Tilde Giani Gallino / Gaspare Luigi Marcone

Torino - 24/11/2011 : 31/01/2012

Il titolo della mostra di Tilde Giani Gallino:“Il lato psicologico della fotografia” riprende una frase di Nadar (1857) e vuole essere un omaggio al grande fotografo, forse il primo ad associare i due termini: psicologia e fotografia. Mentre negli spazi della project room della galleria verrà inaugurata la mostra Logos di Gaspare.

Informazioni

Comunicato stampa

ILDE GIANI GALLINO
IL LATO PSICOLOGICO DELLA FOTOGRAFIA


Dal 25 novembre 2011 al 15 gennaio 2012
Vernissage giovedì 24 novembre 2011


Raffaella De Chirico è lieta di annunciare l’ultima mostra in calendario del 2011, nuovamente fotografia ma in “ottica” psicologica, con una personale di Tilde Giani Gallino, Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Torino e membro della World Photography Collection – Londra

Il titolo della mostra:“Il lato psicologico della fotografia” riprende una frase di Nadar (1857) e vuole essere un omaggio al grande fotografo, forse il primo ad associare i due termini: psicologia e fotografia che, insieme, costituiscono oggi gli interessi prevalenti di Tilde Giani Gallino, trattandosi secondo l’artista di due forme di conoscenza non così estranee fra loro, anche se l’una è più collegata alla scienza e l’altra all’arte. La distanza tra psicologia e fotografia può se mai risiedere nelle procedure della ricerca, e nei modelli usati per approfondire l’oggettiva complessità dell’ambiente esterno.
Per la personale l’artista ha compiuto una rigorosa selezione di una trentina di opere fra le più recenti. Nel Catalogo saranno presentati cinque differenti dossier fotografici, ognuno accompagnato da un testo scritto dalla stessa Giani Gallino. I testi e i titoli delle foto offrono inoltre qualche ragguaglio sul luogo dello scatto e sulla sua esecuzione.
Il primo dossier riguarda, e non poteva essere diversamente, Torino, la città in cui è nata ed ha compiuto i suoi studi. Si intitola ”Torino metafisica e auto da museo”. Titolo che caratterizza bene due peculiarità della città stessa. Per le foto di questo primo dossier Giani Gallino è ricorsa alla elaborazione grafica digitale, accostando alcune delle auto presentate al Museo ai quadri di alcuni fra i suoi pittori preferiti. Un secondo dossier ha come titolo: “Vetrine riflessive e realismo magico”, per le quali si è valsa della prodigiosa capacità della macchina fotografica di rappresentare tutta la realtà, compresi i dettagli che possono sfuggire all’occhio umano. La possibilità offerta dall’obiettivo di memorizzare “il vero più vero del vero”, ha dunque consentito alla fotografa di raffigurare la sfera del surreale poiché nella stessa vetrina e insieme ai manichini, sono riflessi i passanti, talvolta poco definiti, ma ben visibili, assieme allo scenario urbano. Quasi il revival di un salto dentro lo specchio, sulle orme di Alice che vaga in un mondo magico guidata dalla voce narrante di Lewis Carroll. Il terzo dossier affronta il tema delle: “Istantanee. Un clic spazio-temporale-emotivo” e racconta di come tutto si svolga in un solo istante: quello in cui l’occhio fotografico adocchia il soggetto e le mani afferrano l’apparecchio per mettere a fuoco l’obiettivo in un rapido clic. Poi al fotografo non resta che il momento emotivo, l’indagine ansiosa sul display per controllare se il soggetto, “il soggetto di quell’istante” è stato davvero immortalato, o è scomparso per sempre. Nel quarto dossier “Psicofoto in bianco e nero” Giani Gallino affronta un classico della fotografia (bianco vs/nero), caratterizzato dalla somma di tutti i colori e dalla scelta del non-colore, e quindi dalla contrapposizione dei volumi, delle forme, del contrasto, del gioco tra luce e oscurità. Ad ogni estremità curvilinea o rettilinea di una configurazione in nero c'è un limen invalicabile, un confine costituito dal frapporsi del bianco, mentre questo trova a sua volta il proprio limen nel nero. Un contrasto o un dialogo fra i due? E se la fascinazione del B/N fosse dovuta ad un intervento della psiche che forse neppure percepiamo? Il quinto dossier si intitola: “Ombre lunghe in rue Joubert” e ci porta nel mondo dell’Ombra. Il titolo è volutamente un poco enigmatico come del resto un poco enigmatica è l’ombra stessa, che ritroviamo in tanti aspetti della cultura, ed anche nella psicologia del profondo, visto che di lei si sono occupati sia Freud che Jung.
Gli scatti presentati sono il risultato di una ricerca personale meditata a lungo. La fotografia deve essere supportata dal pensiero, tanto che per ogni scatto si potrebbe parlare di “pensiero visivo” o “pensiero fotografico”. La fotografia appare infatti come una “via regia” per comunicare con gli altri.
Presso la Raffaella De Chirico Arte Contemporanea , l’artista terrà due conferenze su tematiche relative alla Fotografia e alla Psicologia nelle settimane successive all’inaugurazione, la prima martedì 13 dicembre e la seconda giovedì 26 gennaio, ore 19 presso il salone della Galleria De
Chirico.

