Thingness#1 – Laëtitia Badaut Haussmann

Lucca - 24/03/2018 : 15/04/2018

“Thingness”, il programma annuale di residenze d’artista curato da Alessandra Poggianti per Terzopiano, presenta il suo primo appuntamento dedicato a Laëtitia Badaut Haussmann. L’artista francese presenta “Anna’s Weekend”, un progetto prodotto da Terzopiano.

Informazioni

Comunicato stampa

“Thingness”, il programma annuale di residenze d’artista curato da Alessandra Poggianti per Terzopiano, presenta il suo primo appuntamento dedicato a Laëtitia Badaut Haussmann. L’artista francese presenta “Anna’s Weekend”, un progetto prodotto da Terzopiano che è stato presentato in occasione del Salone del Mobile di Milano 2017, in via Farini sotto la cura di Simone Frangi.

Sabato 24 marzo 2018 arriva in anteprima assoluta in Toscana, negli spazi di Lucca, “Anna’s Weekend” si amplia e si trasforma adattandosi al nuovo contesto.


Design non è più una soluzione ma un’ipotesi

Non è una dichiarazione definitiva ma una scena, un momento transitorio, un contenitore di possibilità, una forma di vita instabile che si evolve nel tempo. Barbara Radice, Memphis, ed. Rizzoli 1984


“È un appuntamento collettivo, una zona di lavoro, un workshop messo a disposizione nel cuore di un centro d’arte per un periodo specifico. È uno strumento di ricerca, un modo pratico di approcciarsi verso e per la comunità. DIY (do it yourself – fai da te) tra istituzioni in via di estinzione e sponsor filantropi. È una questione tra fortuna e necessità, un compito piacevole, mai un problema. È un gruppo fluttuante, una variabile geometrica incarnata, ogni volta, in un modo unico. È un principio elementare: fare oggetti di arredamento, arredamento per l’uso giornaliero basato su una lista dei desideri fatta dagli osti/ospiti. È un contratto morale e un contratto di produzione. È immaginare il design come una serie di incidenti. È un incidente. Un unico incontro tra i membri di un gruppo transitorio. È la condivisione di una pratica, fatta una tantum e in maniera intensiva. È un gruppo con interessi reciproci, una divisione di ruoli e competenze, per trasmettere, ridistribuire e sovra posizionare le responsabilità. Di posizioni contraddittorie e approcci ambigui. È orizzontale. È un lavoro di distinzione, intercambiabilità, multifunzione e ibridazione. È un tentativo. Una storia aperta. Un test, una zona prototipica. È la scorza del limone. È una pratica che definisce il proprio metodo a ogni apparizione, un protocollo di lavoro che è una forma in sé. Sperimentazioni concrete. Supposizioni. Sequenze di forma, di collaborazione, di indipendenza e comunità. Sta consumando o risparmiando energia. È un'analisi del banale come metodo ed esercizio di lavoro. È un progetto di arredo, funzionale e ibrido, come un baluardo contro il potere e la banalità degli arredi standardizzati e amministrativi. È una zona di smistamento per immaginare soluzioni. Per il benessere del corpo e del cuore. Inventando altri approcci al design, progettando altri spazi, prevedendo altri ambienti, immaginando altre vite. Offrendo compagni di viaggio con i quali se ne può discutere. Scegliendo di evolversi in un contesto più generoso. È un documento con le specifiche aperte. Un esercizio estetico e una dichiarazione concettuale. Generando mobili dall'interno, adattando la struttura finale alle variabili logiche, ai vincoli della posizione e delle sue attività. È un contratto che si definisce durante la propria realizzazione con prototipi di vari usi e collaborazioni benevoli. È una scelta di produzione: non di un originale, di pezzi numerati, ma di prototipi, di sperimentazioni di sistemi coordinati e di espressioni indipendenti. È una cooperativa non professionale e rigorosa. È una relazione diversa con il mondo, più sofisticata, più elastica, più complessa. È una storia e la sua scrittura. È il cinema senza l'immagine, ma con volume, per il corpo. È una comunicazione specifica. È un invito. COME NOI. “ Laëtitia Badaut Haussmann



Thinkness è un programma annuale di residenze d’artisti volte a realizzare nuove produzioni legate all’idea di oggetto e al suo “essere cosa”, (Heiddenger, Discorso sull’arte). L’oggetto quindi, non inteso nella sua funzionalità, piuttosto come suggeriva Roland Barthes, dispositivo capace di attivare visioni simboliche, mezzo di significazione, segno sparso, vero e proprio testo. L’oggetto media, così, la relazione tra l’azione e l’uomo, contribuendo ad assemblare un nuovo potenziale sociale e dare un valore diverso alla vita materiale.

Da qui si può iniziare a rielaborare una ideologia dell’utilità.


BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Laëtitia Badaut Haussmann (nata nel 1980 a Parigi, Francia. Vive e lavora a Parigi e a Londra)


I riferimenti e i materiali impiegati da Laëtitia Badaut Haussmann attestano una profonda inclinazione verso un’estetica modernista senza tuttavia diventarne il soggetto. Svolge attività di ricerca che coinvolge diversi campi, tra cui storia, sociologia, psicologia e design, guidate da una riflessione sulle forme narrative, sulla relazione tra analogie e macrostrutture. I suoi progetti funzionano come apparizioni e reminiscenze legate al design, al cinema, alla letteratura e alla storia dell'arte, aprendo uno spazio favorevole all'emergere di nodi narrativi e discorsivi.


Laetitia Badaut Haussmann (1980), diplomata all’École Nationale Supérieure d’Arts di Parigi Cergy nel 2006, ha ricevuto nel 2017 il premio AWARE (Archives of Women Artists, Research and Exhibitions). Il suo lavoro è stato esibito in numerose mostre personali e collettive internazionali che includono BEELER Gallery (Columbus, Ohio, USA), MUSEION (Bolzano, IT), MUDAM (LUX), Maison Louis Carré with Lab’Bel (FR), Syntax (Lisbon, PT), FUTURA (Praha, CZ), Centre Pompidou (Metz, FR), Hepworth Wakefield (UK), @KCUA Gallery (Kyoto, Japan), La Galerie (Noisy-Le-Sec, FR), VIA FARINI (Milano, IT), Passerelle CAC (Brest, FR), Palais de Tokyo and MAMVP (Paris, FR), MRAC (Sérignan, FR), IAC (Villeurbanne, FR), MMSU (Rijeka, HR), Benaki Museum (Thessaloniki, GR), Gesso Art Space (Vienna, AT). Ha partecipato al programma di residenza presso Le Pavilion at Palais de Tokyo in 2011-12, è stata la ricevente di una residenza di ricerca alla Villa Kujoyama a Kyoto, Giappone nel 2016. E’ stata il focus della sua personale presentata a FIAC/Lafayette, Grand Palais, Parigi (2015). LBH è rappresentata dalla Galerie Allen a Parigi e inoltre insegna alla The New School_Parsons a Parigi.



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CREDITI IMMAGINE

“A story and its writing”, 2017 (detail)

enamel paint on wall

photo : Aurélien Mole / Exhibition view : "Impossible Body", Galerie Allen, Paris

Courtesy the artist and Galerie Allen, Paris

Liberare lo spazio. Laëtitia Badaut Haussmann a Lucca

Terzopiano Artecontemporanea, Lucca ‒ fino al 15 aprile 2018. In un palazzo nel cuore medievale della città toscana, un intervento installativo fra design e architettura ridisegna le antiche sale e propone spunti di riflessione sul rischio di spersonalizzazione nella società di massa.