Tillman Kaiser

Milano - 28/04/2022 : 05/08/2022

Eduardo Secci è lieto di annunciare l’apertura della nuova sede nel centro storico di Milano, in Via Olmetto 1, che si unisce alla location già presente in città e a Firenze. Le sale dedicate al programma espositivo di NOVO - lo spazio sperimentale indipendente della galleria -, inaugurano con la mostra di Tillman Kaiser, a cura di Pier Paolo Pancotto.

Informazioni

Comunicato stampa

Eduardo Secci è lieto di annunciare l’apertura della nuova sede nel centro storico di Milano, in Via Olmetto 1, che si unisce alla location già presente in città e a Firenze.
Le sale dedicate al programma espositivo di NOVO - lo spazio sperimentale indipendente della galleria -, inaugurano il 28 aprile 2022 con la mostra di Tillman Kaiser, a cura di Pier Paolo Pancotto. La prima personale del pittore e scultore austriaco a Milano prosegue sino al 5 agosto 2022.
La pratica artistica di Tillman Kaiser mescola linguaggi diversi, che includono pittura, disegno, fotografia, serigrafia, collage e scultura


Il suo lavoro astratto, a tecnica mista, è caratterizzato da composizioni simmetriche generate da una ripetizione e distorsione prospettica di segni grafici. L’artista dipinge ad olio e acquerello sulle superfici di cianotipi, fotogrammi e fotografie, che vengono applicate su tela e carta.
I dipinti, da cui emergono i motivi moltiplicati scaturendo un effetto caleidoscopico, dialogano con opere scultoree di sembianze futuristiche. Quest’ultime, concepite utilizzando materiali semplici come il cartone, costituiscono forme geometriche reiterate, che evocano le Avanguardie e il Primo Modernismo.


La mostra collettiva sarà visibile anche on-line: www.eduardosecci.com/it/exhibitions.


Pier Paolo Pancotto è curatore del programma espositivo Art Club di Villa Medici - Accademia di Francia a Roma.

Tillman Kaiser, nato nel 1972 a Graz in Austria, vive e lavora a Vienna. Il pittore e scultore si è formato all'Accademia di Belle Arti di Vienna, dove è stato allievo di Friedensreich Hundertwasser e Hubert Schmalix. Tra i musei, che hanno esposto le sue opere: Belvedere 21 a Vienna (2021), Secession a Vienna (2019), 21er Haus a Vienna (2017, 2014, 2012), Museo Pietro Canonica a Roma (2016), WallRiss Kunstraum and Kunsthaus Langenthal a Friburgo (2014), Kunsthalle Krems Factory (2013), Museum Belvedere a Vienna (2010), Contemporary Art Centre a Vilnius (2010), Kunsthalle Wien a Vienna (2010), Yerba Buena Center for the Arts a San Francisco (2009), Neue Galerie Graz (2007).

Il dualismo di Tillman Kaiser

Testo curatoriale di Pier Paolo Pancotto

Un continuo dualismo sembra governare il processo creativo di Tillman Kaiser (Graz, 1972; vive e lavora a Vienna): ordine e disordine, rigore e approssimazione, ideazione e fantasia; tanto sotto il profilo metodologico che linguistico. Sin dagli esordi, avvenuti una volta compiuta la formazione presso l’Akademie der bildenden Künste di Vienna negli anni Novanta del 900. I suoi lavori, infatti, sono il risultato della fusione di varie tecniche -pittura, fotografia, disegno, sistemi tipografici - elaborate ogni volta con procedimenti differenti che conferiscono a ciascuna creazione una particolare unicità e la rendono, a suo modo, irripetibile pur facendo parte di un ciclo o una serie. In questo processo, grande spazio è lasciato al caso al quale l’artista s’affida per fa sì che la natura stessa dei materiali faccia il proprio corso e reagisca liberamente agli agenti endogeni ed esogeni che possono intervenire su di essi. Così “errori” come l'incidenza non pianificata della luce nelle sperimentazioni fotografiche, la risposta imprevista di un colore rispetto al piano di lavoro - tela, carta, legno - cui è destinato, il contrasto generato dall’incontro tra materiali raffinati ed umili - soprattutto in campo plastico -, le sorprese derivanti da un gesto pittorico fortuito sono una prova del continuo azzardo che alimenta il percorso di Kaiser; e ne diviene un carattere distintivo, nonostante l’apparente regolarità che domina la sua produzione generata dal marcato geometrismo che in essa ricorre come anche dalla ridotta gamma cromatica che l’accompagna. Tale orientamento riflette il profondo senso di libertà con il quale l’artista si confronta con il mondo che lo circonda, mondo del quale, allo stesso modo, egli mette in evidenza l’assoluta articolazione ed eterogeneità; e, spinto dalla sua natura riflessiva (non a caso è molto appassionato di Surrealismo, Magritte e de Chirico), anche le più profonde contraddizioni. Non è un caso che molte delle sue creazioni possono essere assimilate, fisicamente e concettualmente, a dei caleidoscopi, strumenti un tempo molto diffusi che, rivolti verso una sorgente luminosa, danno una visione dinamica e in continuo divenire della realtà: regolare e al tempo stesso distorta, prospettica ma anche bidimensionale. Eco delle avanguardie storiche, dal Futurismo al Costruttivismo fino ad arrivare all’espressionismo astratto del secondo dopoguerra passando per Cercle et Carré, affiorano nelle sue opere a conferma del continuo slittamento sintattico che si accompagna a quello tecnico. Il richiamo al modernismo di primo Novecento è rafforzato soprattutto dalla scelta dei materiali impiegati: consistenti ed effimeri al tempo stesso, ad esempio la carta o il cartone che, associati a elementi appartenenti alla vita quotidiana, conferiscono alle sue opere un carattere primordiale, quasi di prototipo.
L’insieme delle componenti visive e stilistiche appena accennate trovano conferma nella mostra di Milano. Essa si presenta sotto forma di un’unica, grande installazione priva di qualsivoglia forma di distinzione generica e gerarchica tra i lavori selezionati, tutti datati tra il 2020 ed il 2022, alcuni dei quali realizzati per l’occasione. Infatti, pittura, scultura, disegno, fotografia sono posti in dialogo tra loro senza soluzione di continuità, in linea col pensiero dell’artista secondo il quale: “Una caratteristica fondamentale del mio lavoro è questa: mettere in relazione cose ed immagini che non hanno un collegamento naturale o logico aprendo così nuovi spazi all’immaginazione”. Come in altre precedenti occasioni, la personale al Museo Pietro Canonica di Roma (2016) o quella alla Secessione di Vienna (2019) o l’intervento al Belvedere (2010) sempre nella capitale austriaca, anche in questa occasione Kaiser mescola dipinti e sculture, di grandi e piccole dimensioni, su tela e su carta, a tempera e ad olio, a impianto fotografico e a stampa, in bianco/nero o pochi altri colori, il blu soprattutto, sviluppati ora in soluzione timbrica, ora tonale. Tutto assieme, secondo un’attitudine ciclica nel percorso dell’artista e che si rinnova anche stavolta.


Eduardo Secci è stata fondata nel 2013 a Firenze e da giugno 2021 ha sede anche a Milano. Il suo doppio programma affianca alle mostre della galleria le proposte espositive dello spazio sperimentale indipendente NOVO.