Trame di guerra

Pavia - 13/12/2014 : 08/02/2015

Trame di guerra prende le mosse dai materiali relativi alla I Guerra Mondiale custoditi presso i Musei Civici di Pavia: si tratta di diari, lettere, cartoline, disegni, fotografie, ma anche piastrine, medaglie, fazzoletti, armi, uniformi, elmetti… documenti fino ad ora pressoché "invisibili" ma carichi di suggestione, in grado di raccontare le storie individuali senza le quali la grande Storia collettiva non avrebbe senso.

Informazioni

  • Luogo: CASTELLO VISCONTEO - MUSEI CIVICI
  • Indirizzo: Viale XI Febbraio 35 - Pavia - Lombardia
  • Quando: dal 13/12/2014 - al 08/02/2015
  • Vernissage: 13/12/2014 ore 18
  • Curatori: Francesca Porreca
  • Generi: documentaria, arte contemporanea, collettiva
  • Orari: da martedì a domenica 9 - 13.30

Comunicato stampa

Nel 1932, ad Einstein che chiedeva come si potesse evitare il flagello della guerra, Freud rispondeva che era solo un'illusione, anche nel tentativo di deviare l'aggressività umana in altre forme di espressioni. Se dunque alla guerra non c'è soluzione, quantomeno si può provare a ricordarla con occhi diversi, con quelli degli uomini che l'hanno vissuta, sulla propria pelle.
A cent'anni dalla Grande Guerra, Trame di guerra si presenta come una riflessione sui generis sul primo conflitto mondiale, evitando qualsiasi intento celebrativo

La guerra viene letta non tanto dal punto di vista geopolitico o militare, quanto piuttosto da quello umano e sociale, delle ricadute sulla vita degli attori del conflitto, attivi (i soldati) o passivi (la popolazione): il trascorrere del tempo al fronte, il rapporto con la morte, le relazioni con le famiglie, la percezione dell'esperienza della guerra, il rientro nella vita civile. Una guerra osservata dal basso, con uno sguardo più vicino alla sensibilità di tutti.

Una mostra per ricordare e non smettere mai di farlo. Nel centenario della Grande Guerra, Pavia sceglie di ricordare il conflitto con una mostra che attraversa passato e presente. "Trame di guerra" parla della guerra da un punto di vista umano e sociale, interessandosi e soffermandosi sui veri protagonisti del conflitto: i soldati e la popolazione, che la guerra l'hanno davvero toccata con mano.
I documenti in mostra sono importanti anche per sottolineare la specificità di Pavia, che durante la Prima guerra mondiale è contemporaneamente città universitaria, città ospedaliera e centro di mobilitazione e agitazione dell'interventismo democratico, repubblicano e radicale.
Il materiale è stato sottoposto a giovani artisti contemporanei, che lavorano e transitano sul territorio pavese, e dal confronto creativo tra di loro sono nate opere create appositamente in situ. L'obbiettivo è quello di aprire un canale tra passato e presente e stabilire un dialogo, a distanza di tempo, tra la generazione che partecipò alla Grande guerra e i giovani d'oggi, dichiara Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Pavia.

La mostra, curata da Francesca Porreca (progettata a quattro mani con Gigliola De Martini, conservatore storico e responsabile del Museo del Risorgimento di Pavia, mancata nel mese di settembre, cui l'esposizione è dedicata) e organizzata dai Musei Civici del Comune di Pavia, inaugura sabato 13 dicembre 2014, alle ore 18, nella Sala mostre del Castello Visconteo e utilizza il centenario della Grande Guerra come spunto per guardare al presente ripercorrendo la storia: partendo dal presupposto - scrive Francesca Porreca nel testo di presentazione al catalogo - che compito delle istituzioni che conservano le testimonianze del passato sia anche quello di farle interagire con il tempo presente, per aumentare non solo la conoscenza, ma anche la coscienza civica. Per questo motivo ci è sembrato che il modo migliore per riportare sotto i riflettori il primo conflitto mondiale fosse quello di coinvolgere alcuni giovani artisti attivi sul territorio, per un lavoro di confronto e progettazione finalizzato a far emergere quanto di comune e di peculiare c'è nell'esperienza della guerra in diversi contesti e secondo diverse prospettive di ricerca, attualizzando linguaggi e riferimenti.

