Tre Mondi. Omaggio al Festival dei Due Mondi

Spoleto - 25/06/2016 : 09/07/2016

Nello splendido e storico Palazzo Collicola Arti Visive, in collaborazione con il direttore Gianluca Marziani e in occasione del Festival dei Due Mondi, la Galleria Pio Monti omaggia la celebre manifestazione con una mostra intitolata “Tre Mondi” con opere di Sol LeWitt, Dino Pedriali e Emilio Prini.

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Comunicato stampa

Nello splendido e storico Palazzo Collicola Arti Visive, in collaborazione con il direttore Gianluca Marziani e in occasione del Festival dei Due Mondi, la Galleria Pio Monti omaggia la celebre manifestazione con una mostra intitolata “Tre Mondi” con opere di Sol LeWitt, Dino Pedriali e Emilio Prini, che inaugura il 25 giugno 2016 alle ore 12



Ai due Mondi del Festival, quello europeo e americano che dialogano dal 1958 connettendo teatro, musica e arti visive, la mostra che Pio Monti ha ideato risponde con “Tre Mondi”, accogliendo tre artisti, tre universi poetici, affini e complici della sua quarantennale storia di gallerista: Sol LeWitt, artista americano, esponente di spicco della Minimal Art e Conceptual Art, che ha soggiornato per molti anni a Spoleto nella sua casa-studio, polarizzando l'attenzione e l'interesse culturale insieme ai numerosi altri artisti di fama internazionale che la città ha accolto negli anni. Si esporranno alcuni disegni su carta degli anni ’90 e la scultura Complex form del 1991. Dino Pedriali, importante fotografo contemporaneo, assistente di Man Ray e Andy Warhol, che è riuscito a catturare con forza l'intimità poetica di molti personaggi dell'arte, della letteratura, del cinema, ricordiamo uno fra tutti Pier Paolo Pasolini. Per omaggiare l'intento interdisciplinare del Festival, in mostra sarà presente con una fotografia del celebre ballerino Rudolf Nureyev e due dedicate a Villa Adriana di Tivoli, residenza e teatro dell'imperatore-filosofo Adriano che gli ispirò componimenti esistenziali e celebri memorie che hanno visto nuova luce nel novecento con romanzi (Memorie di Adriano della Yourcenar) e messe in scena cinematografiche e teatrali. Emilio Prini, artista legato all'Arte Povera concepita da Germano Celant, che si è contraddistinto per la sua originalità espressiva, negando e smaterializzando l'idea di opera d'arte attraverso la sottrazione e essenzialità linguistica, partecipa alla mostra con un'opera rappresentativa del suo lavoro: lo Standard, 1967.