Tommaso Chiappa – Roads

Roma - 16/02/2013 : 17/03/2013

Il percorso espositivo dell'artista palermitano, come suggerisce il titolo, è incentrato sul tema del viaggio. Un viaggio in cui la meta non è un luogo, ma «un nuovo modo di vedere le cose».

Informazioni

  • Luogo: CHIOSTRO DEL BRAMANTE
  • Indirizzo: Via Arco della Pace 5 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 16/02/2013 - al 17/03/2013
  • Vernissage: 16/02/2013 ore 17
  • Autori: Tommaso Chiappa
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00.

Comunicato stampa

Dal 16 febbraio al 17 marzo il Chiostro del Bramante - Caffetteria (Via Arco della Pace, 5) ospiterà la mostra “Roads - Un viaggio nell'urbana e naturale meraviglia”, di Tommaso Chiappa a cura di Mariapia Bruno (inaugurazione ore 17.00).
Il percorso espositivo dell'artista palermitano, come suggerisce il titolo, è incentrato sul tema del viaggio. Un viaggio in cui la meta non è un luogo, ma «un nuovo modo di vedere le cose».
Da questo punto di vista, Roma è una meta ideale poiché non è solo un luogo, ma un intreccio di luoghi, volti e storie

Tommaso Chiappa nei suoi monocromi “cattura” angoli, dettagli, elementi isolati di strade, giardini, case protette da mura, siepi e cancelli, grandi alberi, insegne, tabelloni e passaggi metropolitani. Le figure umane che talora abitano o attraversano questi luoghi non sono attori inseriti in una scenografia minimalista di bianco e colori pop, ma soggetti fuori dal tempo e da ogni apparente logica, in una dimensione di astrazione urbana, intoccabili, in cerca di una possibile direzione. I monocromi sono interrotti solo da brevi tratti di colore, con cui l'artista sottolinea un aspetto, una persona o un dettaglio che lo colpisce.
«E' il colore che dà forma alle memorie di Chiappa - scrive Mariapia Bruno nel catalogo della mostra - che ne racconta i segreti, non lasciando spazio ad altri elementi: non c'è posto né per il disegno - che è una sagoma sviluppata solo nella mente dell'artista che non trova posto sulla carta accarezzata dal suo pennello -, né per quell'astrattismo ultra diffuso e praticato con molta facilità ai giorni nostri, né per la millenaria ritrattistica che nelle opere del pittore mette da parte il volto dell'uomo e nobilita soltanto i grandi arbusti».
In tal modo l'artista rilegge la realtà, privata del superfluo, decostruita, facendo emergere ciò che veramente conta e suggerendo nuovi percorsi di senso. Così, i cancelli chiusi sono varchi verso l'altrove o «possibili attraversamenti», gli alberi ritratti sono creature mistiche, silenti testimoni di una Natura che resiste in uno spazio urbano colonizzato dal cemento.