Una finestra sul mondo

Lugano - 15/09/2013 : 06/01/2014

L’esposizione intende analizzare il motivo della finestra nell’arte occidentale, inteso come soggetto iconografico, dispositivo prospettico e infine come metafora; una metafora multipla a partire dall’immagine dell’occhio.

Informazioni

Comunicato stampa

L’esposizione intende analizzare il motivo della finestra nell’arte occidentale, inteso come soggetto iconografico, dispositivo prospettico e infine come metafora; una metafora multipla a partire dall’immagine dell’occhio. Tra fine Ottocento e inizio Novecento alcuni artisti come Odilon Redon, Gustave Caillebotte e Edouard Vuillard tematizzano il rapporto “interno­-esterno” attraverso una visione non più frontale ma obliqua, quasi ad includere con­temporaneamente nello spazio pittorico una doppia realtà. La finestra, da strumento visivo e concettuale, da elemento di meta­rappresentazione, diviene soglia, confine di uno spazio, di un luogo insieme reale e illusorio

È, tuttavia, con le opere di Henri Matisse e di Pierre Bonnard che la finestra diventa lo strumento principale attraverso cui abolire la frontiera tra interno ed esterno.


Cerith Wyn Evans, Think of this as a Window…, 2005, Scritta al neon, Städtische Galerie im Lenbachhaus und Kunstbau, München


Tale espansione del campo visivo in una visione non gerarchica sottolinea l’enigma della visibilità del mondo nel rapporto spaziale che si instaura tra lo studio d’artista e il paesaggio esterno, trasformandosi successivamente in griglia autonoma e autoreferenziale con il fondamentale contributo di Josef Albers.
Il Museo d’Arte ospita l’incipit storico e i successivi svolgimenti fino al Novecento. Il Museo Cantonale d’Arte focalizza invece l’attenzione sul contemporaneo e in particolare sul tema della finestra come griglia.
La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondation de l’Hermitage di Losanna dove l’esposizione sarà presentata nella primavera 2013.


Gerhard Richter, Fenstergitter, 1968 Olio su tela, Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art, Budapest


Al Museo Cantonale d’Arte il percorso inizia con il capitolo Luce e ombra: la finestra è innanzitutto un’apertura che consente il passaggio di aria e luce all’interno di una stanza. Il capitolo Griglie presenta le ricerche che gli artisti, a partire dal Modernismo in poi, hanno dedicato alla struttura essenziale della finestra, ossia la griglia. Se il Rinascimento ha definito il suo ruolo quale dispositivo preparatorio alla composizione di un’opera, il Novecento le ha attribuito invece molteplici valenze, come ausilio alla creazione ma soprattutto quale esito ultimo della produzione artistica.


Marcel Duchamp, Fresh Widow, 1920 - 1964, Finestra in legno, vetro e cuoio nero, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma


Il percorso prosegue indagando un altro inevitabile gesto che gli artisti compiono nel corso del Novecento per liberarsi definitivamente dell’immagine dell’‘aperta finestra’ coniata da Alberti, ossia quello di chiuderla. La finestra chiusa impedisce di vedere oltre, lo sguardo dello spettatore è costretto a fermarsi sulla finestra stessa che diventa protagonista e soggetto unico dell’opera. Questo fondamentale mutamento del ruolo della finestra nell’ambito della creazione artistica, dalla Fresh Widow (1920) di Duchamp in poi, non ha mai smesso di stimolare gli artisti; la determinazione della finestra come oggetto accomuna le opere incluse nel capitolo Soggetto/Oggetto che spaziano attraverso tutto il campionario di supporti e mezzi impiegato dall’arte contemporanea: dal video alla fotografia, sino all’apparente e diretta riproduzione in scala o in autonoma architettura. In parallelo a queste ricerche incentrate sul dato reale e concreto, altri artisti scelgono invece di impiegare la finestra quale strumento di indagine del mondo interiore, inserendosi nel solco di una tradizione nata in epoca Romantica. La sezione Vedute interiori raccoglie opere in cui le finestre, siano esse strutture riconoscibili oppure evocate unicamente dal titolo dell’opera, divengono lo spazio nel quale l’artista fa convergere una forte carica emotiva.


Hiroshi Sugimoto, Imperial, Montreal, 1995, Stampa alla gelatina ai sali d’argento Negativo n. 257, Edizione 14/25, Collezione privata, Milano


La mostra si conclude con un capitolo dedicato agli Schermi, ossia alle finestre del mondo moderno e del futuro. Dallo schermo cinematografico, sublime finestra sul mondo, al monitor del pc fino a alle interfacce degli smartphone e dei tablet: non più aperture simboliche fra l’individuo e la realtà, ma nuove finestre virtuali ininterrottamente connesse con il mondo.