Gaspare

LOGOS

dal 25 novembre 2011 al 15 gennaio 2012

Giovedì 24 novembre, dalle ore 18 alle ore 21, negli spazi della project room della Raffaella De Chirico Galleria d’Arte – via Vanchiglia 11/A, Torino - verrà inaugurata la mostra Logos di Gaspare.

Il lavoro di Gaspare (1983) che richiama il titolo della mostra, Logos (tecnica mista su tela, cm 30 x 30, 2010) appartiene alla serie “Opera” iniziata dall’artista nel 2008. Stratificando materiali eterogenei quotidiani o della tradizione artistica (olio, carbone, tempera, acrilico etc…) e la cenere delle sue stesse opere bruciate in questi anni, l’artista tenta di realizzare una “sintesi” sia materiale sia metaforica del suo percorso culturale, indagando la propria memoria personale e aprendosi a un confronto dialettico con la storia dell’arte e la percezione e/o l’annichilimento del fruitore. Tale sintesi è caratterizzata dall’annullamento (o “autoannullamento”) dei codici e dei generi, evidente dal processo creativo e dalla tonalità nera dei lavori. Il nero è visto come sintesi materica del colore, essendo però, paradossalmente, un non-colore. Il termine greco “logos” esprime molteplici varianti di significati che riflettono il percorso culturale e la formazione storico-critica dell’artista e le sue modalità di ricerca creativa; “logos” si può tradurre come parola, ragione, discorso, pensiero, legge, giudizio, regola.
L’opera Logos sarà “circondata” da tre nuovi lavori che seguono la serie “Grafica” iniziata nel 2008; in questo ciclo l’artista usando tecnica e supporto costante (inchiostro nero su fogli di carta di cm 21 x 15) ha scritto e poi sovrascritto ruotando il foglio sui quattro lati, alcuni suoi testi critici, aforismi, pensieri realizzando una stratificazione dei segni intrecciati dalla prassi scritturale; il testo che in origine aveva un significato logico-razionale si trasforma in un groviglio d’inchiostro nero. Un caos che contiene ordine.
Alcuni lavori sia del ciclo “Opera” sia di “Grafica” sono stati esposti nella mostra inaugurale della Raffaella De Chirico – Galleria d’Arte intitolata Linea Mentis – Irma Blank, Eva Sørensen, Gaspare e pubblicati nel relativo catalogo con testo critico di Giulia Lamoni.
Nella project room quindi, unitamente a Logos, saranno presentate tre nuove opere inedite che seguono lo schema di “Grafica” ma con fondamentali varianti; l’artista ha usato fogli di formato maggiore (cm 30 x 21) e ha scritto e sovrascritto per centinaia di volte solo il proprio nome. I lavori, intitolati progressivamente Gaspare 1, Gaspare 2, Gaspare 3 (2011) esprimono una radicale idea di autoannullamento dell’io, un percorso che parte da una “parola” estremamente personale e soggettiva, come è il proprio nome, fino ad arrivare a un “semplice” groviglio rettangolare di inchiostro nero. Un nichilismo attivo e ciclico. Una ricerca che tenta anche di interrogarsi sul senso della cultura e dell’attività intellettuale nella società contemporanea. La mostra Logos di Gaspare sarà in contemporanea con la personale Il lato psicologico della fotografia, di Tilde Giani Gallino allestita negli spazi della Raffaella De Chirico Galleria d’Arte.

Gaspare (nato nel 1983; vive e lavora a Milano). Gaspare Luigi Marcone si è laureato in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano (2006), dove dal 2007 al 2010 è stato collaboratore del Dipartimento di Storia dell’Arte. Ha curato mostre e pubblicato testi critici su artisti quali Bernd e Hilla Becher, Irma Blank, Erik Dietman, Gilbert&George, Jiří Kolář, Roman Opalka, Claudio Parmiggiani, Anne e Patrick Poirier, Elisabeth Scherffig, Eva Sørensen e altri.
Mostre Personali:
Gaspare - Logos, Raffaella De Chirico - Galleria d’Arte, Torino, 2011.
Gaspare - Opera Prima, presentazione di S. Givone, Lakeside Art Gallery, Verbania, 2010.
Mostre collettive:
Linea Mentis – Irma Blank, Eva Sørensen, Gaspare, testo di G. Lamoni, Raffaella De Chirico - Galleria d’Arte, Torino, 2011.
Superfici Attive, a cura e con testo di A. Comino, Galleria Spaziotemporaneo, Milano, 2011.