Una Visione Oltre – Performance di chiusura

Adria - 02/07/2017 : 02/07/2017

Una speciale e inedita performance di danza contemporanea realizzata dalla danzatrice Giovanna Chiarato che interagirà con l’installazione video Elektron (of the mind)” di Stefano Cagol.

Informazioni

Comunicato stampa

Il Museo Archeologico Nazionale di Adria instaura un dialogo
con l’arte contemporanea in occasione della
seconda edizione di “Una Visione Oltre”



FINISSAGE: 2 luglio, ore 17.30

Annunciamo evento di chiusura della mostra “Una Visione Oltre”presso il museo.

Alle ore 18 una speciale e inedita performance di danza contemporanea realizzata dalla danzatrice Giovanna Chiarato che interagirà con l’installazione video Elektron (of the mind)” di Stefano Cagol, alle ore 18.

Come prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare il museo




Giovanna Chiarato, laureata in Lettere presso Università di Padova con tesi: “Gaspare Angiolini e il balletto pantomimo”, inizia lo studio della danza a quattro anni nella Scuola di Danza di Adria con i maestri Vjera Markovic (già prima ballerina del Teatro Nazionale Croato di Zagabria) e Alfredo Köllner (già Étoile del Teatro dell’Opera di Roma).
Partecipa come ballerina a diverse Opere come Il Trionfo di Afrodite, La Traviata, Il Barbiere di Siviglia e Cavalleria Rusticana presso il teatro Comunale di Adria e nell' Aida presso il teatro G. Verdi di Padova.
Danza in Da Hollywood a Napoli presso il Teatro Il Pavone di Perugia, nella Residenza coreografica per la produzione “Marathon” per il De Micheli Danza Festival presso il Teatro Comunale -Copparo (FE) 2014, nel video The Body of Energy (of the mind) di Stefano Cagol presentato alla mostra ATTRAVERSO presso il MAAD- Adria (RO) 2016, per Una Visione Oltre ATTO III: il paesaggio come palcoscenico presso la Galleria degli artisti del Teatro Comunale di Adria (RO) 2016.
Coreografa e ballerina nella live performance Ritratti Velati presso Palazzo Falangini a Contemporary Venice a Venezia nel 2014
Coreografa e danzatrice in INSTABILTÀ per Variazioni Impreviste/ Esperienze in Variazione- percorsi sulla Danza d’Autore under 35 in Veneto patrocinato dall’assessorato alla Cultura di Padova, Progetto Giovani, le associazioni REV, Amistad e Carichi Sospesi– Padova 2014
Coreografa nella Bohème realizzata per la 164° stagione lirica del Teatro Comunale di Adria nel 2006, nel Galà dell’Operetta presso il Teatro Comunale di Adria nel 2010, allo spettacolo P.P.F presso il Teatro Tullio Serafin di Cavarzere nel 2010 regia di Giuliano Scaranello
Coreografa di IO VEDO per l'evento VISIONE E CECITA' nell'ambito del progetto UNA VISIONE OLTRE presso il Teatro Ferrini di Adria (RO) nel 2016



Il Museo Archeologico Nazionale di Adria presenta uno straordinario dialogo con l’arte contemporanea per la mostra temporanea di “Una Visione Oltre”, la rassegna che prevede anche eventi e performance sul territorio di Adria con artisti under 35.
Al Museo per tutta l’estate ci sono le installazioni site specific di Stefano Cagol, art director di “Una Visione Oltre” per le prime due edizioni, dell’artista Giulia Sacchetto e della fotografa Giulia Callegarin, entrambe adriesi.
Le opere, installate all’interno del percorso espositivo del Museo, sono tutte inedite e pensate appositamente dagli artisti lasciandosi ispirare dall’importante patrimonio del Museo Archeologico, che racconta un passato fatto di incontri tra culture, capace – oggi più che mai – di spingere a guardare oltre.

