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Informazioni Evento

Luogo
ARTOTECA VALLISA
via vallisa 13 , Bari, Italia
Date
Dal al

aperto tutti i giorni tranne domenica dalle 17.00 alle 20.00

Vernissage
02/03/2013

ore 19

Generi
arte contemporanea, collettiva
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Diciannove artisti che hanno aderito al Progetto Adsum presenteranno le loro opere in due sedi prestigiose: S.Teresa dei Maschi e Artoteca Vallisa nel cuore della vecchia Bari.

Comunicato stampa

Espongono: Maria Addamiano, Cosmo Allegretta, Maria Bonaduce, Franco Bratta, Loredana Cacucciolo, Mario Colonna, Vito Cotugno, Vito de Leo, Pietro De Scisciolo, Nicola Filazzola, Sabino Gesmundo, Enza Mastria, Fabrizio Molinario, Leo Morelli, Giovanni Morgese, Maria Pansini, Stefano Pelle, Patrizia Ricco, Franco Tullo.

presentazione di Luigi Dello Russo

Vernissage sabato 2 marzo 2013 ore 19,00 presso Artoteca Vallisa, Bari

performance videoart e danza di Michele Loiacono con Giada Petroni e Junior dance company.

Presso le due sedi:
Chiesa S.Teresa dei Maschi Artoteca Vallisa
Piazzetta S.Teresa (Centro storico) Bari via Vallisa (Centro storico) Bari

visitabile dal 2 al 16 marzo 2013

orari: aperto tutti i giorni tranne domenica dalle 17.00 alle 20.00
www.retearte.it - [email protected] Tel. 3476502478 – [email protected]
Sabato 2 marzo alle ore 19,00 diciannove artisti che hanno aderito al Progetto Adsum presenteranno le loro opere in due sedi prestigiose: S.Teresa dei Maschi e Artoteca Vallisa nel cuore della vecchia Bari. Frutto di uno scambio tra ADSUM artecontemporanea e due associazioni culturali, Artoteca Vallisa e FedericoIIeventi. Così descrive la mostra Luigi Dello Russo: ” Una parola potrebbe essere usata per tutte le opere: complessità. Sì, complessità di tecniche: dalla tradizionale pittura ad olio a quella acrilica, all' acquerello e poi l'uso, davvero moderno e contemporaneo, di tecniche fotografiche o miste, rese dalla fusione di pittura e fotografia utilizzando il linguaggio della 'medialità' e nello specifico della pratica digitale, e istallazioni. Sì, complessità poi di linguaggi formali storicizzati cui fanno rifermento riutilizzati in funzioni nuove e denotazioni personali. Ma quello che emerge soprattutto è la commistione 'tutta postmoderna' di stili e stilemi della creatività artistica del secolo appena trascorso. Per cui astrattismo e naturalismo figurativo, linguaggio concettuale e surreale, rese informali e tecnologie mediali si giustappongono e si mescolano per dar luogo a rappresentazioni polisemantiche di spazi reali e luoghi immaginari, di oniricità inconscia e di oggettiva realtà, di menti e di corpi, di anima e di sensi. Insomma nella molteplicità iconica e nella complessità semantica delle opere in oggetto è difficile individuare una diagnosi della contemporaneità...ma si sa : la storia – montalianamente - “ non procede né recede, si sposta di binario e la sua direzione non è nell'orario”. Viviamo cioè in un momento difficilmente identificabile e non totalmente leggibile. Si può solo indagarla da una prospettiva sociologica..e qui Zygmunt Bauman ci è di gran supporto. Con le sue categorie teoretiche distingue una fase 'solida' – quella della Modernità – che ha caratterizzato all'incirca la prima metà del secolo scorso, e una seguente fase 'liquida' della Postmodernità , attualmente nel suo momento epigono estremo. Tutto negativo perche' non formalizzabile? Dal nuovo siamo propensi sempre ad essere terrorizzati in quanto sommuove e distrugge le consuetudini sociali e i comportamenti soggettivi abitudinari e formalizzati. Ma il nuovo è anche o soprattutto foriero - per le interferenze e commistioni interetniche conseguenti al processo di globalizzazione economica e culturale – di innovazioni eversive sui comportamenti fossilizzati e dettati da modelli di interessi economici, convenienza e decoro sociali. Vivere borderline o sconfinare significa rimescolare o fondere culture e comportamenti altri, più sociali e soprattutto più umani, approfittando della fine dell'eurocentrismo bianco e dell'emergente multiculturalità mondiale . La scelta d'obbligo è non preoccuparsi di costruire o obbedire a modelli abitudinari, ma acquisire una disponibilità - senza rinunciare ad essere se stessi – a mutare per arricchire l'interiorità con gli apporti fecondi di conoscenze intellettuali e vissuti emozionali.… e questi artisti,nella 'liquidità' di questi anni, tra empiria e stilizzazione ne sono fecondi rappresentanti”

ADSUM artecontemporanea
Art director: MARIA BONADUCE e GIOVANNI MORGESE
Critico e storico dell’arte: LUIGI DELLO RUSSO
Ufficio stampa: NICOLO’ MARINO CECI
Comunicazione e marketing: FRANCESCO PARISI
Progetto grafico di SABRINA VENDOLA foto di PATRIZIA RICCO
Collaboratori: GIANRAFFAELE PORFILIO – NICOLA MASTANDREA