Valentina Furian – Chiaro Sulfureo

Schio - 07/04/2018 : 15/04/2018

Chiaro Sulfureo, dopo la Fondazione Lac o Le Mon a San Cesareo e la Ugolini Srl a Schio, per Valentina Furian diviene sintesi sul tema del paesaggio vulcanico e il suo divenire artificio.

Informazioni

  • Luogo: CASA CAPRA
  • Indirizzo: Via Giambellino, 16 36015 - Schio - Veneto
  • Quando: dal 07/04/2018 - al 15/04/2018
  • Vernissage: 07/04/2018 ore 18,30
  • Autori: Valentina Furian
  • Curatori: Saverio Bonato
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Chiaro Sulfureo, dopo la Fondazione Lac o Le Mon a San Cesareo e la Ugolini Srl a Schio, per Valentina Furian diviene sintesi sul tema del paesaggio vulcanico e il suo divenire artificio.
A Casa Capra i due lavori site specific TOOD (l’origine dei diamanti) e Mi aspetto che diventi vulcano prendono nuova forma: un video, una scultura e due fotografie. Installazione che diventa traccia di territori altri, un desiderio e una nostalgia.
Chiaro Sulfureo omette dall’esperienza sensibile, il vulcano si fa da sé.




Valentina Furian, 1989, Dolo



Vive e lavora tra Roma e Venezia.
Attualmente assistente di Cesare Pietroiusti.
Nel 2017 è artista in residenza a PIAZZA + (Padova) con il collettivo 10.18.
Nel 2016 viene selezionata come finalista ad Arte Visione, Careof e Sky Arte. Nel 2015 partecipa ad Academy Awards, Via Farini ed è artista in residenza alla Bevilacqua la Masa.
Partecipa aI workshop con Caretto e Spagna alla Fondazione Pistoletto e con Lara Favaretto a Spinola Banna.
Tra le mostre collettive e screening: Galleria Civica di Bassano (2017), Spazio (T)Raum (2017), Microclima (2016), Careof (2016), GalerieSAM83 Repubblica Ceca (tra il 2014 e il 2016), INNATURA Valle del Po (2016), Via Farini (2016), Bevilacqua la Masa (tra il 2013 e il 2016).
L’indagine dell’artista si sviluppa a partire dalla necessità umana di cura e di conservazione. Ricerca una connessione di luoghi geografici e spazi fisici e percettivi distanti tra loro, che vengono accostati in una nuova dimensione in cui il confine tra realtà e finzione, naturale e artificiale è molto sottile.