Valeriano Ciai – Opere grafiche

Roma - 06/10/2016 : 28/10/2016

Una mostra che documenta, attraverso una scelta di incisioni e alcune tempere, l’aspetto grafico dell’opera dell’artista.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 6 al 28 ottobre prossimi il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC) di Sapienza Università di
Roma (P.zzale Aldo Moro 5, 00185 Roma; sul retro del Rettorato) organizza una mostra intitolata Valeriano Ciai.
Opere grafiche, che documenta, attraverso una scelta di incisioni e alcune tempere, l’aspetto grafico dell’opera
dell’artista, in coincidenza con la mostra di dipinti Valeriano Ciai 1928 -2013. Segni e Memorie, allestita dal 15
settembre al 6 novembre al Museo di Roma in Trastevere



Vicino inizialmente al realismo sociale, Ciai passa negli anni Sessanta a una fase di realismo esistenziale che si
apre via via al racconto di una condizione umana dolente, risultato dell’alienazione provocata dal capitalismo. Il
suo lavoro, frutto di una continua interrogazione sulla realtà e sull’arte, approda a una figurazione basata non
sull’osservazione, ma sulla memoria. Essa si fonda sulla reiterazione di pochi temi, infinitamente variati: i nudi, le
figure umane desolate, i paesaggi urbani, la Roma di Trastevere, del Portico d’Ottavia, il Tevere a Ponte Sisto e gli
aeroporti.

L’incisione, prevalentemente calcografica, accompagna l’artista nel corso della sua intera carriera: il bianco e nero
trasforma in segno i valori tonali, così attentamente graduati nella pittura, mediante un’accorta modulazione della
quantità luminosa; il tracciato della pennellata si traduce in effetti di intermittenza assai caratteristici e originali nel
contesto dell’arte romana contemporanea.

Nelle incisioni più antiche, risalenti agli anni Sessanta, il segno è più sottile, più attento agli effetti chiaroscurali, e
gli oggetti sono spesso suggeriti “a risparmio”, si ritagliano cioè in bianco su un complesso sfondo di grigi. Le
cose, e le figure umane soprattutto, divengono così il punto di massima luminosità del foglio. Nelle prime prove
incisorie Ciai analizza e interpreta, ancor più che nella pittura coeva, il tema delle quantità di luce modulate e
filtrate, tipico della pittura di Scuola Romana degli anni Venti e Trenta. Più tardi il segno si fa più forte e netto e
l’immagine vive di una più risentita alternanza di bianchi e neri, quasi che ora l’artista voglia sottolineare una
qualità ritmica del segno e tradurre nelle incisioni la maggior regolarità di tocco acquisita nella pittura. Nel rapporto
fra bianco e nero proprio dell’incisione Ciai verifica la struttura tonale delle sue immagini, e trova un mezzo di
espressione che, nella sua natura artigianale e lenta, ha un ritmo analogo a quello, meditato e graduale, della sua
pittura.

Anche attraverso le incisioni è quindi possibile seguire l’itinerario di un artista schivo e appartato, il cui lavoro è
caratterizzato da un mondo di immagini inconfondibile ed è dotato di qualità formali ed espressive non comuni.

Le poche tempere che si espongono accanto alle incisioni servono non soltanto a dare al pubblico un’idea delle
gamme di colore presenti nella pittura di Ciai in fasi diverse della sua vita, ma anche a evidenziare, in un mezzo
che non ha la presenza materica della pittura a olio, alcune qualità di tocco e andamento della pennellata
dell’artista.