiore. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Novara, si trasferisce nel 1979 a Londra, dove approfondisce diversi aspetti della sua personalità creativa, svolgendo attività di musicista di area jazz. Vive dal 1982 al 1988 in Sicilia, a Palermo e Siracusa, dove collabora tra l’altro alla rivista “ Tema Celeste” di Demetrio Paparoni. Dal 1988 frequenta i laboratori di scultura di Carrara, svolta decisiva nelle sue determinazioni poetiche. Da allora a oggi ha partecipato a numerose mostre e iniziative, è presente in collezioni private e museali, e realizzato diverse opere pubbliche sia in Italia che all’estero. www.valeriotedecschi.com