Valentina Biasetti – Perigliosa Voce

Biella - 24/02/2018 : 30/03/2018

Nelle tele di Valentina Biasetti, dai vuoti profondi le figure emergono in tutta la loro traboccante sensualità, per raccontare la materia fisica che solletica lo sguardo e lo lascia naufragare nella sua stessa fragile esibizione.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ZAION - LANIFICIO PRIA
  • Indirizzo: Salita Di Riva 3 - Biella - Piemonte
  • Quando: dal 24/02/2018 - al 30/03/2018
  • Vernissage: 24/02/2018 ore 18,30
  • Autori: Valentina Biasetti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: mercoledì giovedì venerdì 16.30 | 19.30 o su appuntamento

Comunicato stampa

erigliosa Voce

“Venga tu dall’inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e
fosco, se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso
la porta m’aprono a un Infinito che amo e non conosco?
Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio, che importa…”

Charles Baudelaire



Quid Sirenes cantare sint solitae?
Dicono che le sirene cantino la memoria, specchio della nostra anima, mostrando ciò che realmente siamo, il loro sapere è assoluto, una infinita conoscenza capace di sedurre la mente altrui e per questo la loro voce è da sempre considerata pericolosa; perché capace di condurci in un luogo sconosciuto, un Altrove destinato solo ai viaggiatori che sappiano abbandonarsi all’oblio della bellezza.
In una dimensione che sconfina dal reale la Perigliosa Voce delle sirene diventa metafora della fragilità dell’esistenza, condizione stessa in cui attraverso le tele e i disegni esposti si snoda l’indagine e il percorso della mostra.
Nelle tele di Valentina Biasetti, dai vuoti profondi le figure emergono in tutta la loro traboccante sensualità, per raccontare la materia fisica che solletica lo sguardo e lo lascia naufragare nella sua stessa fragile esibizione. L’analisi dei soggetti, rappresentati con perizia chirurgica, raccoglie le tracce delle miserie umane sul tessuto epidermico e ne rivela la fragilità più intima, la loro voce segreta che nel dialogo con il colore ci dice che il luogo misterioso in cui scompariamo non è altro che il luogo in cui siamo.
Con la stessa naturalezza con cui viene il mare, si espande, si ritira e alla fine scompare.