The Independent – Institute for Provocation

Roma - 12/10/2017 : 26/11/2017

E’ dedicato alla Cina il nuovo appuntamento di The Independent, il progetto pluriennale di ricerca del MAXXI sugli spazi e il pensiero indipendenti, ideato dal Direttore artistico Hou Hanru e curato da Elena Motisi e Giulia Ferracci con Simone Ciglia.

Informazioni

Comunicato stampa

E’ dedicato alla Cina il nuovo appuntamento di The Independent, il progetto pluriennale di ricerca del MAXXI sugli spazi e il pensiero indipendenti, ideato dal Direttore artistico Hou Hanru e curato da Elena Motisi e Giulia Ferracci con Simone Ciglia.

Da giovedì 12 a domenica 26 novembre è protagonista Institute for Provocation (IFP), collettivo internazionale con base a Pechino, che presenta il progetto Space Odyssey , a cura di Elena Motisi





Evento di apertura / Opening Panel Discussion

In apertura di questo nuovo focus, giovedì 12 ottobre alle ore 17:00, nel Foyer Carlo Scarpa – Spazio MINI ci sarà un incontro che mette a confronto l’ approccio di IFP con quello di un altro gruppo indipendente italiano, l’associazione culturale chì-na con sede a Prato, che ha fatto del dialogo con la comunità cinese il centro del proprio impegno. Intervengono: Hou Hanru (Direttore Artistico MAXXI), Elena Motisi (curatore MAXXI), Shuyu Chen (IFP, Pechino), Max Gerthel (IFP, Svezia), Emanuele Barili (chì-na, Prato). Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.



Installazione Space Odyssey

Come la ricerca artistica e architettonica indipendente può contribuire alla società e quali forme organizzative possono essere stabilite per accogliere questi processi? Questa domanda è alla base del lavoro di IFP e da essa nasce l’istallazione pensata per il MAXXI da Shuyu Chen e Max Gerthel da nome Space Odissey, un’affissione a parete nel Foyer Carlo Scarpa – Spazio MINI che racconta l’ambiente dove opera il collettivo, la sua storia, l’attività micro-sociale che vi si svolge.

Per trasmettere l’energia di uno spazio indipendente nelle pareti istituzionali di un museo, l’installazione presenta lo studio di IFP come luogo d’incontro comune, contenitore e catalizzatore di azioni, riflessioni e discorsi. All’interno di questo spazio ci sono parole chiave e riferimenti ad artisti, architetti e ricercatori che hanno soggiornato all’IFP, nonché ai progetti avviati autonomamente. L’ immagine bidimensionale a parete assume tridimensionalità e negli scaffali troviamo una selezione di pubblicazioni provenienti da altri spazi artistici indipendenti cinesi.

Così come il lavoro di IFP si basa sull’idea d’interazione trans-disciplinare e transfrontaliera, questa mostra propone lo spostamento spaziale e culturale come mezzo e metodo per il trasferimento di conoscenze e l’attivazione del pensiero. Il pubblico è invitato a esplorare la carta da parati, sfogliare le nostre pubblicazioni, guardare i video e partecipare alla discussione del progetto di ricerca Tetris.



Institute for Provocation (IFP) è un’organizzazione artistica e uno spazio di lavoro indipendente fondato nel 2010 a Pechino da Chen Shuyu (CN) ed Els Silvrants-Barclay (BE) . Combinando lo studio teorico con la pratica artistica, l’IFP favorisce un sapere interdisciplinare, promuovendo gli scambi culturali e una produzione di carattere collettivo. L’IFP organizza e sostiene attività di vario genere, tra cui residenze d’artista, progetti di ricerca, dibattiti, mostre, laboratori, pubblicazioni e altro, nella convinzione che i processi artistici debbano essere intesi quali forma alternativa di produzione di conoscenza.

Mediante un’ampia rete di artisti, ricercatori e creatori provenienti sia dalla Cina che dall’estero, l’IFP può mettere a disposizione dei nuovi residenti e collaboratori informazioni che ne facilitino l’incorporazione nella rete stessa. Dall’interazione tra la pratica degli artisti in residenza e la pratica istituzionale dell’IFP scaturisce un rapporto scandito da provocazioni, frizioni e collaborazioni reciproche e costanti. L’IFP è un organismo che viaggia alla velocità del pensiero, esplorando ciò che l’arte può essere e ciò che questa può fare per un pubblico sempre più eterogeneo mediante i suoi input ed i suoi output.