E’ una dimensione atemporale, oltre il passato, oltre il presente, oltre il futuro, quella eata dal video di Stefano Cagol che a primo piano dà il via a questo inaspettato percorso tra archeologia e contemporaneo. Suggestioni magiche sono infatti innescate da un materiale al tempo stesso naturale e mistico come l’ambra, la preziosa resina fossile che 2500 anni fa vedeva proprio in Adria il cuore della Via dell’ambra dall’Europa del nord al Mediterraneo, la Grecia e l’Egitto. Ne è nata la suggestiva installazione video di ampio formato dal titolo “Elektron (of the mind)” che rimanda al nome greco dell’ambra, elektron appunto, e al suo ruolo nell’identificare il termine attuale per energia. Questa nuova opera di Cagol, che ha già esposto alla Biennale di Venezia in una mostra personale alla chiesa di San Gallo e invitato dal Padiglione nazionale delle Maldive, torna a riflettere sugli elementi naturali e sull’energia procedendo per simboli e metafore, ma la perfezione formale giocata sulla luce e su sdoppiamenti dell’immagine richiama video dell’artista divenuti suoi cavalli di battaglia, come la sua bandiera americana sdoppiata che ora è stata scelta per la grande mostra inaugurale alla Haus Mödrath a Colonia.

Fruibile sia dal ballatoio al primo piano che frontalmente al piano rialzato è l’installazione che vede protagonista le immagini fotografiche di Giulia Callegarin che innescano un confronto diretto con l’importante reperto della Tomba della Biga, che nel percorso espositivo del Museo gode di una posizione privilegiata vista le sue dimensioni estese e la singolarità del ritrovamento di un cocchio da guerra risalente al III sec. a.C con una pariglia di tre cavalli. La fotografa, abituata ad addentrarsi nei territori impervi della golena del Po, in questa occasione si è spinta alla ricerca dei luoghi dell’estimo di Adria dove questo enigmatico reperto è stato rinvenuto negli anni Trenta del secolo scorso. Li ha ritrovati invasi di vegetazione che ha immortalato nella sua essenza più pura. Nell’intenso corpus fotografico inedito la natura diviene testimone assoluta del tempo che passa e delle epoche dell’uomo che si susseguono. Le immagini sono fatte scorrere sopra il reperto, che entra nella scenografia dell’installazione.

L’installazione di Giulia Sacchetto si trova alla conclusione della permanente del Museo al piano rialzato, nella sezione dedicata al periodo romano di Adria e in particolare all’antica zona portuale di San Basilio. Sacchetto ha scelto di rifarsi ai mutamenti del territorio polesano dall’antichità a oggi e alla sua costante fragilità. Ha quindi proseguito la sua ricerca guardando a materiali deperibili che raccoglie nelle zone umide del polesine, come i semi della pianta di platano, da lei usati spesso per delicate installazioni, ma questa volta li ha utilizzati come impronta per disegnare a china su candida carta di riso. Attraverso una sovrapposizione di strati, ha ottenuto un fitto macramè che pare riprodurre il territorio circostante come in una mappa, con un intreccio di venature che rimandano l’immaginazione a ramificazioni di corsi d’acqua, forse agli stessi corsi d’acqua originali dell’abitato antico di Adria. Un’opera minuziosa nella sua realizzazione e fortemente evocativa.

Le suggestioni innescate dalle opere d’arte contemporanea coinvolgono il museo e i suoi visitatori aggiungono quindi livelli di interessanti lettura in una perfetta sinergia tra risultato estetico e messaggio trasmesso ai visitatori.

La rassegna “Una Visione Oltre”, a cura di Tobia Donà, proseguirà l’ultimo weekend di giugno dal 23 al 25 giugno con una tre giorni di eventi che quest’anno coinvolgeranno tre frazioni di Adria, Baricetta, Cà Emo e Bellombra, con gli interventi degli altri artisti under 35 entrati in contatto con il territorio nei mesi scorsi nel corso di una master class.

Ente promotore di “Una Visione Oltre” è la Pro Loco di Adria e il progetto ha ottenuto il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “CulturalMente”.