The Real Job on Tour – Bologna

Bologna - 03/12/2015 : 05/12/2015

In un contesto non profit e svincolato dunque da dinamiche commerciali, dove tutti operano senza alcun tipo di profitto, The Real Job presenta la seconda tappa del proprio tour.

Informazioni

Comunicato stampa

he Real Job ON TOUR – BOLOGNA - LOCALEDUE
un progetto di Lia Cecchin e Isamit Morales

a cura di Carolina Gestri

orari
giovedì 3.12 e venerdì 4.12 dalle 15 alle 22
sabato 5.12 dalle 11 alle 15

il progetto resterà fruibile nello spazio fino al 20.12 (su appuntamento)

Duchamp mused whether there could be a work “not of art”, but can there also be an art without work? (Anton Vidokle, Art Without Work?, e-flux, 2011)

A LOCALEDUE, in un contesto non profit e svincolato dunque da dinamiche commerciali, dove tutti operano senza alcun tipo di profitto, The Real Job presenta la seconda tappa del proprio tour.

TRJ è la nuova piattaforma nata da un’idea di Lia Cecchin (Feltre, 1987) e Isamit Morales (Caracas, 1982) che ha tra i suoi obiettivi la mappatura di tutti i lavori che artisti e curatori fanno per mantenere se stessi e la propria pratica. Il progetto registra le conseguenze che questa doppia attività può generare, interrogandosi su difficoltà, vantaggi, pregiudizi e stereotipi vissuti dagli artisti che svolgono un secondo lavoro, analizzando come un doppio impiego possa impoverire o avvalorare la propria figura professionale.

A Bologna TRJ si servirà dei 20 mq di LOCALEDUE utilizzando lo spazio, solitamente adibito a sede espositiva, come luogo di raccolta, elaborazione ed esposizione di dati. A partire dalle 15 di giovedì 3 dicembre fino alle 15 di sabato 5 dicembre, le artiste saranno presenti nello spazio per interagire con gli ospiti allo scopo di raccontare la loro ricerca e accrescerla grazie alle testimonianze dei presenti. Questa lunga fase di “brainstorming” porterà alla produzione di un unico documento collettivo, traccia delle informazioni registrate.

Fino al 20 dicembre, TRJ sfruttando LOCALEDUE come vetrina promozionale rimarrà a disposizione del pubblico per permettere a ogni passante di conoscere il progetto e magari di decidere di entrare a farne parte.


the-real-job.tumblr.com

TRJ si muove contemporaneamente su due modalità di investigazione, parallele temporalmente e complementari negli intenti: online e on-tour. Tramite la pagina tumblr viene gestito un database che, aggiornato quotidianamente, archivia i risultati ottenuti dalla compilazione del form (http://therealjob.tumblr.com/form) da parte di artisti e curatori. Inoltre in rete sono messi in consultazione alcuni testi scaricabili (bit.ly/TRJ-TOOLS) allo scopo di dar vita a una biblioteca digitale in continua espansione in cui chiunque può collaborare alla sua crescita. Questi materiali sono ritenuti dalle artiste mezzi utili alla divulgazione della cospicua bibliografia esistente sull’argomento, alla “sensibilizzazione” e alla creazione di uno spazio di libero scambio, confronto e collaborazione con realtà simili in costante crescita grazie al lavoro promozionale portato avanti sui canali social. Il tour è invece finalizzato alla "promozione" del progetto ed è concepito in modo che ogni presentazione sia il pretesto per fare il punto sulla situazione, mostrando di volta in volta gli aggiornamenti sullo stato della ricerca condotta, attraverso vari dispositivi visivi tra cui video, grafici, diagrammi, adottando un format sempre diverso, scelto in base alla città e allo spazio espositivo ospitante.

TRJ ha dunque l’ambizione di alimentare una rete in grado di mettere a disposizione nuovi strumenti da condividere per abbattere il tabù del curatore e dell’artista lavoratore. Supporre infatti che il ruolo sociale dell’artista oggi possa essere rappresentato da Artist at work (1977) di Mladen Stilinović, dove un uomo appare sdraiato nel proprio letto con lo sguardo perso, intento a produrre idee, è sicuramente utopico; molti artisti, oggi, per poter creare liberamente i propri “lavori” scelgono di avere un impiego “reale”. È altresì illusoria e diffusa, sia nel linguaggio quotidiano sia all’interno dei comunicati stampa (anche questo), la tendenza a utilizzare il termine “lavoro” come sinonimo di opera, in contrasto con l’ancora valida distinzione tra lavoro, opera e azione teorizzata da Hannah Arendt. Non tutte le opere troveranno un riscontro economico e, quindi, dovrebbe essere semanticamente errato definirle lavori.