A distanza di un secolo il dovere della memoria è innegabilmente vivo, e accanto all'ormai diffuso omaggio collettivo affidato ai lunghi elenchi che scandiscono lapidi e monumenti, Trame di guerra ha scelto di porre al centro dell'attenzione le storie individuali che hanno contribuito alla storia collettiva. Anche per questo motivo - scrive la curatrice - il coinvolgimento dei giovani è sembrato particolarmente necessario per ripensare alla Grande Guerra, così lontana nella memoria collettiva eppure così determinante per le giovani generazioni di allora, arruolate in massa, come avviene ancora oggi in tante parti del mondo: ragazzi che hanno intrapreso "l'avventura della guerra" da un giorno all'altro, senza sapere esattamente a cosa sarebbero andati incontro. La mostra intende dunque aprire un canale di relazione diretto tra generazioni separate da un secolo di drammatiche vicende e mutamenti epocali, e stabilire un dialogo, a distanza di tempo, tra la generazione che partecipò alla Grande guerra e i giovani d'oggi. È un modo per riflettere su ciò che è stato e per leggere in maniera più attenta e consapevole il presente, in cui l'abitudine ai conflitti che ci circondano a livello globale rischia di farci perdere il giusto punto di vista sulle cose importanti.

Il percorso espositivo

Trame di guerra prende le mosse dai materiali relativi alla I Guerra Mondiale custoditi presso i Musei Civici di Pavia: si tratta di diari, lettere, cartoline, disegni, fotografie, ma anche piastrine, medaglie, fazzoletti, armi, uniformi, elmetti… documenti fino ad ora pressoché "invisibili" ma carichi di suggestione, in grado di raccontare le storie individuali senza le quali la grande Storia collettiva non avrebbe senso. Tra gli elementi più interessanti, le cartoline propagandistiche di fronti opposti; due dipinti dell'artista e soldato pavese Alessandro Gallotti, dedicati agli spostamenti delle truppe in zona di guerra; parte della corrispondenza di Giuseppe Franchi Maggi dal fronte allo zio Giacomo Franchi; album e raccolte di fotografie che illustrano la vita quotidiana dei soldati, come quello di Maria Cozzi, infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana dal 1914. Accanto a questi, i diari di alcuni soldati pavesi: il diario da Celle lager (il campo di prigionia vicino ad Hannover dove fu internato anche Carlo Emilio Gadda) di Angelo Rognoni, futurista pavese, il diario dal fronte di Leone Strada, le "note di guerra" di Carlo Allini, il diario di guerra di Giuseppe Resegotti.
Il progetto ha offerto così l'occasione di studiare e valorizzare in maniera correlata i materiali storici d'archivio relativi alla Grande Guerra, e in questo senso è stato di fondamentale importanza il lavoro condotto da Andrea Pozzetta sulle lettere dei soldati al fronte conservate ai Musei Civici (fondo Risorgimento) e negli archivi della città.

Il materiale, affascinante ed eterogeneo, è stato poi sottoposto allo sguardo creativo dei giovani artisti coinvolti nel progetto, esercitando una forte suggestione e ispirando alcuni dei lavori in mostra.
Marta Vezzoli si è concentrata in particolare sulle lettere di alcuni soldati al fronte, realizzando un'installazione in cui sembra di poter entrare materialmente nella memoria scritta dai protagonisti.
Davide Bonaldo e Francesco Sala, con la loro installazione, hanno scelto di lavorare sui numerosissimi studenti dell'Università di Pavia che sono partiti per la guerra e non hanno fatto più ritorno.
Davide Ferrari ha creato una sorta di scenografia in cui trovano posto messaggi e frammenti di diari e cartelle cliniche dei soldati: un modo per riflettere sugli effetti della guerra, sia fisici che psicologici, e sull'importanza anche terapeutica della scrittura.
La riflessione sull'impatto devastante della guerra è anche al centro del lavoro fotografico di Jacopo Milanesi, che sceglie di raffigurare in modo crudo gli effetti del combattimento sul corpo dei soldati.
Massimiliano Gattiutilizza l'immagine fotografica per affrontare il tema della memoria, legato però ad una originale riflessione sul paesaggio e sulle stratificazioni di oggetti e ricordi.
Materia e memoria sono protagoniste anche del lavoro pittorico di Matteo Antonini, dalla carica fortemente simbolica.
Il cortocircuito tra passato e presente, guerra e pace, invenzione e ricordo è ben rappresentato dalle straordinarie valigie di Rossella Roli, piccoli mondi che condensano tante storie diverse.