The Log-O-Rithmic

Bergamo - 27/09/2012 : 20/01/2013

Lo SpazioZero della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la mostra The Log-O-Rithmic, per la VI Edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 28 settembre 2012 al 20 gennaio 2013 lo SpazioZero della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la mostra The Log-O-Rithmic, per la VI Edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize



Fredi Fischli è stato segnalato lo scorso anno da Nicolaus Schafhausen (all’epoca Direttore e Curatore del Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam e dall’autunno 2012 Direttore della Kunsthalle di Vienna) ed è stato premiato a novembre 2011 da una giuria internazionale composta da Giacinto Di Pietrantonio (Direttore GAMeC), Alex Farquharson (Direttore, Nottingham Contemporary) e Viktor Misiano (Capo Redattore, Moscow Art Magazine) a conclusione del convegno Qui Enter Atlas. Simposio Internazionale di Curatori Emergenti, che ha visto 14 curatori under 35 discutere intorno al tema ‘The Billiard Effect. Exhibition Histories in the Making’.

La giuria ha apprezzato, tra i 5 progetti di mostra presentati, l'originalità del progetto di Fredi Fischli con la seguente motivazione:
il progetto dimostra un profondo coinvolgimento con i processi di produzione artistica e li pone come essenziali all’atto della messa in scena espositiva. In questa mostra gli artisti si trovano al centro del palcoscenico e il progetto è ben calibrato rispetto alla scala e alle possibilità di questo contesto.

IL PREMIO

Ideato dalla GAMeC con il sostegno della famiglia Bonaldi e nato dalla volontà di ricordare la passione per l’arte e per il collezionismo di Lorenzo Bonaldi, è unico nel suo genere, poiché volto a sostenere la ricerca di un giovane curatore under 30 e il suo progetto di mostra.
Organizzato per la prima volta nel 2003, ha assunto cadenza biennale dal 2005.
Con questo riconoscimento si vuole sottolineare la centralità e il significato che la figura del curatore ha assunto nel panorama artistico internazionale, oltre a incoraggiare e sostenere il talento di un giovane in un momento estremamente vitale del suo percorso professionale. Il Premio non è mai stato considerato un’occasione di competizione, bensì un’opportunità di crescita professionale e confronto. Proprio per questa ragione nel 2005 è nata l’idea di affiancare nell’anno della sua assegnazione un convegno dedicato, Qui. Enter Atlas - Simposio Internazionale di Curatori Emergenti, che si svolge a cadenza biennale.

IL PROGETTO

La mostra The Log-O-Rithmic si ispira al lavoro The Log-O-Rithmic Slide Rule, un'opera concettuale degli architetti Trix e Robert Haussmann. La formazione di entrambi si è svolta nel contesto del modernismo svizzero, da cui si è in seguito evoluto il loro specifico approccio alla professione. Il loro sodalizio ha avuto inizio nel 1967 con l’opera Anti-Chair, una fragile seduta realizzata con tubi al neon, e con l’apertura di Allgemeine Entwurfsanstalt, uno spazio dedicato al design e all'architettura. Oltre alla realizzazione di una vasta gamma di edifici e progetti di design, il duo ha prodotto un ricco corpus di opere teoriche che ha messo in discussione numerosi dogmi nel campo dell’architettura.
Nel 1980 Robert Haussmann è stato ricoverato in un centro medico per ristabilirsi da una malattia. Durante questo periodo di convalescenza, in cui egli non è stato in grado di lavorare, la coppia ha ideato The Log-O-Rithmic Slide Rule, un dispositivo ludico che si ispira ai principi del movimento OuLiPo e che, grazie al proprio potenziale combinatorio, offre infinite possibilità per la progettazione di architetture immaginarie, espressioni linguistiche e immagini.

In occasione della mostra ospitata alla GAMeC, sette artisti contemporanei sono stati invitati a riattivare The Log-O-Rithmic Slide-Rule e a reinterpretarlo fornendo ciascuno una lettura personale. Il progetto dei due architetti rappresenta, infatti, il punto di partenza della mostra e il comun denominatore delle opere esposte.
I lavori di Uri Aran, Karl Holmqvist, Kaspar Müller, Ken Okiishi, Oliver Payne, Emanuel Rossetti e Anicka Yi (installazioni-video, dipinti, sculture e disegni) analizzano la lingua e la scrittura da diverse prospettive, ‘giocando’ con le lettere dell’alfabeto, per creare un lessico nuovo e per comprendere i significati molteplici, e a volte nascosti, delle parole e delle cose.


Uno sguardo alle tecniche utilizzate dagli artisti e alle opere in mostra

Uri Aran ha creato nel corso negli anni un complesso corpus di opere che include film, disegni e sculture. Racconti in libertà prendono forma dal connubio tra i suoi lavori e i vocaboli che da essi emergono spontaneamente dando vita a un sistema aperto. Karl Holmqvist utilizza tecniche radicali per trasformare e mette in discussione il linguaggio. Nelle sue performance, così come negli scritti e nelle sculture, egli raccoglie poeticamente alcuni frammenti di concetti aulici e di senso comune sottolineando la diversità dei loro significati letterali. Kaspar Müller tratta le motivazioni degli adolescenti e i loro passatempi. Vetrine inquietanti fungono da palcoscenico per le opere esposte, che sembrano reperti di un viaggio immaginario ad Atlantide. Ken Okiishi realizza film in cui temporalità e ordini sociali si confondono. Questo scenario sovrapposto e modificato artisticamente crea una nuova presenza che destabilizza la memoria e rimette in scena l’esperienza. Oliver Payne rende omaggio al linguaggio visivo dell’amatorialità senza compromessi e della provocazione. L’artista stesso diviene parte della cultura del fanatismo che funge da fonte di ispirazione per le sue opere. Emanuel Rossetti si rifà in modi diversi all’improvvisazione dell’autocostruzione, producendo imitazioni scultoree al fine di esplorarne il potenziale anarchico e sovversivo. I suoi film presentano mondi visionari composti da strutture utopiche e permeati da un costante senso di instabilità. Anicka Yi impregna oggetti in gomma e gelatina con una fragranza da lei appositamente creata e utilizza questi materiali per costruire geroglifici scultorei. L’attivatore sinestetico del profumo ricodifica un puzzle sensoriale per creare un potenziale combinatorio infinito.