Togli il fermo/Let it go

Palermo - 22/01/2014 : 06/04/2014

I sette artisti selezionati per il progetto, che ha visto coinvolta come main partner l’Accademia Americana, presentano al pubblico siciliano le opere realizzate per l’occasione – e acquisite nella collezione permanente del Museo - grazie a una delle opportunità messe in cantiere per il 2013 da S.A.C.S., lo Sportello per l’Arte Contemporanea in Sicilia che Riso inaugurò nel 2008.

Informazioni

Comunicato stampa

Il progetto “S.A.C.S. Lab/Paesaggio con artista” - “Togli il fermo/Let it go” rientra nel programma
curatoriale elaborato dal comitato scientifico di S.A.C.S. per il 2013, composto da: Laura Barreca, Daniela
Bigi, Valentina Bruschi, Lorenzo Bruni, Giovanni Iovane, Helga Marsala, Cristiana Perrella.
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Presentata presso l’American Academy in Rome dal 25 novembre al 16 dicembre 2013, la mostra “Togli il
fermo/Let it go”, prodotta dal Museo Riso, arriva adesso a Palermo

I sette artisti selezionati per il progetto,
che ha visto coinvolta come main partner l’Accademia Americana, presentano al pubblico siciliano le opere
realizzate per l’occasione – e acquisite nella collezione permanente del Museo - grazie a una delle
opportunità messe in cantiere per il 2013 da S.A.C.S., lo Sportello per l’Arte Contemporanea in Sicilia che
Riso inaugurò nel 2008.
Il lavoro del comitato scientifico di S.A.C.S. per il 2013 si è articolato attraverso una serie di studio visit su
tutto il territorio siciliano, insieme all’avvio di alcune residenze, offerte ad artisti siciliani delle ultime
generazioni, selezionati attraverso bandi o chiamate dirette, e invitati a confrontarsi con altri contesti
geografici e istituzioni culturali.
“Togli il fermo/Let it go” è un progetto espositivo elaborato come tappa conclusiva di un percorso di ricerca
avviato lo scorso giugno tra la Sicilia e Roma con il laboratorio di idee “S.A.C.S. Lab/Paesaggio con artista”
svoltosi presso gli spazi del Vallefredda Resort di Antonello Colonna a Labico, in provincia di Roma. Nato
in collaborazione con l’American Academy, il laboratorio è stato diretto dall’artista americano Nari Ward,
che in qualità di guest curator ha trascorso una settimana immersiva nella dimensione rurale di Vallefredda
insieme ai sette artisti dell’Archivio S.A.C.S. e ai curatori del comitato scientifico. L’occasione per
un’esplorazione lenta della storia del luogo e del paesaggio ha consentito così di attivare relazioni, stimoli
creativi ed intellettuali, percorsi conoscitivi e di scambio culturale.
“Togli il fermo/Let it go” arriva da qui. Una mostra che accoglie le opere immaginate in forma di spunti o
appunti durante la residenza, e poi elaborate nei mesi successivi. Una mostra che è sintesi, bilancio e
prosecuzione di quanto accaduto nel corso di quel tempo condiviso: installazioni, sculture, disegni,
performance, che hanno avuto il loro nucleo originario nella piccola comunità temporanea dedita alla
contemplazione, all’isolamento bucolico, ma anche al dibattito vivace e alla riflessione corale. Ad arricchire
il percorso, in quei giorni, anche una serie di appuntamenti con critici, curatori, filosofi, artisti, invitati a
Vallefredda, oltre alle visite presso alcune realtà del territorio, dal Museo Archeologico di Palestrina
all’Azienda Agricola Neccia di Paliano (FR), fino all’Azienda Agricola Poggi di Ciciliano (Roma) con
l'antico mulino per la macinazione a pietra.
Di tutto questo il catalogo edito da Silvana Editoriale fornisce una puntuale testimonianza, in forma di diario
per appunti, immagini, riflessioni.
Il titolo, nato da un momento di convivialità, contiene lo spirito di quei giorni trascorsi insieme.
“Togli il fermo” nasce da un aneddoto, una frase ripetuta come un mantra dopo un racconto scherzoso, e che
era subito diventata una specie di refrain: togliere il fermo, in quei giorni di convivenza armonica, indicava
l’abbassarsi delle difese, il lasciarsi andare all’altro, al luogo, al tempo di nuove relazioni.
“Il mio coinvolgimento con i sette artisti di S.A.C.S. è stato ancora più gratificante e stimolante di quanto
potessi aspettarmi”, ha raccontato Nari Ward. “Ho condiviso la mia esperienza di artista con una carriera
internazionale, che lavora in Italia come artista americano, mentre ancora sento un legame col mio luogo
d’origine, la piccola isola della Giamaica. Questo senso di appartenenza a una duplice identità ha risuonato
tra noi e ci ha ulteriormente avvicinati”. Tra i temi individuati, quello dell’identità è stato tra i più sentiti,
accendendo un vivace dibattito intorno ai rapporti tra locale e globale, nonché sulla condizione peculiare
d’insularità connessa a una prospettiva internazionale. Altre parole e altri concetti sono venuti a galla, come
piccoli mattoni di un percorso costruito via via, mescolando suggestioni di tipo sociale, estetico,
antropologico, economico.