The Phair | Photo Art Fair 2026
42 gallerie italiane e internazionali, un comitato curatoriale rinnovato e una visione sempre più europea dell’immagine contemporanea. Tra fotografia e immagine visiva, un percorso espositivo unitario che riflette la complessità del presente.
Comunicato stampa
Il countdown per la VII edizione di The Phair | Photo Art Fair è ufficialmente iniziato. Dal 22 al 24 maggio 2026, la fiera dedicata all’immagine contemporanea - tra fotografia e nuove sperimentazioni visive - torna negli spazi della sala Fucine delle OGR Torino, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento per collezionisti, curatori e professionisti del settore.
Giunta alla sua VII edizione, The Phair si distingue per una visione curatoriale chiara e riconoscibile, capace di costruire un percorso espositivo unitario in cui le varie proposte dialogano tra loro. L’allestimento identitario della fiera prevede spazi espositivi uniformi: una scelta che valorizza le opere e restituisce un’esperienza di visita fluida e continua, concepita come un unico racconto.
In un tempo in cui l’immagine è insieme testimonianza e costruzione, la fotografia si conferma linguaggio privilegiato per interrogare il presente. Tra documento e interpretazione, tra permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura, una soglia attraverso cui osservare la complessità del reale.
Il Comitato Curatoriale si amplia e accoglie esperienze eterogenee che intrecciano mercato, critica e collezionismo internazionale: Umberto Benappi – Gallerista; Emilio Bordoli – Collezionista; Lorenzo Bruni – Curatore e critico; Ernesto Esposito – Designer e collezionista; Brandei Estes – Esperta di fotografia e già Head of Photography da Sotheby’s; Benjamin & Steffi Jaeger – Consulenti, curatori e galleristi; Massimo Prelz Oltramonti – Collezionista; Valerio Tazzetti – Fotografo e gallerista; Carla Testore – Giornalista e curatrice, specialista in comunicazione e sistema dell’arte.
L’edizione 2026 di The Phair riunisce 42 gallerie italiane e internazionali, confermando una crescente apertura europea: A.More Gallery (Milano), Albumen Gallery (Londra), Galleria Valeria Bella (Milano), Galleria Umberto Benappi (Torino), Biasutti & Biasutti (Torino), C+N Gallery CANEPANERI (Milano), Colombo’s Gallery (Milano), Alberto Damian Gallery (Treviso), Deodato Arte (Milano), Exposed. Torino Photo Festival (Torino), Fabbrica Eos (Milano), Febo e Dafne (Torino), Galleria Forni (Bologna), Gagliardi e Domke (Torino), Hopfulmonster Editore (Torino), Jaeger Art (Berlino), The Lanterns Art (Milano), Galleria Leòn (Bologna), Galerie Ira Leonis (Arles), Lusvardi Art (Milano), Magreen Gallery (Genova), Marcorossi Artecontemporanea (Milano, Pietrasanta, Roma, Torino, Verona), MC2 Gallery (Milano, Tivat), Franco Noero (Torino), Alessia Paladini Gallery (Milano), Giorgio Persano (Torino), Photo & Contemporary, (Torino), Podbielski Contemporary (Milano), Raw Messina (Roma), Red Lab Gallery (Milano), Roccavintage (Torino), Federico Rui Arte Contemporanea (Milano), Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea (Torre Pellice), Seletti (Cicognara), Paola Sosio Contemporary Art (Milano), Fondazione Specchio dei Tempi (Torino), Gian Enzo Sperone (Sent), Tallulah Studio Art (Milano), Unique Contemporary (Torino), VisionQuest 4rosso (Genova), Willas Contemporary (Stoccolma), Zamagni Arte (Rimini).
Si conferma una forte crescita a livello di partecipazione europea grazie a gallerie provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, oltre a Montenegro e Svezia.
Una riflessione che si rispecchia anche nelle immagini svelate e che anticipano alcune delle ricerche visive presenti in fiera. Da un lato, l’indagine sulla natura e sulla sua dimensione simbolica e trasformativa nello scatto Clematis Tangutica dell’artista svedese Helene Schmitz presentata da WILLAS contemporary, che si concentra sugli affascinanti dettagli strutturali delle piante; dall’altro, lo sguardo intimo e narrativo sulla memoria e sullo spazio urbano nell’opera Sigos mes pasos della fotografa cubana Keila Guilarte, proposta da Tallulah Studio Art, in cui l’usura estrema della scarpetta diventa testimonianza di una dedizione assoluta e incarna l’impegno necessario per tracciare il proprio cammino.
Due pratiche differenti che restituiscono la pluralità di approcci e linguaggi che The Phair accoglie e mette in dialogo.
In questo dialogo tra pratiche differenti si inserisce anche la ricerca di Nick Brandt: le sue opere, presentate sempre da WILLAS contemporary, provengono dai quattro capitoli della serie "The Day May Break" e affrontano con forza il tema dell’impatto della distruzione ambientale e del cambiamento climatico, tanto sulle persone più vulnerabili quanto sul mondo animale e naturale. Realizzati tra Kenya, Zimbabwe, Bolivia, Fiji e Giordania, questi lavori sono attualmente visibili anche alle Gallerie d'Italia – Torino nel contesto di EXPOSED. Torino Foto Festival.
Il dialogo tra uomo e ambiente emerge anche nel lavoro di Rune Guneriussen (Marcorossi Artecontemporanea), mentre Paul Cupido (MC2 Gallery) introduce una dimensione contemplativa ispirata al concetto giapponese di Mu. La fiera accoglie inoltre riferimenti iconici della cultura visiva: Giovanni Gastel (Photo & Contemporary), tra eleganza e ironia; Andy Warhol, Bob Dylan (Colombo’s Gallery), in dialogo attraverso gli sguardi di Oliviero Toscani e Paolo Brillo; sul piano concettuale, Giulio Paolini (Tucci Russo per l’Arte Contemporanea) costruisce un teatro dell’evocazione che interroga il senso stesso dell’esporre.
Nel tempo, The Phair ha consolidato un’identità fondata su qualità e ricerca, rafforzando al contempo la propria apertura internazionale anche grazie alla sinergia con EXPOSED - Torino Photo Festival, contribuendo a rendere Torino un polo sempre più centrale nel panorama dell’immagine contemporanea.
A sottolineare il legame profondo con la città, anche quest’anno l’immagine guida nasce dalla collaborazione con una delle sue istituzioni culturali. Per il 2026 è stato scelto uno scatto di Nanda Lanfranco che ritrae Giuseppe Penone negli spazi del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La fotografia, appartenente al Fondo Nanda Lanfranco istituito nel 2025 dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli, è concessa dal Museo e restituisce, in modo emblematico, il dialogo tra artista, luogo e visione.