Tiziana Contu – Le stanze del filo

Roma - 05/03/2015 : 15/03/2015

Con la mostra “Le stanze del filo”, la home-gallery Interno17 affida l'apertura della stagione espositiva 2015 all'artista sarda Tiziana Contu.

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Comunicato stampa


Con la mostra “Le stanze del filo”, la home-gallery Interno17 affida l'apertura della stagione espositiva 2015 all'artista sarda Tiziana Contu.

Dopo l'anteprima tenutasi presso gli spazi espositivi della home gallery di Roma, dove è stato possibile ammirare alcuni lavori dell'artista attraverso visite private organizzate dal curatore, la mostra approda alla “Creative Room Art gallery” di Via P. Cavallini, 27 dove dal 5 al 15 marzo 2015 saranno esposte una selezione di opere fra le più significative dell'artista considerata oggi fra i maggiori esponenti italiani del movimento della fiber art



Tiziana Contu si interessa da sempre agli aspetti creativi delle attività artigiane; approda negli anni allo studio della ceramica (approfondendo fra l’altro la lavorazione al tornio e la tecnica “raku”), della pittura decorativa su supporti tessili, della tessitura ai telai quadro, a tensione ed a otto licci (col maestro Paolo Marras), e della tessitura col telaio “ewe” (col maestro Luciano Ghersi, presso la Fondazione Lisio di Firenze, nel 2006).

Nel suo laboratorio di Cagliari crea delle opere a carattere anedottico nelle quali riesce a coniugare le esperienza maturate nel corso della sua formazione, unendo spesso tessitura e ceramica ad objets trouvèes e lavorando alla costante ricerca del potenziale evocativo di fili ingarbugliati e dipanati di cotone, di lino, seta, ed altri ancora di natura vegetale insieme con fili di rame e ferro. Opere che, partendo dalla ricerca di incontro/scontro dei materiali accostati per attrazione tattile, cromatica e olfattiva, raccontano spesso, come fa la penna di uno scrittore, emozioni di vita.

Nel suo testo critico dal titolo “Codici Enigmi Trame”, Francesco Gallo Mazzeo introduce l'artista facendo riferimento a “Codici di sempre, codici di mai. Codici possibili ed altri impossibili, alcuni scontati altrimenti simulati, discesi nella natura dei materiali, sospesi nell'aria, come in una dialettica eterna tra fisica e metafisica”. Gli Enigmi sono quelli “...che non si sciolgono, che rimangono sospesi, tra i tanti fili che li attraversano, li attorniano, come corpi flebili che si adagiano su gravità che sanno di tragico, di pesante e con essi si intrecciano tutte le emozioni della vita di ognuno […]”. Ci sono infine le “Trame, continue che non s'acquetano mai, perché sono esse stesse l'intimo dell'artista, il secretum, il cui alito è più forte di un vento forte nell'intaccare i lussi di una discarica e farli diventare consonanti e vocali di un ordine possibile o anche fuorviante, perché in fondo la poetica della vera modernità è sempre aperta e ognuno può darle il senso e il finale che vuole […]”.