Tulpa Salvation Protocol

Informazioni Evento

Luogo
SPAZIO VITALE
Via San Vitale, 5, Verona, VR, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

La mostra sarà inaugurata sabato 24 gennaio alle 18 e visitabile gratuitamente fino al 21 febbraio, nei giorni da mercoledì a sabato, dalle 15 alle 19.

Vernissage
24/01/2026

ore 18

Generi
arte contemporanea, collettiva

Cinque giovani artisti emergenti propongono le loro visioni alternative alla disumanizzazione digitale, indagando l’esistenza di mostri di internet come entità create dalla nostra attenzione collettiva che si nutrono di like, views e paure online.

Comunicato stampa

UNA CRITICA TAGLIENTE ALLA SORVEGLIANZA DIGITALE DAL 24 GENNAIO ALLO SPAZIO VITALE

E se i mostri di internet fossero entità create dalla nostra attenzione collettiva che si nutrono di like, views e paure online? La mostra Tulpa Salvation Protocol, dal 24 gennaio al 21 febbraio allo Spazio Vitale di via San Vitale 5, trasforma questa idea paranormale in una critica tagliente alla sorveglianza digitale.

Il tulpa, antico concetto tibetano che indica un'entità incorporea creata attraverso metodi meditativi, viene così reinterpretato diventando simbolo del sistema mediatico: una forma-pensiero che cresce con l'attenzione dedicata, consumando la presenza umana e espandendosi come un algoritmo virale.

L’esposizione, curata da Anastasia Pestinova, denuncia come i media e la sorveglianza digitale possano trasformare la vita quotidiana in un rituale di esposizione costante. E l’antidoto? Naturalmente l’arte.

Cinque giovani artisti emergenti propongono le loro visioni alternative alla disumanizzazione digitale. Irene Mathilda Alaimo (Roma 2000, artista visiva che vive e lavora tra Roma e Venezia) indaga il miracoloso e il paranormale attraverso archivi e pseudo-documentari, Luca Campestri (Firenze 1999, artista italo-tedesco che vive a Bologna) esplora la spettralità delle immagini mediate, Giacomo Erba (Milano 2001, artista che esplora il confine sfumato tra estetica documentaristica e narrativa speculativa) mette in relazione materiali dell’archivio ufologico con le immagini provenienti da una webcam remota installata in montagna, Gabriele Longega (Venezia 1986, artista visivo e curatore che vive e lavora a Venezia) evoca un immaginario alchemico e plutonico per costruire uno spazio liminale, Beatrice Mika Sakaki (Firenze 1999, artista italo-giapponese con base a Venezia e Firenze) denuncia vulnerabilità e frammentazione nella sorveglianza digitale con collegamenti a telecamere live su Tokyo e a 64 camere di sorveglianza.

L’esposizione Tulpa Salvation Protocol è connessa allo scopo della Fondazione Spazio Vitale di promuovere riflessioni sulla cultura digitale e sulle alterate percezioni della realtà che può provocare, offrendo l’opportunità di riflettere su come internet crei mostri mentali reali, in un'era di AI e controllo digitale.